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Mobili in legno e mattoni a vista in un bar a Pechino

L'Art Shan cafè è uno spazio arioso su più livelli ispirato alla montagna e alla natura, dove rilassarsi in centro città

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Ricorrendo a mobili in legno e mattoni a vista, Design Robot3 voleva ricreare un'atmosfera rilassata e naturale nel centro di una brulicante metropoli come Pechino. Il progetto, realizzato nel lato est del Beijing Jing Yan Arts Center, nasce infatti dall’idea del proprietario dell’immobile di trasformare il primo e secondo piano dell’edificio in un free cafè dove i clienti avrebbero potuto soffermarsi a chiacchierare liberamente (leggi anche Italian food a Pechino: 2 indirizzi).

Poichè il committente era un amante della montagna aveva richiesto allo Studio di Interior Design Robot3 che i suoi ospiti potessero respirare l’aria delle vette anche in questo luogo situato in pieno centro nella megalopoli cinese. Il budget per il locale era limitato, quindi i designer Fei Pan, Zhi-Bang Shao e Xiao-Han Li, responsabile del progetto per l’agenzia Robot3 Design, hanno deciso di utilizzare materiali di uso comune.

Una delle particolarità del locale di 600 metri quadri, era che l'altezza del primo piano era di 3,8 metri, cioè troppo alta per creare un solo piano, ma non abbastanza per crearne due: la progettazione di questo spazio si è quindi subito trasformata in una sfida per il trio di designer cinesi.

“Ci siamo lasciati ispirare da un’opera del poeta cinese Su Shi in cui veniva citata spesso la parola shan (montagna) e abbiamo pensato di scavare il locale per un metro di profondità: questo ci ha permesso di creare un soppalco. Quando i clienti entrano si trovano nel seminterrato, e raggiungono pian piano il mezzanino, sperimentando quasi una camminata in montagna e infine quando raggiungono il soppalco trovano un soffitto relativamente basso che crea un’atmosfera ottimale per chiacchierare con un paio di amici”.

Una cabina è stata poi costruita sotto le scale che portano al secondo piano, con l'obiettivo di nasconderle.

Il piano superiore è diviso in diversi piccoli spazi, creati usando scaffali di piante verdi (al posto delle tradizionali pareti solide) che, cambiando le loro forme naturali col passare del tempo, cambiano anche l’ambiente.

“Sedersi alla luce penetrante del sole colpiti dalla brezza del vento: abbiamo creato una condizione di comfort e relax di grande naturalezza”. Lo spazio liberamente organizzato diventa flessibile e, essendo vivo, è in grado di crescere e mutare. Infine, grazie all'artigianalità dei materiali costruttivi, i clienti vengono in contatto in modo spontaneo e naturale anche con coloro che hanno dato vita a questo spazio.

SCOPRI DOVE DORMIRE A PECHINO:

Un ostello negli hutong di Dashilar a Pechino


di Paola Testoni / 29 Luglio 2016

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