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Viaggiare low budget senza rinunciare al design: l'ostello di design Drift San Josè

In Messico apre l’alternativa giovane e low cost alle eleganti soluzioni di ospitalità caraibiche

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Mike Arce

Il Drift San Josè, ostello low-cost messicano, racchiude in sè elementi contemporanei e local simbolizzati da questa struttura minimalista che ospita il tradizionale chinchorro

 

La costa caraibica messicana pare una fila infinita di elegantissimi resort immersi nella lussureggiante foresta centro-americana, ma per chi vuole godere di questa meravigliosa natura unita ad un design di rigorosa bellezza da oggi può ora optare per una soluzione low cost. Stiamo parlando del Drift San Josè nel quartiere artistico di San Josè del Cabo, ostello di design minimalista per budget limitati. La sua storia va indietro al 2012 quando venne acquistata una struttura condominiale di sei appartamenti su 600 metri quadrati di terreno con l'obiettivo di trasformarlo in un design hostel e valida alternativa alla vasta gamma di resort di lusso fronte mare in uno dei centri turistici più costosi del Messico. Il concetto dietro al progetto era quello di offrire un ambiente giovane, social e fai-da-te a un viaggiatore indipendente che nei suoi spostamenti fosse abituato a privilegiare avventura e cultura su tutti gli altri aspetti del viaggio.

La ristrutturazione è iniziata poco dopo l’acquisto e prevedeva di tarsformare i sei appartamenti originali in otto camere d'hotel con l’aggiunta di servizi, bar per gli ospiti e uno spazio di vendita al dettaglio. Per far ciò poco si è salvato della struttura originale – dalla quale sono stati rimossi finestre, porte e illuminazione – per aggiungere pareti e pavimenti in cemento rustico. La ristrutturazione è seguita poi negli esterni con la creazione di una piscina con bar, uno spazio per eventi  e un patio con punto ristoro arredato con rustici tavoli in legno e un chiosco dalla struttura semplice e lineare in cemento e legno. A tutto ciò si deve poi aggiungere una gigantesca scatola in pietra senza pareti dove è posizionato il chinchorro, la tradizionale amaca messicana senza bastone.

Elementi che però non sono andati a intaccare la natura presente come per esempio le quindici palme che sono state premurosamente conservate. Per l’arredo delle aree esterne si è preferito intervenire con soluzioni minimaliste ma conteporaneamente attente alla storia e alle tradizioni del luogo alternando semplice ghiaia minuta a piastrelle prodotte da artigiani locali. Anche gli interni alternano pareti bianche a muri in mattoni fatti a mano, mentre il cemento lucidato passa dai pavimenti alla struttura fissa del letto e agli elementi del bagno. Le finestre che scorrono su un rail esterno mostrano la stessa struttura in metallo brunito delle vetrate a soffietto che aprendosi fanno diventare le molteplici terrazze esterne parte integranti delle stanze. L’arredo semplicissimo è composto da piccole scansie in legno, poltroncine in filo nero – che richiamano i profili degli infissi – lampade dal look industriale in ottone brunito, specchi a figura che paiono semplicementi appoggiati alle pareti e sottili strutture in metallo che si trasformano di volta in volta in davanzali, appendiabito o nicchie guardaroba.

L’ostello ha poi una sua seconda dimensione abitativa sui tetti ai quali si accede da una ricurva scala in cemento lucidato. Qui, tra cactus e palme, si crea facilmente la giusta atmosfera per socializzare con gli altri viaggiatori della struttura o per ammirare in silenzio il sole che declina tra la natura incontaminata.

www.driftsanjose.com

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di Paola Testoni / 29 Agosto 2017

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