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A Londra le pareti in pietra che profumano di Sardegna

Tra grigio Fusséna e pibiònes Il ristorante che narra la Sardegna

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courtesy Pierluigi Piu

L’entrata vittoriana del Ristorante Olivo a Londra nasconde un interno dal design contemporaneo e ricco di echi provenienti dalla tradizione sarda

Un cuore sardo batte tra le pareti in pietra di un ristorante di Londra: nel nuovo riallestimento del ristorante Olivo nel centro della metropoli britannica prosegue il racconto della Sardegna, terra d’origine del proprietario, grazie al design contemporaneo di Pierluigi Piu.

L’architetto, che aveva già collaborato precedentemente agli interni di altri locali della stessa catena, continua la sua narrazione delle bellezze delle tradizioni dell’isola che qui viene evocata grazie a grandi bassorilievi in pietra naturale che occupano interamente alcune delle pareti del ristorante.

Il materiale è il tradizionale grigio Fusséna, qui in versione color seppia, che viene utilizzato per creare dei pannelli decorativi simili ad arazzi, ispirati alla tecnica di tessitura artigianale detta a pibiònes, tipica dell’Isola.

La facciata rivive la tradizione vittoriana grazie ad un look tipico della Londra dell’epoca ravvivato da un inusuale e fresco color pastello e permette, dalle ampie vetrate, di vedere bene l’interno che offre una rivisitazione contemporanea di alcune delle più antiche tradizioni sarde.

Il primo dei rivestimenti in pietra di grandi proporzioni presenti nel ristorante Olivo è stato minuziosamente cesellato dai maestri dell’arte lapidea di LITHEA e riprende il motivo decorativo della pavoncella, uno tra i più ricorrenti della tradizione sarda proprio perché considerato simbolo di fertilità e prosperità.

Il gusto contemporaneo è sottolineato dagli elementi di legno di rovere tinto wengé che spesso si tramutano da porte a pannelli creando così spazi sorprendenti. Questi ultimi sono anche visivamente ampliati  dall’abbattimento della parete di separazione tra entrata e sala da pranzo sostituita con un divisorio di vetro privo d’intelaiatura.

Le due sale sono interrotte dai locali della cucina mentre il bar si trova alla destra dell’entrata. Le pareti di tutto il locale sono state trattate con un misto di cemento e resina a grana fine, rifinito poi a cera, dalle tinte grigio tortora e caffè bruciato che creano un’invitante penombra e fanno risaltare il gioco dei bassorilievi illuminati dalla sapiente luce radente del light designer Pedro Gaiolas-Pinto.

www.pierluigipiu.it

www.olivorestaurants.com

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di Paola Testoni / 22 Marzo 2017

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