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Elle Decor Italia

Philippe Starck a Venezia con Amo. Dal breakfast alla cena firmati fratelli Alajmo

Il ristorante degli chef pluristellati appena inaugurato nel cuore del nuovo emporio del lusso T Fondaco dei Tedeschi riprogettato da Rem Koolhaas

Grazie all'intervento di Philippe Starck il T Fondaco dei Tedeschi di Venezia da ora vanta un altro letterale buon motivo di visita, l’apertura del ristorante AMO, guidato dai pluristellati chef Alajmo. Il bistrot caffetteria si trova nella corte centrale del department store deluxe di DFS Group realizzato nell’antico palazzo ristrutturato e ammodernato da OMA e aperto lo scorso ottobre (leggi anche: Il nuovo Fondaco dei Tedeschi ). Attorniati dalla vista a tutta altezza sui quattro piani cinti da colonnati antichi, AMO è aperto tutto l’anno dalla prima colazione al light lunch e la sera, quando i negozi chiudono, abbassa le luci, crea l’atmosfera, e offre un’inedita esperienza estetico-gourmand.

A raccontarci il progetto sono Philippe Starck e Massimiliano e Raffaele Alajmo, rispettivamente CEO e chef dell’azienda Alajmo Bros, nata con il ristorante le Calandre (PD) aperto dai genitori e oggi titolare di otto insegne tra Italia e Francia e numerose stelle Michelin. Chiamato da Philippe Schaus, presidente e CEO di DFS Group, a realizzare il ristorante, è stato il designer francese a suggerire di affidare la cucina ai rinomati cuochi, grandi amici per cui ha già firmato lo Stern a Parigi. “Eravamo a cena a Cascais e discutevamo sul nome del locale. Philippe notava quanto sembri poco italiano e difficile da pronunciare il cognome Alajmo, e giocando con le parole Jasmine (la moglie di Starck, ndr) ha detto ‘Amo Venice!’, ed ecco qui AMO”, racconta Raffaele.

Scelto il nome, si passa al concept. Il legame con Venezia è ineludibile e Starck, che abita a Burano da trent’anni, declina il proprio stile alla città disegnando tavoli, sedie e un bancone bar centrale, oltre a una caffetteria situata in una vetrina del portico. “Venezia è storicamente un centro di gravità dell’arte, del commercio e della politica, e un luogo di mistero per antonomasia. AMO è il centro del Fondaco dove ho concentrato esteticamente lo spirito veneziano. I divani sono ispirati alle gondole d’epoca, dove la gente spesso si nascondeva. Sono in pelle con righe stampate 3D e la struttura degli alti e avvolgenti schienali è in legno intarsiato con alle estremità due luci di Aristide Najean, un mastro vetraio di Murano con cui lavoro da anni” dice Starck. Le sedute in metallo dorato con sedili neri e il bancone in marmo retroilluminato chiudono la composizione, un eclettico mix di rococò e contemporaneità. Tutto è realizzato da maestranze italiane.

“Ho aggiunto alcune sedie Ultraleggera di Gio Ponti perché danno l’idea di relax - continua il creativo - ho pensato questo posto come rifugio per gli uomini mentre le mogli fanno shopping”. Il menu lo riassume Massimiliano: “Ci sono alcuni nostri piatti tipici e altri esclusivi ispirati a Venezia. Si può mangiare da un’insalatona a ricette più elaborate la sera. Verdure e pesce sono acquistati al mercato di Rialto. Come per la nostra pizza cotta al vapore ma qui riproposta con gamberetti di Laguna, latterini di seppia e pasta di mais e acqua, elemento che esalta i sapori e utilizziamo molto. E che è il cuore della bellezza di questa città”.


di Valentina Raggi / 12 Dicembre 2016

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