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Japan Style: 5 case per raccontare il design e lo stile minimal

Una selezione di case giapponesi racconta i tanti stili del design minimalista, con materiali naturali e interni semplici

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LA LUCE NATURALE FILTRA ABBONDANTE DALLA SOMMITÀ DELLA CORTE CENTRALE ATTORNO A CUI RUOTANO GLI INTERNI MINIMALISTI DELLA Shirmp House, VILLA SU DUE LIVELLI progettata da Uid Architects a Fukuyama

Nota come Japan style, la proverbiale austerità della tradizione costruttiva del Sol Levante, oltre a essere la risposta ad esigenze di resistenza sismica e di dispersione del calore, è il risultato di uno sviluppo culturale per certi versi antitetico a quello europeo: mentre in Occidente si è sempre fronteggiata la potenza della natura (e degli eserciti  nemici) con torreggianti costruzioni di pietra e laterizi, l’approccio giapponese, conformemente all’insegnamento shintoista, ha invece optato per la fusione armonica con l’ambiente circostante. L’influenza buddista, poi, ha trasposto la consapevolezza della transitorietà di tutte le cose, oltre che nell’assoluta essenzialità strutturale, anche nell’impiego di materiali leggeri come il legno e la carta di riso, facili da distruggere quanto da smontare per riutilizzarli altrove.

Ne sono derivate abitazioni, ma anche templi e santuari, dallo sviluppo prevalentemente orizzontale, spesso nascosti da alberi o altri elementi naturali, costruiti senza necessità di fondamenta profonde su un’intelaiatura di pali e travi di legno dentro cui pannelli scorrevoli costituiscono le pareti esterne e interne, di modo da rendere ancora più flessibile e semplice l’organizzazione degli spazi. Il tetto rimane l’elemento più pesante, quello che dà coesione e che contribuisce a stabilizzare la struttura durante le oscillazioni sismiche.

Anche per il minimalismo nipponico, comunque, la scala umana costituisce l’unica base per un’adeguata progettazione architettonica: più o meno negli anni in cui Leonardo da Vinci sviluppava un sistema di dimensioni basato sulle proporzioni del corpo umano, i costruttori giapponesi standardizzavano le misure del tatami rendendolo a tutti gli effetti l’unità di misura degli interni e non solo. Per questo, ad esempio, le porte hanno tradizionalmente la stessa lunghezza del tatami (180 cm), mentre i pilastri strutturali sono in genere un decimo o un quinto della sua larghezza (90cm).

Non stupisce che l’insieme di queste caratteristiche, come l’utilizzo di materiali naturali, il cromatismo limitato, l’alleggerimento del mobilio, l’assenza di decorazione e la ripetizione di forme pure, sia stato preso ad esempio dal design minimalista, diventando un modello di rigore e leggerezza insieme, aperto, come vedremo di seguito, a differenti possibili declinazioni.

Lo studio Masatoshi Hirai Architects Atelier ha deciso di andare incontro alle richieste di una giovane coppia con due bambini piccoli riprogettando il loro loft a Tokyo in modo che fosse possibile condividere ogni momento della giornata. Eliminati tutti i muri divisori che separavano le stanze, ad eccezione di quelli del bagno, sono quindi stati ripensati pavimenti e soffitti: i primi sono stati disegnati su più livelli, per riprendere almeno visivamente la ripartizione originale delle stanze, gli altri sono stati sostituiti da un soffitto a tripla volta, lasciando a vista alcune zone di cemento armato cosicché i giochi prospettici e di luce creassero l’illusione di una metratura più ampia. Anche la scelta degli arredi ha seguito l’esigenza di estremo rigore: a parte qualche sedia, dei pouf, un tavolo e dei faretti industriali, l’unico mobile visibile è stato realizzato nello stesso colore delle pareti proprio perché fosse il più possibile mimetizzato nell’ambiente. (leggi anche → Loft open space nel centro di Tokyo)

La villa urbana Promenade House, a Shiga, sempre in Giappone, è stata progettata dallo studio FORM/Kouichi Kimura Architects ed è costituita da un unico parallelepipedo compatto di 35 metri per 4 sviluppato su due livelli.

Gli arredi sono pochissimi, tutti realizzati su misura sui toni del grigio e includono anche i gradoni a sbalzo in cemento armato. Al piano di sopra, l’atmosfera zen della doppia camera da letto e del bagno, data dai toni tenui del verde-azzurro delle pareti, è accentuata dai lucernari e dai numerosi riquadri vetrati che illuminano l’ambiente e consentono anche la vista del piccolo giardino laterale.  (leggi anche → Una casa verticale in stile minimal)

Tomoko Sasaki e Kei Sato, titolari dello studio giapponese .8 (Tenhachi) Architect & Interior Design, hanno invece adottato uno stile ibrido tra il minimalismo e l’industrial, lasciando inalterata soltanto la struttura in calcestruzzo della loro residenza di famiglia a Kanagawa. Per il resto, l’appartamento di 67 metri quadrati è stato completamente riprogettato: i muri sono stati tinti di bianco e il legno chiaro, con cui sono state realizzate alcune pareti e i pavimenti, è l’elemento predominante. Su tutto, domina il grande tavolo di cedro giapponese della zona living, lungo quasi cinque metri, solido e polifunzionale.  (leggi anche → Restyling di un mini appartamento dal look industriale in Giappone)

Nella villa con giardino realizzata dallo studio Yamazaki Kentaro a Chiba, poco più a sud di Tokyo, gli elementi tipici delle case tradizionali giapponesi nella hanno assunto una connotazione più nordica: su ognuno dei cinque blocchi in cui è articolata l’abitazione, l’apertura verso l’esterno è garantita dai numerosi affacci sull’ampio giardino, dove la famiglia trascorre gran parte della giornata, mentre all’interno le porte scorrevoli si integrano perfettamente con i mobili essenziali in legno chiarissimo e i pavimenti in resina bianca.  (leggi anche → Una villa con giardino zen nel centro di Tokyo)

In un tranquillo quartiere residenziale nel centro di Fukuyama, Uid Architects ha realizzato un’abitazione a corte composta da tre cubi in calcestruzzo armato, stratificati da pareti a sbalzo che affacciano sul cortile piantumato tramite vetrate a doppia altezza. Il giardino che per tradizione circonda le case giapponesi diventa qui un’ampia corte centrale, letteralmente il cuore della palazzina. L’accostamento del cemento al legno naturale presente ovunque, dai rivestimenti, ai pannelli, alle scaffalature, fino ai mobili su misura presenti nelle singole stanze, contribuisce a rafforzare la presenza naturale e a rendere la struttura elegante e minimale.  (leggi anche → Una casa moderna con arredi in legno e una corte verde)


di Lia Morreale / 13 Luglio 2016

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