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Elle Decor Italia

Dove dormire a Venezia per scoprire i posti segreti della città

Gioele Romanelli racconta Casa Flora, il suo progetto per vivere in modo autentico la città lagunare, e ci regala qualche indirizzo imperdibile

Tra le calli di Venezia il 23 Marzo aprirà Casa Flora, dove non solo si potrà dormire ma si vivrà in modo unico ed autentico la città e tutti i suoi segreti. Lo spirito cosmopolita di Venezia, che si ramifica nella ricchezza decorativa dell’architettura gotica più sofisticata, nelle geometrie labirintiche dei mosaici bizantini, nelle sperimentazioni delle Biennali (arte, architettura, danza, musica, cinema), nei sapori delle ricette dell’Alto Adriatico, assume una nuova configurazione nelle stanze di un piano nobile aggiornato al gusto contemporaneo, nel sestiere di San Marco.

Il progetto nasce dall’idea dell’hotelier Gioele Romanelli - la cui famiglia è proprietaria di altre due hotel a Venezia divenuti cult, l’hotel Flora e l’hotel Novecento - che è stato capace di raccogliere intorno a sé l’eccellenza del design made in Italy. Casa Flora vede la collaborazione di Design Apart, piattaforma lanciata da Diego Paccagnella che sviluppa oltreoceano progetti d’interni esclusivamente custom-made realizzati dai migliori artigiani italiani, dell’architetto Mattero Ghidoni di Salottobuono e dell’interior designer Laura Sari di Reveria. In aggiunta, sono venti le aziende italiane partner che hanno condiviso i loro saperi per impreziosire gli ambienti di Casa Flora tra cui Berto (divani e letti), Exnovo (lampade), Rubelli (tessuti), Salviati (oggetti in vetro), Ortigia (beauty), Paravicini (Ceramica da tavola), TM Italia (cucine); tutti le componenti d’arredo e gli oggetti della casa sono acquistabili on-line.

Entrare in Casa Flora è un’esperienza domestica che permette di immergersi nello stile veneziano riletto e tradotto per le esigenze dell’abitare del XXI secolo. Ampie finestre si aprono sulla zona living che si articola in tre sale in successione che definiscono uno spazio fluido e continuo. Ogni dettaglio è un progetto su misura, calibrato sulla proporzione degli ambienti e sul comfort per gli ospiti.

Se il fenomeno del co-sharing sta diventando ormai una realtà su grande scala l’ambiente centrale di Casa Flora è pensato come social hub per organizzare meeting di lavoro ed incontri culturali, per pranzi e cene d’autore dove non ci si limita a gustare i piatti nella luminosa sala da pranzo ma si preparano insieme nella cucina ad isola con il raffinato piano in pietra verde.

I colori della laguna sono riproposti in tutte le stanze: il rosa, il blu, il giallo conquistano le camere da letto e si sposano con le trame dei tessuti Rubelli. Tutte le camere sono dotate di un bagno concepito come una mini-spa con hammam e piante che trovano nuove posizioni fuori dall’ordinario: i lavabi sono doppi, uno funzionale e l’altro trasformato in un vaso. Lo spirito green è applicato anche architettonicamente: la parete che divide la zona notte dal bagno è realizzata con vecchi serramenti di serre. Una selezione di pubblicazioni a cura dell’innovativa libreria veneziana BRUNO diventa la collezione bibliografica della residenza veneziana.

La cultura veneziana esce dai confini murari del palazzo veneziano: Casa Flora propone la possibilità di itinerari urbani specifici costruiti sugli interessi degli ospiti: esplorare i luoghi più nascosti di Venezia, veleggiare nelle acque della laguna, conoscere le botteghe artigiane più antiche dove da secoli sono preservati i mestieri che fecero grande la repubblica della Serenissima. La conoscenza profonda della città è inoltre riversata da Gioele e da sua moglie Heiby in Inside Venice, un diario di viaggio digitale per scoprire l’insolito veneziano.

Abbiamo incontrato Gioele Romanelli per approfondire le ragioni che lo hanno spinto a realizzare Casa Flora e per strappargli alcuni indirizzi imperdibili per un soggiorno davvero indimenticabile!

La Sua famiglia può vantare un impegno e una ricerca nell’arte dell’ospitalità da ben tre generazioni. Rispetto al passato cosa è cambiato nella professione dell’hotelier
Molto è cambiato soprattutto nell'ambito del backoffice, le modalità di vendita delle camere e le abitudini del cliente nel scegliere e prenotare l'hotel. L'avvento di internet e la tecnologia ha completamente stravolto il lavoro di hotelier. Tuttavia ho cercato di mantenere lo stesso spirito di ospitalità con cui i miei nonni e mio padre accoglievano i clienti quando più di cinquant'anni fa hanno cominciato questo mestiere.

Come è nata l’idea di Casa Flora? E quali sono le sue unicità?
L'idea di casa flora è nata dalla disponibilità di un bellissimo appartamento che non volevamo limitare al semplice uso turistico. Abbiamo sempre sentito l'esigenza di interagire personalmente con la città, cosa che nel nostro lavoro è sempre piuttosto difficile. Con Casa Flora volevamo che l'ospite potesse vivere la città consapevolmente venendo a conoscenza di tutte quelle persone e quelle attività che ancora si impegnano per offrire qualità. La Venezia che piace vivere a noi. L'incontro con Design Apart ed in particolare con Diego Paccagnella a dato forma a tutte queste idee. Il mondo dell'ospitalità è quello del design, dell'eccellenza dell'artigianato Made in Italy, si fondono per dar vita ad uno spazio in cui l'ospite viene a conoscenza di tutto questo mondo, viene stimolato al punto da integrarsi con lo spazio e con la città, sentendosi un residente, anche se temporaneamente ma residente. Immaginiamo un nuovo modello di ospitalità, in uno spazio espressamente pensato e prodotto “su misura” che sappia integrare la semplice offerta con incroci di relazioni tra residenti e turisti che a loro volta si sentano protagonisti e non spettatori passivi: una casa per veneziani, per turisti, per viaggiatori, per imprese, per idee.

Come è noto Venezia è una delle mete turistiche più visitate al mondo, ma spesso i visitatori vivono la città in modo istantaneo e non vanno oltre il selfie con i canali, le gondole e il campanile di San Marco. Ci può raccontare le ragioni della piattaforma on-line Inside Venice creata insieme a sua moglie Heiby?
Come dicevamo, per tradizione fin dai tempi dei miei nonni la priorità è sempre stata quella di far sentire il cliente come un ospite di casa al quale far vivere l'esperienza di Venezia nel modo migliore. Con mia moglie Heiby 15 anni fa abbiamo aperto Novecento, solo 9 camere, una sorta di casa del viaggiatore, un posto in cui ci siamo veramente messi in gioco come dei veri e propri padroni di casa. Vedendo come gli ospiti apprezzavano i nostri consigli e le nostre indicazioni abbiamo pensato che sarebbe stato bello creare una piattaforma online dove poter raccontare, non solo ai nostri ospiti, la nostra Venezia, i nostri luoghi preferiti, gli itinerari, le persone che ancora la rendono così speciale! Negli anni siamo cresciuti anche professionalmente e Inside Venice è cresciuto con noi fino a diventare quello che oggi consideriamo il nostro occhio sulla città ed allo stesso tempo un modo per raccontarci. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il prezioso supporto e l'entusiasmo di amici e collaboratori, prime fra tutti Francesca Brasolin e Zoe ( mia sorella ) . Vivere Venezia è un privilegio talmente grande che non si può non condividere con gli altri!

Quali sono gli indirizzi da non perdere per un’esperienza veneziana autentica?
Più che degli indirizzi precisi mi sento di consigliare dei luoghi e dei momenti che io considero speciali:
-iniziamo con un alba dal ponte dell'Accademia vedendo il sole sorgere dietro la cupola della Salute;
- un bel giro o ancor meglio una vera spesa tra i banchi del mercato di Rialto (solo la mattina);
- una visita al Museo Guggenheim continuando poi verso la punta della Dogana e ammirare, almeno da fuori, il recupero architettonico fatto da Tadao Ando;
- prendere la gondola traghetto (come i veneziani) che dalla zona della salute, attraversando il Canal Grande ci porterà in campo Santa Maria del Giglio;
- una visita al museo di Palazzo Fortuny, unico nel suo genere. Un'atmosfera che sembra essersi fermata nel tempo ma che può vantare di uno spazio museale molto attivo e contemporaneo;
- il Ghetto di Venezia, il più antico, che ha festeggiato i suoi 500 anni;
- dal Ghetto ci si può addentrare nelle zone più autentiche di Cannaregio, sicuramente il sestriere piu "veneziano" e ultimamente molto vivace. Più precisamente tra i locali che si affacciano sulle due fondamenta principali- quella dei Ormesini e quella de la Sensa- si può godere di una delle più belle luci del tramonto. Il sole, riflettendosi tra i canali e le facciate dei palazzi crea un'atmosfera ed un intensità di colori irripetibili;
- la Piazza San Marco non può mancare ma va vista vuota, la sera tardi, magari aspettando il suono della marangona (la campana principale del campanile di San Marco) a mezzanotte;
- altri posti che segnalerei sono " Le stanze del vetro" nell'isola di San Giorgio:si tratta di un progetto culturale destinato a ospitare, con cadenza annuale, una serie di mostre monografiche e collettive dedicate ad artisti internazionali che hanno utilizzato il vetro, nell’arco della loro carriera;
- lo spazio espositivo La casa dei tre Oci alle Zitelle (isola della Giudecca).

Gli interni di Casa Flora sono il risultato di una collaborazione tra giovani e affermati designers che hanno riletto e reinterpretato l’universo domestico di Venezia. Quali sono gli elementi del progetto che più rappresentano questo doppio spirito sospeso tra innovazione e tradizione?
La prima fase del progetto casa Flora è stato un workshop durante il quale sei giovani designers provenienti da diverse parti del mondo hanno letteralmente vissuto lo spazio ed immaginato insieme a noi come avremmo voluto farlo vivere ad un futuro ospite. Abbiamo così reinterpretato la stanza padronale che tipicamente nei palazzi veneziani si apre sul salotto e l'abbiamo immaginata con un letto centrale che a necessità si trasforma in un grande divano. La scelta di Rubelli per i tessuti, classico ma oggi anche molto contemporaneo, in questo caso ci ha aiutato a trasmettere questa idea di "doppio spirito”. I colori che differenziano le tre camere, anch'essi danno un senso di contemporaneità allo spazio ma allo stesso tempo la loro ispirazione nasce dalla laguna, dai colori di Venezia. Il verde/blu dell'acqua, il rosa ed il giallo dei muri e degli intonaci. Sempre la rivisitazione della classica pianta di piano di palazzo ci ha portato ad immaginare un lungo corridoio, un infilata, quasi una calle a vederla dal fondo, sul cui lato si aprono a seguire tutti gli ambienti "sociali" della casa: il salotto, l'entrata , la cucina e la sala da pranzo. Ora non ci resta altro che accompagnare l'ospite attraverso quella che speriamo possa essere un'esperienza costruttiva, che crei consapevolezza e che lo prepari ad assorbire tutto quello che di magnifico Venezia è ancora in grado di offrire!


di Giovanni Carli / 8 Marzo 2017

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