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In un motel abbandonato del quartiere di Mid-City a New Orleans ha appena aperto The Drifter, un hub eclettico e modernista

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Foto Nicole Franzen for Design Hotels

Da motel anacronistico dimenticato ad hub modernista ed eclettico: nel quartiere emergente di Mid-City a New Orleans nasce The Drifter 

Su un tratto di Tulane Avenue in una zona decentrata di New Orleans si è appena aperto un nuovo hotel, The Drifter, un vecchio motel degli anni '50 nel variegato quartiere di Mid-City.

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Ispirato alla Beat Generation e allo spirito del dopoguerra americano, l'hotel combina il meglio dello stile modernista con un design eclettico celebrando l'arte locale, il caffè artigianale e la cucina globale.

Gli interni dell'hotel progettati da Nicole Cota Studio, una designer con uffici a New York e New Orleans, sono una vibrante vetrina di colori e trame tropicali.

Già all'esterno un'originale tenda da sole asimmetrica e un neon da motel vintage definiscono le caratteristiche dell'hotel, che si completano nello stile curato che domina gli interni con opere di artisti locali.

 Anche le camere mostrano una forte personalità stilistica con mobili su misura, muri in cemento e piastrelle di Oaxacan.

Nel cuore dell'hotel si trova poi un cortile tropicale con piscina, caratterizzato da una palla da discoteca e da un muro ispirato a Barragan,  che diventa il luogo ideale per la programmazione di una serie di eventi culturali come spettacoli d'arte immersivi e musica dal vivo con annessa caffetteria speciale che serve solo prodotti locali, mentre l’area food è caratterizzata da chioschi pop-up e truck alimentari che offrono un'ampia selezione di street food messicano, cubano e caraibico.

Grazie al suo sapore retrò, questo edificio basso come è tipico dei motel dell'epoca, sembra, a prima vista, un anacronismo degli anni 50 ma se si osserva bene The Drifter si rivela come un esercizio di nostalgia modernizzata, sia in termini di design che di concept.

Con un nome ispirato alla iconoclasta Beat Generation dell'America del dopoguerra, la proprietà rappresenta una vera novità, divertente e ironica, tra le tante offerte di New Orleans, un’occasione per mettere in luce una parte emergente della città fungendo da melting pot per i "drifters" locali e globali.

Le 20 camere e suite offrono la vista sulla piscina in una struttura modernista rielaborata che fa riferimento allo stile Googie, un filone di architettura futurista divenuto famoso negli Stati Uniti negli anni 50, che prendeva in prestito le immagini della Space Race e della cultura on the road attraverso elementi stilistici come la tenda asimmetrica e il neon da motel.

Il progetto della zona limitrofa all’hotel è stata affidato agli architetti del paesaggio di Vida Design Studio che hanno trasformato il parcheggio in cemento - caratteristica distintiva del motel - in un cortile tropicale intersecato da percorsi sinuosi che conducono gli ospiti in nicchie nascoste e angoli intimi.

Per quanto riguarda gli interni troviamo uno stile modernista da Mid-Century che utilizza arredi su misura, pezzi vintage, lampadari retrò e piastrelle Oaxacan.

Il quartiere di Mid-City è nell’elenco del National Register of Historic Places ma è molto meno turistico rispetto al confinante quartiere francese, e presenta ancora uno stile di vita locale. Non è stato un caso che Jayson Seidman, Zach Kupperman e Alex Ramirez – i creativi dietro al progetto di rinascita di questo hotel – si considerino tre drifters della vita del 21esimo secolo e abbiano visto, in questo motel abbandonato, la location ideale per i nomadi di oggi.

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Ma questo progetto è stato per loro anche l'occasione per mostrare il loro legame con New Orleans e dare forza alla prossima generazione dopo l'uragano Katrina che ha sconvolto la città nel 2005. I tre creativi hanno attinto alle loro esperienze in start-up tecnologiche, immobiliare e hotellerie e, ispirandosi allo stile di vita degli artisti e degli scrittori della Beat Generation, hanno immaginato un hub per i nuovi nomadi digitali di oggi.

www.nicolecotastudio.com

www.thedrifterhotel.com

www.designhotels.com

 


di Paola Testoni / 25 Gennaio 2018

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