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Pareti in legno e blocchi di cemento: in Brasile la casa che sembra un puzzle

Guilherme Torres ha affrontato il clima subtropicale di Paranà con una casa che si divide in blocchi

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Courtesy of Studio Guilherme Torres

Il Brasile come la Florida degli anni ‘50? Le palme diventano la cornice ad una casa minimalista e contemporanea fatta di volumi geometrici e grafici

Pareti in legno, blocchi di cemento e grandi aperture: lo studio di Guilherme Torres firma una casa a forma di U costituita fondamentalmente da una serie di blocchi e contemporaneamente adattissima al clima caldo di Paranà, uno dei 27 stati che compongono il Brasile. Situato nella parte meridionale del Paese, il Paraná è formato da una stretta lingua situata tra l’Oceano Atlantico e la catena montuosa della Serra do Mar e gli altopiani ad est. Grazie alla sua posizione è garantita una temperatura calda praticamente tutto l’anno tipica del clima subtropicale.

Per rispondere a queste esigenze climatiche e paesaggistiche gli architetti per l’AN House hanno pensato a tre blocchi distinti, due come base e un terzo che funge da ponte di collegamento e primo piano, componendo una casa “apribile” capace di sfruttare al massimo il rapporto con la natura circostante. Una forma rigorosa e minimalista che interagisce con natura con la funzione di razionalizzarla e renderla più quieta e tranquilla. Questo sensazione si percepisce anche all’interno con i grandi spazi suddivisi geometricamente e capaci di illuminarsi completamente della forte luce subtropicale. La divisione in tre blocchi risulta perfetta anche per la suddivisione delle aree abitative, quelle sociali e quelle private hanno, nonostante le grandi aperture, presentano ognuno una connotazione evidente.

Interessante è poi la maniera in cui si è organizzato il corridoio d’entrata, di cui l'architetto riveste di legno le pareti, che funge da vera introduzione alla casa e nello stesso tempo serve ad abassare di qualche grado la temperatura mentre si avanza verso gli interni. L’accorgimento per ottenenere questo risultato è stata l’utilizzazione di liste di legno di cumaru, un albero locale, che formano uno scheletro entro il quale filtra la luce. Pian piano questo corridoio con rivestimento in legno smette d’essere monocromatico e, preservando i soffitti, le pareti vengono sostituite da muri di mattoni bianchi, senz’accorgersene si è entrati nell’abitazione! Nell’attentissima scelta dei materiali il legno di cumaru resta comunque sempre presente: dalla tettoia esterna, con parete in sasso come un giardino verticale, alle pareti interne dove il rivestimento in legno interagisce di volta in volta con marmo bianco variegato in grigio oppure con il cemento a vista e con le grandi vetrate. 

Minimalista anche l'arredo: si parte dalla cucina in marmo al di sotto del blocco centrale che diventa veranda con l’apertura delle grandi vetrate: il tavolo bianchissimo e dalle gambe sottili strizza l'occhio al vintage, mentre il parquet esce dalla stanza per arrivare fino ai bordi della piscina e si trasforma in pensilina esterna. Per il soggiorno due divertenti e lunghissimi divani di pelle marrone che rivisitano in chiave ironica il capitonné classico: qui infatti la tipica imbottitura a rombi o losanghe nata nel 1800 è rivolta alla parte esterna lasciando i cuscini delle sedute completamente lisci. Il lungo tavolo del salone in marmo è affiancato da 8 comode poltroncine dalla linea avvolgente.

www.studioguilhermetorres.com

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di Paola Testoni / 26 Luglio 2017

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