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Da Hollywood all'interior design, a Miami l'hotel arredato da un regista famosissimo, indovinate chi!

Velluti rossi, parasoli colorati, accenni decò e baby mammout dorato: quando ecclettismo ed ironia si sposano nasce il nuovo Futopia

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Courtesy Faena Hotel Miami

Il Faena Hotel di Miami con gli interni disegnati dal regista Baz Luhrmann esprimono uno stile eclettico che mescola il Grande Gatsby al gusto sudamericano dell’ospitalità

Ironico, divertente, colorato e forse un po’ guascone, difficile riassumere in poche parole il nuovo Faena Hotel di Miami che ha visto coinvolto nella sua progettazione, come consulenti creativi, Baz Luhrmann e sua moglie, la scenografa Catherine Martin. La coppia è stata infatti coinvolta da Alain Faena al Festival di Cannes appena dopo la proiezione del Grande Gatsby e pare proprio che queste atmosfere abbiamo ispirato i lavori della coppia di Hollywood. La richiesta infatti da parte del ticoon hoteliero era quella di tradurre sia negli interni che nelle uniformi del personale, l'essenza della visione del Faena Hotel di Buenos Aires, ammiraglia del gruppo, nella realtà culturale della Florida dove i Luhrmann avevano già vissuto negli anni 90 quando lavoravano alla produzione di “Romeo + Juliet”. Un’occasione quindi per ricreare nuovamente un hotel dalla personalità prorompente. A pochi metri dalle acque dell’Oceano Atlantico infatti il Faena Miami accoglie il viaggiatore come un Giano bifronte: la prima facciata, prospiciente alla strada, e la seconda, un vero concentrato di colore, invece verso la spiaggia privata. Tutti gli elementi della rivisitazione scanzonata dell’architettura d’antan sono presenti per far rinascere l’allegria della Miami anni 30 e 50. I coloratissimi parasoli sulla piscina dalla forma decò fanno pendant con i tendaggi di velluto rosso, gli ottoni e i cristalli da alcova di lusso, degli interni. Ma l’ironia è sempre in agguato per sdrammatizzare il tutto: un esempio ne è la teca di cristallo, in giardino, dove fa bella posta di sè lo scheletro dorato di un piccolo mammut: “Gone but not forgotten” dice il divertente titolo dell’opera di Damien Hirst e Science Ltd.

 

 

Faena Hotel Miami occupa l’area dell’ex Saxony Resort, l’hotel che, negli anni 40, diede vita all’opulento insediamento di South Beach, chiamata anche “the American Riviera”. Oggi l’hotel è rinato con 58 stanze, 111 suite e 2 penthouses, con uno stile ispirato all’Opera e al Chateau Marmont di Los Angeles, un eclettico mix di Art Deco fitzgeraldiana e gusto sudamericano dell’ospitalità. All’imponente numero di camere si deve poi aggiungere un teatro per il cabaret, un cinema da 36 posti, una cantina di vini, una SPA con hammam, e un ristorante, situato sotto una cupola, con vista sull’oceano. Alan Faena e la moglie, Ximena Caminos, curatrice artistica del progetto, sono ormai la coppia più potente di Miami. L’Hotel infatti è solo una parte dell’enorme progetto che in quattro anni, ha trasformato quest’area della città, tra l'oceano e l'Indian Creek, nella mecca della cultura d'avanguardia.

 

 

Non a caso per celebrare il debutto di fine novembre del Faena Forum, il centro multidisciplinare per l'arte e la cultura progettato dall’OMA di Rem Koolhaas, sono stati invitati decine di artisti internazionali che, mescolati ai local, sfileranno per tre ore sulla Collins Avenue. Tutto questo farà parte del nuovo district artistico, costato sei miliardi di dollari, che avrà una propria bandiera, un proprio stemma e soprattutto un proprio festival cinematografico ma che già da ora è il centro gravitazionale della prossima edizione dell’Art Basel Miami Beach, tra il 7 e il 10 dicembre prossimo. L’area, già ribattezzata Futopia (Faena+Utopia) si allarga quindi con altre componenti: oltre al già citato centro artistico Faena Forum, curato dalla stessa Caminos, che aprirà ad aprile, il progetto prevede il Faena Bazaar disegnato da Rem Koolhaas, una marina, una guest house in stile  hacienda e un edificio residenziale, il Faena House, progettato da Norman Foster, con appartamenti del valore che varia dai 2 milioni e mezzo a 60 milioni di dollari per la penthouse di 1.600 mq.

 

Foto: Bill Wisser

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di Paola Testoni / 24 Ottobre 2017

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