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Dolce e Gabbana Milano: un nuovo negozio firmato Gwenael Nicolas

Il designer francese basato a Tokyo collabora con il brand italiano per la nuova boutique di via Montenapoleone tra contrasti di stili e tempi

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Un trionfo di linee pure e Barocco, contemporaneo e antico. Questo il concept della nuova boutique Dolce&Gabbana in via Montenapoleone 4, nel cuore di Milano, studiato dal designer francese di base a Tokyo Gwenael Nicolas

Il nuovo negozio Dolce e Gabbana Milano in via Montenapoleone ha una curiosa storia alle sue spalle, e il protagonista è il designer francese Gwenael Nicolas.

“Quando ci siamo incontrati, Dolce (Domenico ndr) mi ha chiesto: ‘Sorprendici! Dovresti portare la tua arte all’estremo, noi ti incontreremo lì’. Queste parole condensano la nostra collaborazione, che non vuole, e non riguarda, compromessi, ma un’idea pura al suo limite”.

Così, carte blanche per il concept del nuovo negozio di via Montenapoleone, per il designer francese di base a Tokyo scelto dagli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana per mettere in scena e celebrare il loro universo (qui alla seconda sfida insieme - quest’estate infatti hanno aperto lo store di Aoyama in Giappone, ma con tutt’altra identità, legata alla Sicilia).

In uno dei palazzi nobiliari dell’800 più prestigiosi della città, nel cuore del Quadrilatero della Moda, la boutique è l’apoteosi dell’universo Dolce&Gabbana, in un mosaico di materiali e contrasti, tra modernismo, linee pulite e Barocco, marmi e broccati, sfarzosi specchi dorati e pezzi vintage di Gio Ponti.

L’artefice di questi ambienti racconta e approfondisce per Elle Decor il dietro le quinte di questo sodalizio, tra interior design, retail e moda.

Gwenael, come è collaborare con Domenico Dolce e Stefano Gabbana?

Avere a che fare direttamente con loro è un’esperienza davvero unica. Il mio compito è stato proporre una nuova prospettiva e identificare nuove possibilità. Una bella sfida, perché devi sorprendere qualcuno che ha una conoscenza molto ampia e ricca dell’arte, del contesto, dei trend e che ha un’idea molto chiara di cosa vuole.

Il designer Gwenael Nicolas, autore della nuova boutique Dolce&Gabbana di via Montenapoleone, Milano - qui alla sua seconda collaborazione con il brand dopo lo store di Aoyama, Tokyo. Francese, ha fondato in Giappone lo studio Curiosity

 

Come definiresti Dolce&Gabbana in poche parole?
Passione per l’estremo, ricerca costante per la perfezione, senso incredibile per le proporzioni, entusiasmo comunicativo.

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Marmo verde, pavimento di pietra lavica (un classico di Dolce&Gabbana), radica d’olmo e broccatello in velluto che ricorda le scenografie delle opere di Giuseppe Verdi. Sistema bianco di illuminazione e pezzi vintage di Gio Ponti e Ico Parisi. Un mix di contrasti e tempi

 

E come ti sei avvicinato a questa forte identità?
Come dicevo, quando li ho incontrati, mi ha colpito la loro passione nel comunicare la loro arte. In realtà non sia aspettavano che io ridisegnassi il loro mondo - e non sarei stato in grado - ma che creassi come una tela dove D&G potesse rivelarsi ed enfatizzarsi. Così, all’opposto del loro Barocco, ecco il mio linguaggio estremamente minimalista. Tensione per creare equilibrio.

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“La boutique di Milano è pensata come connessione tra le personalità differenti e lo spirito di Dolce&Gabbana, dal passato al futuro. Rappresenta un dialogo tra i due mondi: l’energia del Barocco e la limpidezza del modernismo.”, dice il designer Gwenael Nicolas

 

Ci spieghi meglio?
Ho scelto nuovi colori e materiali rispetto a quelli usati nei loro store nel mondo.Ho tradotto il “sentimento Barocco” con la radica o pietre verdi uniche, con nervature molte contorte, quasi emozioni congelate nel tempo dalla natura. In realtà questi materiali sono gli stessi del negozio della madre di Dolce in Sicilia (i genitori di Domenico Dolce avevano una sartoria a Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, ndr). Straordinario così come il futuro si riconnette alle origini!

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Gli ambienti calibrano linee minimali e moderne con accenti più sfarzosi, come lo specchio dorato nel gioco di riflessi, scelto personalmente da Domenico Dolce. Concept di Gwenael Nicolas per valorizzare le collezioni Dolce&Gabbana (qui l’inconfondibile stampa Animalier)

 

Dicevi che qui spezzi con la tradizione e l’interior degli stores D&G nel mondo…
Sì, ci stiamo allontanando da una stessa formula che funzioni a Parigi così come a Tokyo.
La gente viaggia sempre di più e uno stesso concept in tutto il mondo sta perdendo energia.
Si pensi al Guggenheim: Bilbao è diverso da New York. Trasferiamo questa dinamica nel retail, mettendo in luce il valore e messaggio del brand in modo diverso e originale per ciascuna location. Si apre la percezione del brand, si sorprendere ogni volta - ma anche un immenso carico di lavoro perché ogni progetto è un nuovo inizio per noi.

La Gioielleria, al secondo piano, è contraddistinta dal verde della pietra onice. “Quasi come in una galleria d’arte moderna, l’atmosfera soft, ma straordinaria dell’ambiente risveglia un senso di scoperta e rinnovata curiosità”, dice Gwenael Nicolas

Scala in marmo verde importato dal Brasile e pannelli con disegni damascati fatti a mano con stucco veneziano. Si sale al primo piano, dedicato all’uomo Dolce&Gabbana, e al secondo, dove si apre l’area per l’abbigliamento sera donna e la gioielleria

 

Come quindi ragioni per ogni tua sfida?
Devo creare un “senso di radiosità”, con la luce e la scelta dei materiali. Una sensazione, un’atmosfera, che rappresenti il brand e avvolga subito chi entra. Se non creo stupore, come posso coinvolgere?

Cosa intendi?
Devo creare con lo spazio un momento di connessione con lo spettatore, renderlo curioso e reattivo. È molto simile alla pubblicità: ma lì hai 15 secondi di spot per raccontare una storia e catturare, qui, nel retail, spesso solo 5 secondi…

Con Dolce&Gabbana ci sorprenderai ancora?
Sì! Nuovi progetti in arrivo…

Milano. La nuova boutique Dolce&Gabbana: 3 piani per un totale di 1.600mq all’interno di uno dei più prestigiosi palazzi nobiliari milanesi del 1800, affacciato su via Montenapoleone. Il negozio, sul retro, ha vetrine anche su via Baguttino


di Caterina lunghi / 22 Novembre 2016

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