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L'enoteca sotterranea nascosta tra i sassi di Matera

Un'architettura firmata Architecten De Vylder Vinck Taillieu scolpita all'interno di uno storico sasso e costruita con ‘solo ciò che tocca il vino’

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Delfino Sisto Legnani

Matera, i suoi Sassi, il design e del buon vino; sono questi gli ingredienti per un soggiorno che lascerà il segno, alla scoperta di uno dei luoghi più incantevoli d’Italia, i Sassi di Matera,e dei tesori che nasconde. Come la recente Enoteca Dai Tosi, che apre le sue porte alla città che la ospita e la ispira, inaugurando all’interno di un antico Sasso, un prezioso scrigno custode della storia del vino.
I Sassi di Matera, sito dichiarato nel 1993 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e nominato Capitale europea della Cultura per il 2019, è caratterizzato da particolari formazioni rocciose che rappresentano la parte antica della città e costituiscono un intero insediamento scavato nella pietra calcarenitica, chiamata localmente “tufo”. Confrontarsi con un luogo così magico, particolare e ricco di storia, non è facile per un progettista. Rispetto della tradizione e innovazione sono parole con le quali giocare in un’ equilibrio che deve necessariamente essere misurato.

 

Foto di Delfino Sisto Legnani

La cantina appena inaugurata nella città lucana, è il risultato di un intervento minuzioso, nato dal concorso di architettura ‘enoteca dai tosi - design contest’, indetto da Gian Paolo Buziol, classe 1991,formato presso il Wine and Spirit Institute di Bordeaux, e curato dallo studio di consulenza strategica PS. I partecipanti: Francesco Librizzi, Andrea Caputo, Muller van Severen, StudioErrante Architetture e architecten de vylder vinck taillieu, hanno dovuto affrontare il concorso rispecchiando il tema ‘solo ciò che tocca il vino’,  e prevedendo quindi l’uso esclusivo di materiali che vengono a contatto con il vino nelle diverse fasi di produzione, come vetro, sughero, legno, acciaio, terracotta.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Lo studio architecten de vylder vinck taillieu, vincitore del concorso, ha dato vita ad un progetto che è un omaggio alla bevanda considerata il nettare degli Dei, e alla città, che Jan De Vylder, uno dei soci, descrive così: “Matera non vuole essere diversa. E non dovrebbe essere diversa. Forte ma fragile. Così reale e tuttavia incredibilmente unica. Protesa al futuro, ma radicata nel passato. Storia e speranza. Bellezza e - bellezza. Di pietra sarà sempre Matera - Ia pietra dei Sassi”, parole che lasciano trasparire lo spirito con cui il gruppo di lavoro ha approcciato al progetto.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Partendo dal bando del concorso, un’enoteca che si sviluppasse sui tre livelli di cui si compone il sasso, lo studio belga ha progettato un luogo perfettamente inserito nella storia e nel tempo,che sfrutta la matericità in una perfetta sintesi architettonica e culturale. Matera è visibile negli stessi elementi progettuali, la pietra come materiale, le scale in tufo come forma, le piastrelle in cotto, il legno dei tetti e il corrimano a torciglione; nei colori, il verde delle porte e il beige dei sassi. Uno scrigno di pietra, nel quale le volte dei soffitti continuano lungo tutte le pareti trasformandosi in blocchi di scale che accolgono i visitatori e diventano allo stesso modo elementi espositivi per le bottiglie.

Foto di Delfino Sisto Legnani
Il patio, la prima stanza del progetto, è un ambiente raccolto a cielo aperto, un’anticipazione per il visitatore, di tutti gli elementi che troverà all’interno del sasso, dall’incipit della scala circolare che lo avvolge, per proseguire con la scelta della pavimentazione tipicamente materana, a listelli in cotto e con l’apertura di un antico pozzo, grazie alla quale prende vita una stanza sottostante, da scoprire.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Foto di Delfino Sisto Legnani
Dalla porta verde del patio, si accede alle stanze interne del sasso. Una grande scala accompagna per tutti i tre livelli, avvolgendo ciascun ambiente grazie all’andatura circolare della sua struttura, e si trasforma da elemento architettonico a oggetto multitasking, talvolta seduta, nella parte di fronte al bancone del bar, realizzato a struttura diamantina con i tipici infissi in acciaio verde, ed elemento espositore di bicchieri e bottiglie. A sottolineare l’andamento circolare il corrimano, anch’esso realizzato in metallo verde, che prende la forma del torciglione e si sviluppa dall’alto in basso.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Le luci realizzate in vetro soffiato verde da un artigiano veneto in tre forme differenti, a ricordare dei calici di vino, sono disposte all’interno delle varie stanze in modo che un gioco di luci e ombre illumini delicatamente i diversi spazi e crei un linea di percorso da seguire.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Due cisterne dell’acqua e i rispettivi pozzi, diventano ambienti che accolgono anch’essi lo svilupparsi della scala e all’interno dei quali si ritrovano i primi elementi d’arredo, le sedute per la scalinata, i tavoli e il primo “gioiello”: una teca scultorea realizzata in legno.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Le sedute e tavoli colorati sono sviluppati come sovrapposizione di pannelli in legno truciolare e dipinti con un colore verde ad olio che lascia intravedere la texture del legno.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Dall’unione di più tavoli, intervallati da grandi piani di legno, prendono forma delle teche verdi che si collocano al centro delle stanze e presentano le referenze vinicole dell’enoteca così come i bicchieri che le accoglieranno, stagliandosi nella superficie della roccia.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Un tunnel voltato accompagna il visitatore nell’ultima stanza, uno spazio diviso a metà da una parete di vetro, che si sviluppa anche come cantina: oltre il vetro e contenute da invisibili intagli, le bottiglie dell’enoteca sono disposte in questo spazio come una grande carta dei vini.

Foto di Delfino Sisto Legnani

Gli intagli scavati a mano nel tufo da un artigiano del posto, accolgono le bottiglie in modo tale che il tappo venga sempre in parte bagnato dal vino, senza però interrompere la regolarità della scala che continua, oltre il vetro.

Foto di Delfino Sisto Legnani

L’Enoteca Dai Tosi vuole essere un luogo di ritrovo all’interno del quale assaporare le storie di una accurata selezione regionale di vini italiani, che va dalle 350 alle 400 referenze, ma anche un posto in cui scoprire la storia del vino al di sopra del prodotto stesso. Un omaggio architettonico alla città di Matera, e anche un piccolo angolo di veneto, conviviale, amichevole, accogliente, all’interno del quale è possibile assaporare oltre ai vini, i tipici chicchetti che si fondono con la tradizione gastronomica lucana.

www.architectendvvt.com

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di Laura Arrighi / 31 Luglio 2017

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