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Elle Decor Italia

Cohousing in una casa passiva a Melbourne

Spirito green, piccole eccentricità e arredamento vintage per una casa che ospita 3 generazioni

 Il cohousing non è solo una soluzione vantaggiosa dal punto di vista economico, ma è uno stile di vita in cui spazi privati e comuni coesistono in equilibrio tra loro, creando un microcosmo sociale, una comunità che può essere costituita da sconosciuti, amici e, perché no? Anche da diverse generazioni di uno stesso nucleo familiare (leggi anche → Cohousing per adultiAbitare in un quadro)

Un esempio di coabitazione è quello della Seddon House, una casa passiva progettata da Osk Architects vicino a Melbourne per ospitare tre generazioni della stessa famiglia.

La casa condivisa si adatta perfettamente agli edifici del vicinato come volumetria e contemporaneamente trasforma quello che era un parcheggio cittadino in disuso in una costruzione indipendente a più piani dai volumi compatti.

Secondo Ben Walters, responsabile del progetto, la vera sfida era "ottenere un edificio che potesse essere letto utilizzando diverse scale e che potesse offrire sorprendenti risultati in base alle diverse angolazioni dalle quali era visto''.

Dalla strada infatti la costruzione, a prima vista, può essere registrata come una semplice struttura a piano terra, elemento che parrebbe seguire la logica costruttiva di tutta la strada, ma dal lato nord, ci si rende conto che un secondo piano si inserisce all'interno della forma del tetto mentre il volume si amplia man mano che ci si sposta intorno all’edificio.

Il progetto enfatizza il tetto come un elemento architettonico unificante che grazie alla sua geometria esprime al meglio lo spirito di tutto l’edificio. Inoltre è ancora lo stesso tetto ad essere utilizzato per il controllo della luce e della temperatura durante tutto l'anno: qui avviene infatti la raccolta dell'acqua piovana e la creazione di una ventilazione trasversale oltre alla fornitura dell’energia attraverso un sistema integrato di pannelli solari.

L’edificio si trova in un’area di 200 m2 a possibile inondazione ed è stato quindi sollevato dal livello del terreno tramite dei pali a vite sui quali è stata posta una lastra di cemento armato ad alta ingegneria, elemento che crea una sensazione di luogo sospeso.

Costruito per una famiglia appassionata, creativa e molto attenta alle tematica di impatto ambientale, l'edificio di 140 m2, combina tecnologia passiva e attiva per ridurre il consumo di energia: aria, acqua e materiali sono stati riciclati durante tutte le fasi della progettazione e sono stati adottati principi di masse termiche sulla parete sud del piano terra, costruiti come una struttura di rivestimento in mattoni inversa che aiuta a mantenere la temperatura interna costante. Grandi finestre apribili sono state installate nel lato nord, mentre piccole aperture sul lato sud consentono una ventilazione trasversale ottimale.

All'interno della casa i dettagli sono stati realizzati in maniera altamente artigianale in modo da fornire una connotazione particolare ai diversi locali, come se ciascuno riflettesse l'anima dei suoi abitanti. Piccole eccentricità negli arredi interni, come le porte anni ‘50 di vetro sabbiato, dotate di maniglie formate da pietre trovate nel fiume, aggiungono una nota divertita al carattere unico della costruzione e dei suoi abitanti.

www.oskarchitects.org


di Paola Testoni / 6 Novembre 2016

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