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Una notte tra le pareti in pietra di un vecchio convento a Salamanca

Un indirizzo d'eccezione per immergersi in quella che chiamano la "città d'oro" per i rivestimenti in arenaria

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Foto: Courtesy of Design Hotels

Un mini uliveto in una delle tante corti interni dell’Hospes Palacio San Esteban di Salamanca, la città festeggerà nel 2018 gli 800 anni della sua storica Università, la più antica della Spagna

 

Salamanca è un dedalo di stradine costeggiate da edifici in cui le pareti in pietra di Villamayor, con il suo colore dorato, sono il comun denominatore, tanto che alla luce riflessa dai rivestimenti in pietra di deve il soprannome di "La Dorada". Vagando tra la splendida assemblea di cattedrali, piazze, palazzi e giardini che continuano a invitare i visitatori di tutto il mondo vi renderete conto che Salamanca, costruita in pietra arenaria dai più grandi architetti della regione, ha più di una storia da raccontare. Basta entrare nel dedalo pittoresco delle stradine del centro storico per imbattersi in ristoranti, gallerie d’arte e romantiche caffetterie dall’atmosfera intima e accogliente, con le decorazioni alle pareti che armonizzano gotico e barocco.

Una storia che va a ritroso di oltre duemila anni se si pensa che già prima dei Romani qui esisteva una fortezza, Helmantica, creata da popolazioni iberiche. Conquistata da Annibale nel III secolo a.C. successivamente passò sotto il controllo dei Romani ai quali si deve lo splendido ponte sul fiume Tormes risalente al primo I secolo e tuttora esistente. Nel 712 viene conquistata dai Mori per tornare cristiana, nell’undicesimo secolo. Una storia millenaria che ha lasciato importanti tracce architettoniche nell’intera città. A cominciare dalla due cattedrali costruite adiacenti rispettivamente nel dodicesimo e nel sedicesimo secolo in stile gotico e romanico, testimonianza di un cultura religiosa ben radicata nell’heritage cittadino.

Se volete, restare strettamente legati a questa incredibile eredità culturale anche nella scelta del vostro hotel a Salamanca potete optare per un soggiorno al Palacio di San Esteban. Un tempo monastero domenicano facente parte con la Chiesa e il chiostro dell’enorme complesso di edifici in pietra dedicato a Santo Stefano, il maestoso volume è stato trasformato in un hotel dal design rigoroso che ben si sposa ai tanti dettagli storici presenti all’interno e all’esterno dell’edificio. Risalente al 16esimo secolo, quando la città era al culmine della sua grandezza, il complesso presenta spesse pareti di pietra, capaci di offrire un'oasi di tranquillità a pochi passi dai monumenti più notevoli di Salamanca.

All'Hospes Palacio de San Esteban, la storia si trova in ogni angolo: a cominciare dalle cucine dell’antico convento che con le loro caratteristiche volte basse in pietra , ospitano ora l’area ristorazione, fino alle ampie camere, 51 in totale, dove pietra e legno interagiscono con interni grafici e contemporanei. Anche l’illuminazione ha la funzione di sottolineare il calore dorato della pietra proveniente dalla vicina Villamayor e accentuare una sensazione di intima accoglienza.

Il cuore dell’hotel è uno spazio a doppia altezza sul quale si aprivano alcune delle camere dagli arredi moderni e minimalisti, perfetti se accoppiati all’ocra della pietra naturale delle pareti e al legno delle grossi travi del soffitto. Il complesso, costruito in epoche diverse e a più livelli, ha creato diverse terrazze attrezzate o giardini dove fanno mostrà di sè ulivi e macchia mediterranea.

www.hospes.com

www.designhotels.com

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di Paola Testoni / 14 Luglio 2017

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