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Elle Decor Italia

Hong Kong cosa vedere: 9 mete di design imperdibili

Il best of design della metropoli asiatica tra hotel ristoranti negozi e club

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AFSO

La terrazza del Kerry Hotel di Kowloon, progettato da André Fu, si ispira al ponte delle navi col design asimmetrico delle sue aree lounge. 

Oggi vi portiamo a 9mila chilometri da Milano - senza farvi salire su un volo di undici ore - per svelarvi a Hong Kong cosa vedere se siete appassionati di design. La metropoli asiatica è infatti un concentrato di panorami ed esperienze, tradizioni e successive influenze. Un mix elettrizzante di templi e grattacieli, viali e vicoli, mercati all'aperto e grandiosi centri commerciali.

Che la vogliate percorrere a piedi o in taxi, in tram o battello, o anche se siete solo alla ricerca d'ispirazione, non perdetevi questi 9 luoghi di design. Ecco quindi cosa vedere a Hong Kong secondo Elle Decor!

© AFSO 

Il primo indirizzo è il Kerry Hotel, uno straordinario resort di lusso sul Victoria Harbour, da cui si gode una vista mozzafiato sull'isola. Progettato da André Fu, non poteva che essere ispirato dal mare. Le forme quindi sono sinuose come le onde, e ai riflessi acquatici rimandano le texture dei marmi e delle onici turche. La lobby incornicia il mar Cinese con una spettacolare finestra di ottanta metri per otto, mentre sulla terrazza si può cenare a lume di candela osservando il ritmo incessante delle navi (leggi anche L'hotel di lusso da cui si vede tutta Hong Kong). 

Anche l'Ovolo Southside hotel (foto sopra) promette un soggiorno indimenticabile. E come potrebbe essere altrimenti? Questo boutique hotel è di certo il più trendy di Hong Kong: un vecchio magazzino ristrutturato secondo i dettami dello stile industriale newyorkese. Progettato dallo studio KplusK Associates, combina con nonchalance alti soffitti in cemento grezzo coi tubi degli impianti a vista, arredi dal design contemporaneo e opere di street art  (leggi anche Il boutique hotel più alla moda di Hong Kong).

 

L'arredamento industriale è protagonista anche nella terza tappa del nostro itinerario, il ristorante Rhoda dello chef Nate Green (foto sopra). Un raro esempio di ritratto architettonico: è proprio del cuoco che parla il suggestivo interior design, del suo amore per il vintage e le ritualità antiche. Pannelli di rame ossidato convivono con assi di legno irrobustite dalle bruciature dell'antica tecnica giapponese Shou Sugi Ban. Fuori dai portali, il frenetico quartiere di Sai Ying Pun (leggi anche L'arredamento industriale del ristorante Roda a Hong Kong).

© Robert Holden

Tutt'altro effetto per il club privato Duddell's, progettato da Ilse Crawford. L'esclusivo locale, che ospita una galleria, una terrazza e il ristorante dello chef chef Siu Hin Chi, raggiunge una raffinata intimità grazie all'accostamento di classici del design e creazioni recenti, materiali lussuosi e opere d'arte classica, moderna e attuale (leggi anche  Art & Food a Hong Kong).

Per chi ha nostalgia dell'Italia, c'è lo showroom d'arredamento Cattelan, il primo monomarca orientale del brand veneto. L’obiettivo? Mostrare al mercato orientale la qualità del made in Italy attraverso prodotti contemporanei in grado di abbinare con eleganza una molteplicità di materiali. Come nel tavolo Skorpio Wood, disegnato da Andrea Lucatello e Paolo Cattelan (leggi anche Cattelan apre un nuovo showroom di arredamento a Hong Kong).

 

E restando in tema di designer italiani, non potete certo perdervi il restyling della celebre boutique multimarca Joyce a opera di Paola Navone (foto sopra). Non un semplice negozio, ma un'esperienza fuori dal comune. Un installazione in grado di esaltare la componente artistica del pret-à-porter, come una scenografia accurata con la migliore delle pièce teatrali (leggi anche Cosa fa Paola Navone a Hong Kong).

 © Edmon Leong

Da un tempio del fashion internazionale passiamo a un ristorante altrettanto pieno di fascino, capace di raccontare le molteplici contaminazioni culturali, geografiche e linguistiche di Hong Kong: il Mott 32 (foto sopra). Nato da un'idea dell'architetto Joyce Wang, è situato in un ex deposito bancario posto sottoterra. Il decor giustappone riferimenti al passato coloniale e arredi vintage a mobili custom made e materiali moderni, come l'acciaio e il cemento (leggi anche → Il nuovo ristorante Mott 32 a Hong Kong).

 

Se gran parte degli arredi del Mott 32 sono anni '50, la prossima meta del nostro tour pare uscita dagli anni '60. È infatti un elisir di optical art che ha ispirato l'installazione di Tobias Rehberger da MCM, il noto marchio di moda tedesco, in occasione del suo 40° anniversario. Bianco, nero e vivaci tocchi di colore abbinati a motivi grafici e geometrici: gli stessi pattern che si ritrovano nella collezione di accessori creata dallo stesso artista (leggi anche Interior tra moda e design in uno store a Hong Kong).

 © Leo Kwok 

Abbiamo riservato la sopresa per il finale: si cambia completamente genere, ci spostiamo nel quartiere di Yuen Long, uno dei cuori pulsanti della città. È qui che si trova il ristorante Salt Recipes, un tempio di cucina scandinava arredato in perfetto Nordic Style. La chicca per chiudere la vostra vacanza, vera o sognata (leggi anche → Arredi in stile nordico e cucina scandinava a Hong Kong). 


di Alessandra D'Angelo / 17 Maggio 2017

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