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Loft moderni, 5 case studio open space da Londra a Milano

Loft moderni, eleganti e industriali in una selezione esclusiva per ripercorrere l'evoluzione delle case studio nate a New York negli anni Settanta

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Il successo dei loft moderni open space sul mercato immobiliare non è certo una novità degli ultimi anni: l’abitudine a trasferirsi in case-studio ricavate da edifici industriali abbandonati in cui contestualmente lavorare e talvolta esporre viene direttamente dagli artisti underground della New York anni Settanta, ed è a sua volta mutuata dalla pratica dei bohémien parigini che per ovviare alle difficoltà economiche avevano preso a vivere nei loro stessi atelier.

Gli artisti avevano così potuto beneficiare a costi estremamente ridotti di ampi spazi luminosi per l’espressione della loro arte, dove nel contempo fosse agevole dormire ed abitare.

La fortuna del loft industriale come soluzione abitativa risiede proprio nella valorizzazione degli elementi preesistenti riadattati e resi funzionali al nuovo uso residenziale: l’assenza delle partizioni interne, i volumi ampi e luminosi, la presenza di lucernari ed enormi vetrate rimandano proprio ad una delle etimologie possibili, ovvero il termine tedesco luft che significa appunto “aria”, “spazio”.

La natura industriale del loft, poi, testimoniata dalle strutture portanti e impiantistiche a vista e spesso in ferro, dai muri di mattoni e dai soppalchi, non solo ha contribuito a rendere accoglienti questi spazi atipici ma è diventata anche il suo punto di forza: la sfera privata si mescola all’attività professionale allo stesso modo in cui l’abitazione si fonde allo spazio del lavoro, annullando barriere architettoniche ma anche temporali, giacché per raggiungere il proprio laboratorio è sufficiente spostarsi di pochi metri.

La formula del loft New York, che è si sviluppata tra il 1967 e il 1970 nelle zone di Soho e Tribeca, all’epoca tutt’altro che quartieri alla moda, era destinata a diventare l’archetipo del loft moderno, indimenticata presenza di film e libri di culto – Slaves of New York di Tama Janowitz o Bright Lights, Big City di Jay McInerney per citarne solo un paio – che hanno inevitabilmente contribuito ad indirizzare i gusti del pubblico. E come non ricordare il magnifico loft industriale di Flashdance dove Alex si rintanava dopo il lavoro a provare le sue coreografie, oppure il loft elegante di Richard Gere in American Gigolò? O ancora il loft moderno e tecnologico di Mikey Rourke in 9 settimane e mezzo, che ne descriveva esattamente la personalità di yuppie di fine millennio?

Da allora, il loft ne ha fatta di strada, diventando uno spazio appropriato non esclusivamente a giovani single o artisti indigenti, ma in grado di adattarsi ai cambiamenti e a nuclei familiari, diventando quindi una vera e propria tipologia di abitazione di cui, di seguito, possiamo vedere quattro differenti interpretazioni:

 

Non stupisce che Monika Unger abbia scelto di abitare in un loft: solo uno spazio aperto, luminosissimo e total white poteva adattarsi alla poliedricità dell’architetto, collezionista di mobili di modernariato e regista per eventi aziendali, vissuta tra Varsavia, Bruxelles, Cambridge, America e Italia. Il volume aperto del loft a Milano, interrotto solo dal taglio obliquo della scala, con finestre ad altezza intera su tre lati, si presta benissimo ad essere costantemente svuotato e riarredato, come la stessa Unger ammette di fare spesso a seconda degli “ultimi innamoramenti” e di particolari scoperte d’arredo, come ad esempio il magnifico divano in pelle dal design modernista brasiliano (scopri anche → Abitare in un loft di design a Milano).

 

Ancora allo stile newyorkese si è ispirato lo studio FORM design architecture nella riprogettazione del Bermondsey Warhouse Loft di Londra. Il committente aveva infatti esplicitamente richiesto che si recuperasse la caratteristica di spazio industriale che con la prima ristrutturazione era andata perduta. Il loft design ha quindi previsto che all’interno del vecchio magazzino da cui era stato ricavata l’abitazione fossero abbattute ulteriori pareti, di modo da ricavare un enorme spazio di 100 metri quadri flessibile, confortevole e adatto a lavorare da casa, dove la matericità del parquet a listoni di legno vivo e dei mattoni dipinti di bianco delle pareti si contrappone all’estrema essenzialità degli arredi. Zona notte, bagno e cabina armadio si trovano sul retro, mentre il resto è occupato da un unico ambiente che accoglie cucina, living, zona fitness e studio e da un cubo in acrilico lucido bianco che contiene il doppio servizio e la lavanderia (scopri anche → 100 mq di loft a Londra).

 

In quella che fino agli anni Venti era stata una piccola scuola di Amsterdam, lo studio R U I M ha realizzato un loft con soppalco per una giovane coppia, sfruttando al massimo l’altezza del soffitto e mantenendo alcuni elementi preesistenti, come il pavimento in linoleum blu opaco. Il loft arredamento prevede l’accostamento dei mobili vintage del living, come la vetrinetta anni Venti del sottoscala, ad arredi custom made e di design, come la Tripolina cult Butterfly BKF e le sedute Eames di Vitra in maglia metallica attorno al tavolo in legno dell’area pranzo, oltre all’accostamento di colori neutri, ripresi anche per il pavimento e gli interni del soppalco, con il giallo acceso delle sedie Reidar di Ikea e delle lampade a sospensione. Su tutto, troneggia una scenografica scala color verde oliva, concepita essa stessa come un oggetto d’arredo (scopri anche → Un loft per due ad Amsterdam).

 

E ancora in un’ex scuola di Amsterdam, in quella che un tempo è stata la sala degli insegnanti, troviamo un altro loft con soppalco, progettato stavolta dagli architetti di Standard Studio per una famiglia con bambini piccoli. Grazie alle ampie vetrate, ai soffitti particolarmente alti, al total white con cui si è scelto di ridipingere le pareti e agli arredi costituiti da mobili in legno chiarissimo custom made, il loft risulta estremamente luminoso, caldo, accogliente, nonché dotato di ampi spazi per il gioco. Qualche pezzo iconico, come come le sedute di Vitra Dsw Eames Chair, poste attorno al tavolone vintage del living, e alcune sculture in legno contribuiscono a rendere l’ambiente elegante e piacevole, uniformato dal funzionale e moderno pavimento in microresina di cemento (scopri anche → Loft in stile nordico in una scuola di Amsterdam).


di Lia Morreale / 22 Luglio 2016

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