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L'indirizzo di un'oasi per l'anima nel deserto del Marocco

In stile berbero, con note contemporanee e country che si mescolano alle tradizioni locali, il Berber Lodge è un’oasi fuori dal tempo, per viaggiatori in cerca di pace e silenzio

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© Berber Lodge

Un resort nel deserto del Marocco che appare come un miraggio nell'arida campagna: il Berber Lodge è un rifugio per l’anima, un luogo magico, dove lo stress e la frenesia della vita metropolitana si dissolvono all’istante, spazzati via dal vento che accarezza gli ulivi secolari e i fichi d'India tutto intorno.

A guardarlo da lontano, questo puzzle di strutture rosate che quasi scompare nel paesaggio, può sembrare un villaggio rurale. È invece un resort di lusso a 30 km da Marrakech, progettato come una piccola kasbah, e composto da nove alloggi separati, la cui ampiezza varia da 40 a 65 metri quadri.

Leggi anche: Vacanze in Marocco, l'indirizzo per dormire in una casbah nel deserto

© Berber Lodge

Cortili interni si frappongono fra un blocco e l’altro, regalando a ciascun ospite il privilegio di un terrazzo privato, mentre un ristorante e una grande piscina color giada allietano i momenti condivisi.

Protetti da un robusto guscio di terracotta e tadelakt, gli interni rivelano tutto il fascino di una tradizione esotica e arcaica. Tra ceramiche di Tamegroute, tappeti berberi e stuoie adagiate a terra, si respira tutta l’essenza rustica del Marocco. I materiali, lavorati a mano, raccontano storie ed usi locali: e allora ecco le canne allineate sui soffitti, i giunchi intrecciati dei letti, la delicata paglia dei paralumi, il cotone candido delle tende che si agitano al vento.

In questa scenografia intima e minimale, che celebra la bellezza della semplicità di una vacanza in Marocco, si inseriscono note più contemporanee, come le stampe in bianco e nero, le scrivanie anni 50, o le sedie Diamond di Harry Bertoia (Knoll). Non mancano neppure accenti più lussuosi, come il marmo dei bagni, ampi e confortevoli.

A tessere i fili di questo equilibrio sapiente tra artigianalità e design, tradizione africana e sensibilità europea, è la mano di Romain Michel-Ménière, architetto franco-svizzero che in questo spicchio di Marocco si è imbattuto per caso e ha deciso di farne il suo posto del cuore.

© Berber Lodge

C’è il suo gusto sofisticato e il suo amore per le contaminazioni dietro i dettagli dal sapore retrò o country chic che spuntano tra i manufatti berberi recuperati nei bazar, ma la modernità entra in punta di piedi in quest’oasi di pace che pare fuori dal tempo, quasi volesse confondersi con l’anima tribale che danza sulle piastrelle dei pavimenti e tra le travi di palma.

© Berber Lodge

L’atmosfera spirituale e rarefatta degli ambienti è bilanciata dalle texture ruvide e materiche di oggetti ed elementi strutturali che Romain Michel-Ménière lascia intoccati, nudi e primitivi. Si suggella anche così la profonda connessione con la natura selvaggia e riarsa che circonda il Berber Lodge, i cui sapori e profumi finiscono nei piatti del ristorante.

Gli ospiti di questo resort in Marocco possono gustare le delizie della cucina contadina, ma rivisitata e attualizzata: ancora una volta la modernità si fonde alla tradizione, per valorizzarla al meglio.

© Berber Lodge

Siamo insomma dentro un'idea di vacanze in Marocco ben lontana dai soliti riad o dagli scintillanti resort che abbondano nella capitale: qui, in questo angolo remoto e incontaminato, si viene a ricercare la solitudine e il silenzio, coltivando un legame più profondo con la terra, fino a sfiorarne il cuore più autentico e seducente.

www.berberlodge.net


di Elisa Zagaria / 12 Marzo 2018

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