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Il nuovo Okko Hotel di Parigi firmato da Patrick Norguet è una piccola rivoluzione

La catena alberghiera francese pensata per eliminare tutto quello che non piace ai clienti sceglie la capitale per aprire il suo settimo hotel. A prezzi contenuti

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Ogni nuovo Okko Hotel è un albergo pensato per eliminare tutto quello che non ci piace: la coda per il check in e il check out per esempio, oppure gli extra che dobbiamo pagare al termine del soggiorno. È nata con questo obiettivo la catena alberghiera francese fondata nel 2009 da Olivier Devys sotto il vessillo “4 étoiles et aucun nuage”.

L’altro fil rouge che unisce tutti e sette gli hotel del gruppo Okko, di cui l’ultimo a Parigi, sono gli interni di Philippe Norguet, il designer salito agli onori della cronaca quando la sua Chaise Rainbow Chair, progettata per Cassina, è stata inserita nella collezione permanente del MoMa di New York.

Per l’ultimo arrivato, appena inaugurato a pochi passi dalla Porta di Versailles all’interno di un’architettura monolitica e scultorea firmata da Jean-Michel Wilmotte, Norguet applica il linguaggio colorato e domestico diventato cifra stilistica del gruppo: linee semplici linee, curve morbide e macchie di colore che animano i piccoli spazi senza risultare invadenti.

Il linguaggio è più marcato negli spazi comuni del Club, la vera novità che distingue un hotel Okko e che sostituisce le tipiche zone funzionali degli alberghi come la hall, la sala conferenze, quella per la colazione e il bar con un open space dotato di work-station, tavoli da pranzo comuni, una biblioteca, una zona benessere e un open bar che mette a disposizione cibi e bevande. In questo spazio che ricalca le funzioni della lounge di un aeroporto, aperto 24 ore su 24, i colori sono primari e donano allo spazio un’atmosfera di salotto informale e vivace.

Nelle camere da letto i toni si abbassano, con tende pesanti che proteggono la privacy e chiudono le armadiature e bagni vetrati, avvolti in tende vaporose o da schermi che ricordano le persiane.

Ma Okko Hotels non è una catena di alberghi di lusso: al contrario, propone prezzi modici (a Parigi si parte dai 95 euro) e ambienti in cui sentirsi a casa mantenendo uno standard alto, una solta di rivoluzione democratica all’insegna della qualità, la stessa che Norguet ha applicato al concept dei fast food McDonald (un progetto francese, che a breve verrà esportato negli Usa) e che sfrutta le potenzialità del design per offrire livelli di comfort così alti che non hanno bisogno di servizi aggiuntivi. 

www.okkohotels.com

www.patricknorguet.com

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di Carlotta Marelli / 23 Giugno 2017

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