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Dove mangiare a Parigi: 3 brasserie da non perdere

Ristoranti non solo legati alla tradizione locale che uniscono buona cucina e good design

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@Getty Images

Dove mangiare a Parigi? La risposta più immediata è: in uno delle tanti ristoranti parigini (meglio se una brasserie) disseminati in città che offrono buon cibo in location d'atmosfera solitamente aperte fino a tardi. Versione francese della nostra trattoria, dove è possibile gustare le ricette della tradizione della cucina francese, la brasserie locale deve il proprio nome alle fabbriche della birra dell'Ottocento. Oggi il termine è usato comunemente per indicare i ristoranti non solo tipici ma anche quelli in cui si contamina tradizione e innovazione. Tra i tanti, abbiamo scelto di consigliarvene 3, da provare assolutamente, che alla buona cucina (non soltanto francese) uniscono anche il good design.

@Courtesy: Champeaux

Il primo indirizzo dove provare un'ottima cucina francese si trova nel 1° arrondissement, nel cuore del mercato di Les Halles da poco ristrutturato da un importante progetto di riqualificazione basato sulla costruzione di una grande copertura di vetro ondulato. Si tratta del ristorante francese Champeaux (foto sopra) ed è un tributo all'arte culinaria d'oltralpe firmato dal celebre chef Alain Ducasse. Come le vere brasserie che si rispettano, il locale – cuore gastronomico di questa rinnovata parte di città con tanto di vista sulla ritrovata chiesa di Saint Eustache - è aperto dalla mattina fino a notte inoltrata e offre, come specialità, un'interessante varietà di soufflet dolci e salati. Nei 130 coperti, allestiti in un'atmosfera industriale caratterizzata da tubi di rame a vista e confortevoli divani in pelle, è possibile gustare un menu locale alla carta che cambia tutti i giorni visualizzato su una sorta di tabellone ferroviario dove i piatti si succedono. Da segnalare, nel bar, le reinterpretazioni dei classici coktail ideati ad hoc dalla mixologist canadese Marjolaine Arpin.

Leggi anche: Un nuovo ristorante di design a Parigi

Foto di: Adrien Dirand

Spostiamoci ora nel 16° arrondissement, al n° 4 di Place Tattegrain, per entrare negli interni scenografici della brasserie Le Flandrin (foto sopra) curati dall’architetto Joseph Dirand, progettista delle boutique parigine di Balmain, Chloé e Givenchy. Dirand ha studiato per il locale, situato in quella che è stata la prima stazione ferroviaria suburbana di Parigi, una sapiente combinazione tra art decò e modernismo. I marmi, i legni, i metalli mixati con colori cachi, senape e toni fumosi evocano classicità, lusso ed eleganza. Volutamente retrò eppure attuale, questo ristorante francese – che attualmente è uno degli indirizzi più in voga di Parigi - è un luogo dove la memoria degli anni '30 convive con accenni di minimalismo. La cucina, ricercata, riesce a soddisfare tutti i gusti e mescola, con sapienza e originalità, piatti classici, tra cui i frutti di mare e il filetto di manzo servito con salsa bernese, con ricette esotiche come i piccoli involtini primavera vietnamiti.

Leggi anche: La brasserie Le Flandrin a Parigi

@Courtesy: Flora Danica

La terza brasserie consigliata è Flora Danica (foto sopra) che, insieme al ristorante Copenhague, si trova al 142 Avenue des Champs-Élysées nella sede della Maison du Danemark. Entrambi sono stati ristrutturati su progetto dello studio italo-danese Gamfratesi. Nella brasserie, dove si serve cucina danese sia a pranzo che a cena, l'atmosfera è calda e nordica e il menu – dove il salmone e il pesce in genere la fanno da padroni - è studiato dallo chef francese Guillaume Leray precedentemente a capo delle cucine dell'Hotel Mama Shelter. Secondo il migliore stile nordico, l'ambiente è informale e elegante allo stesso tempo, caratterizzato da sedute confortevoli, pezzi di design scandinavo e morbidi tessuti. Colore dominante: il verde. D'estate è d'obbligo prenotare in terrazza.

Leggi anche: Il ristorante con brasserie firmato Gamfratesi


di Alec Cinque / 9 Maggio 2017

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