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Centri commerciali, ecco come si evolveranno per sopravvivere in tempi di e-commerce

5+1 mall in giro per il mondo per capire da che parte stanno andando

centri-commerciali-come-stanno-cambiando

In tempi in cui tutto si compra online, possibilmente in sconto e dopo averlo provato fisicamente negli store, la vita per la distribuzione classica non è mai stata tanto dura. Complice anche il calo avuto dai centri commerciali nell’opinione pubblica. Da paese dei balocchi a non luogo per eccellenza, meta delle bigiate di fine anno degli adolescenti e degli anziani in cerca di aria condizionata contro la canicola estiva, i centri commerciali hanno dovuto e devono aggiornare costantemente la loro offerta per continuare ad attrarre clientela. Dall'altra parte ci sono colossi come Apple, nei cui negozi entrano continuamente centinaia di persone (chi per fare acquisti, chi per curiosare, chi per approfittare del Wi-Fi) o Amazon, che dopo aver acquistato la catena Whole Food sembra stia sperimentato i primi negozi "reali". In altre città come quelle mediorientali, i centri commerciali sono parte integrante della vita quotidiana, dove trovare riparo dal clima troppo caldo. La formula è sempre la stessa: note catene, cinema, supermercato, una vasta food court e uno spazio per i bambini. Un format che ha funzionato per anni ma che ora, anche qui sembra mostrare segni di cedimento. Al suo posto prendono piede nuove strutture che offrono molto di più di quello che siamo abituati ad aspettarci dagli shopping mall: come stanno cambiando? Per capirlo siamo andati a vedere qualche esempio eclatante in giro per il mondo.

Se facciamo un salto all’estero, in Qatar per essere precisi, possiamo capire che il centro commerciale di oggi offre molto di più rispetto a prima, cioè una vera esperienza. A Doha certo non mancavano le boutiques e i ristoranti di lusso. Cosa rende allora l’Alhazm unico nel suo genere? Beh per esempio i suoi 5,4 milioni di metri quadri di estensione. Appassionato di architettura, il proprietario Mohamed Abdel Karim Al Emadi, ha radunato una squadra di ben 15 architetti per realizzare una sorta di galleria Vittorio Emanuele II. Per farlo ha utilizzato marmo di Carrara e di Siena e per dare un tocco ancor più mediterraneo ha importato ulivi centenari, che ha sistemato nella piazza a cielo aperto… ad aria condizionata! Insomma, lusso senza badare a spese, andare a fare shopping è un po’ viaggiare.

L’architettura è il punto forte anche del Westfield World Trade Centre. Situato nel bel mezzo di New York, il centro commerciale si inabissa al di sotto di un importante snodo ferroviario con 11 linee metro ed è il più vasto di Manhattan. La grande cupola di Santiago Calatrava è uno spettacolo di per sé, che attira il flusso turistico della Grande Mela ed è destinato a diventare il nuovo must see di New York.

La soluzione pensata da Xanadù a Madrid è invece quella di fare una sorta di parco giochi, per bambini e famiglie. Accanto ai soliti stores allora, minigolf, ristoranti a tema, piste da bowling e una vera pista da sci. Il tentativo è quello di dare una personalità giocosa e vivace e non più neutra e prettamente consumistica al centro commerciale. Un posto in cui la famiglia può passare del tempo insieme trovando tutto a portata di mano.

Quello del Bikini Berlin è forse il concept più interessante. Dopo una ristrutturazione durata tre anni, l’edificio sullo zoo ha aperto i battenti e si propone come punto d’incontro della città. Non solo per la terrazza verde aperta a tutti di 7000 metri quadrati, e neanche per l’hotel o il Zoo Palast Cinema che ha dato i natali alla Berlinale. Il centro del Bikini sono infatti le così dette Bikini Boxes, degli store modulari che a rotazione ospiteranno i prodotti di designer locali per dar loro una chance presso il grande pubblico. Insomma, ne vedremo delle belle.

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Qualcosa di simile lo realizza il Commons a Bangkog che punta sull’artigianato locale a cui offre ampio spazio a disposizione. Situato nel vivace quartiere di Thonglor, il Commons vuole diventare vero punto di ritrovo, facendo leva sulla vita notturna che già pulsa nel circondario e rispondendo alle esigenze della comunità. Ma non solo: ampi spazi verdi, cultura locale, vasta scelta di cibo (dalle pasticcerie ai detox super naturali) e persino sessioni comuni di yoga mattutina.

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Ashti by the sea, il centro commerciale del gruppo a Beirut, in Libano, punta invece su una commistione mai vista e decide di ospitare rassegne artistiche di alto livello. Nei suoi 430000 metri quadri ospita infatti un museo in pianta stabile. Un esempio è la mostra “The trick Brain” (in copertina) curata da Massimiliano Gioni. Un’idea che vuole conferire pregio e valore aggiunto all’acquisto. Forse, dopo aver nutrito lo spirito, verrà voglia di nutrire tutto il resto.

Foto: Guillaume Ziccarelli

www.alhazm.com

www.westfield.com

www.madridxanadu.com

www.bikiniberlin.de

thecommonsbkk.com

www.aishti.com


di Stefano Annovazzi Lodi / 31 Ottobre 2017

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