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Pharmacy 2 apre a Londra, presso la Newport Street Gallery

Il secondo appuntamento per l'artista inglese Damien Hirst che inaugura il nuovo ristorante-farmacia

Damien Hirst, artista inglese di fama mondiale appartenente a quella generazione dei Young British Artists (o BritArt) che rivoluzionò i dogmi dell’arte contemporanea a partire dai primi anni ’90, ha appena inaugurato a Londra il ristorante Pharmacy 2 all’interno della Newport Street Gallery nel quartiere di Vauxhall, distretto industrial chic della capitale britannica.

In collaborazione con lo chef british Mark Hix, per il quale aveva già realizzato l’iconica opera in formaldeide Cock and Bull per la sala centrale del ristorante Tramshed, scrive il secondo atto di una precedente esperienza datata 1998: anno in cui l’artista aprì il primo ristorante Pharmacy, poi chiuso nel 2003. Si tratta di un progetto personale che arricchisce ulteriormente la Newport Art Gallery, - voluta dallo stesso Hirst -, per condividere, con il pubblico, la sua collezione privata di opere d’arte.

Gli interni del ristorante sono il racconto pop della passione e dell’interesse del creativo per la scienza e la medicina. Lo spazio si presenta come una grande farmacia dotata di scaffalature ricolme di farmaci e costellata di pillole colorate che decorano superfici e oggetti d’arredo. Le Medicine Cabinets, che figurano tra i primi lavori nella sua formazione di artista - nonchè i primi venduti da studente alla Goldsmith University - sono rimasti ancora oggi fonte di ossessiva ispirazione.

L’ambiente è dominato dai contrasti: il bianco luminosissimo e asettico di pareti e pavimenti da una parte, la moltitudine colorata di scatole e pattern grafici dall'altra. Il grande bancone del bar in acciaio e vetro, decorato con pillole che curano ogni male e sovrastato dall’ironica scritta al neon Prescriptions, è al centro dello spaizo. Le lampade a muro a forma di croce, simbolo di primo soccorso, completano l’atmosfera. Alle pareti ritroviamo altre note opere di Hirst: le composizioni caleidoscopiche di farfalle - che conferiscono un senso di vertigine e di movimento allo spazio- , alternate alle serigrafie delle finestre - macromolecole di DNA visibile dal fronte esterno dell’edificio -.

La vocazione provocatoria di Damien Hirst si compie oltre i confini della scala dell’opera d’arte e conquista anche la progettazione d’interni creando un ibrido, partorito come esperimento scientifico di fusione tra due realtà decisamente distanti, mettendo insieme farmacia e ristorante. Così le pasticche miracolose ricadono ricadono sul pavimento in marmo, sugli schienali delle sedute, sui divani intorno ai tavoli e acquistano tridimensionalità nelle forme degli sgabelli al banco del bar.

www.pharmacyrestaurant.com
www.damienhirst.com
www.newportstreetgallery.com

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di Giovanni Carli / 16 Marzo 2016
tags:

Ristoranti , Londra

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