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La Wimbledon House di Richard Rogers dopo il makeover è ancora un'icona

Lo storico progetto dai colori fluo ristrutturato da Phillip Gumuchdjian è un omaggio allo stile degli anni '60

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Iwan Baan. Courtesy of the Harvard Graduate School fo Design

La Wimbledon House di Richard Rogers

Restyling d'autore per la Wimbledon House a Londra: il famoso progetto dell'architetto Richard Rogers è infatti stato ristrutturato da Phillip Gumuchdjian

Forse il nome Rogers non dice molto a chi non ha studiato architettura, ma tutti conoscono di sicuro i suoi progetti più rinomati: come il Centro Georges Pompidou di Parigi, il Millennium Dome di Londra e il terminal 4 dell'aeroporto di Madrid-Barajas (che è anche uno dei più postati sui social network). Nato a Firenze con il titolo di barone Rogers di Riverside, da una famiglia di origine inglese ma trasferita in Italia due secoli prima, Richard Rogers ha poi studiato architettura a Londra, diventando uno dei punti di riferimento dell'avanguardia più sperimentale. 

©Iwan Baan. Courtesy of the Harvard Graduate School of Design

Un esempio su tutti, che meglio rappresenta la sua visione progettuale così moderna già all'epoca, è la casa a Wimbledon, a sud di Londra. Leggera e flessibile, è stata costruita nel 1968 usando elementi di plastica, acciaio e arredata con colori fluo. Definita dallo stesso architetto "un tubo trasparente con solidi muri separatori", è stata poi ceduta dallo stesso architetto Rogers alla Harvard Graduate School of Design come centro studi. 

©Iwan Baan. Courtesy of the Harvard Graduate School of Design

Dopo 49 anni dalla sua costruzione, questa casa necessitava una ristrutturazione ed è stato incaricato Phillip Gumuchdjian, che conosce molto bene stile di Rogers avendo lavorato per anni nello studio Rogers and Partners Architects prima di mettersi in proprio. Tutta l'opera di recupero è stata concepita con l'intento di modernizzarne la struttura, mantenendo tuttavia intatto lo stile dell'epoca. Del progetto originale quindi, composto da due blocchi distinti circondati da un giardino piantumato, le pareti e il tetto sono stati ricostruiti con l'impiego di materiali più innovativi e performanti, mentre all'interno alcune pareti divisorie sono state eliminate così da avere una maggiore fluidità degli spazi. Anche i mobili sono stati sostituiti da altri fatti su misura, ma riproducendo fedelmente le forme fluide e i colori vitaminici. Il risultato: un capolavoro di recupero architettonico, che omaggia lo stile unico degli anni '60.

©Iwan Baan. Courtesy of the Harvard Graduate School of Design

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di Maria Chiara Antonini / 24 Luglio 2017

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