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Tel Aviv, nella città storica un vecchio garage diventa ristorante. Con menu local

Un vecchio negozio di riparazioni nella città vecchia trasformato in Mansura, ristorante dallo charme industriale, con qualche tocco di eleganza minimal e un menu di ingredienti locali

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Il ristorante Mansura a Tel Aviv, restaurato dallo studio di architettura e interior design This Is It

Un vecchio garage trasformato in ristorante: succede a Tel Aviv, nella zona vecchia di Jaffa, dove un ex negozio di riparazioni per automobili nel quartiere Noga della città ora vive una seconda vita sotto il nome di Mansura, il nuovo locale progettato dallo studio This Is It

Negli ultimi anni c'è stato un vero e proprio boom rispetto a tutto ciò che viene recuperato e, quindi, ha una storia da raccontare. Che sia un vecchio giradischi, un abito vintage o un complemento d'arredo, il fascino del vintage non smette di conquistare nuovi appassionati, e ovviamente non poteva risparmiare le vecchie location dismesse.

Non è un segreto che in particolare gli ex spazi industriali siano diventati dei veri e propri luoghi del desiderio da due decenni a questa parte, riacquistando valore e il più delle volte moltiplicandolo grazie all'intervento di designer e architetti. Un trend che non si arresta in ogni angolo del mondo, come dimostra a Milano il successo di locali come Wooding Bar, ricavato in un vecchio colorificio in zona Isola, o il nuovo ristorante Berberè, il cui fascino sta proprio nell'aver scelto di raccontare la storia dello spazio che lo ospita.

Gli architetti hanno progettato degli interni robusti e scenografici, che mettono in risalto i soffitti alti e i pilastri in cemento preesistenti. Lo stile industriale del posto è stato valorizzato mantenendo anche i pavimenti in cemento e le partizioni metalliche ondulate, mescolati a nuovi elementi moderni e geometrici.

Il risultato è un restyling che introduce delle novità senza snaturare lo stile originale della location, sviluppandone le potenzialità in modo naturale e senza contrasti eccessivi e mantenendosi fedele alla storia del luogo in cui sorge. Esattamente come avviene nel menu del ristorante, basato su ingredienti locali, con particolare attenzione al pesce fresco, tra cui filetto di barracuda servito su un letto di verdure verdi e i calamari con polenta.

Il primo intervento all'interno dell'open space industriale è stata l'introduzione di una barra curva, sormontata da marmo verde di Udaipur, che ha il compito collegare visivamente lo spazio dedicato alla cucina e la sala da pranzo. Qui i tavoli e posti a sedere si dispongono attorno al bar e non sono affatto omologati: a fare da protagonista è un mix di stili, e ogni pezzo rappresenta un cenno alla storia stratificata dell'edificio. Sedie scolastiche restaurate e vecchi tavoli "Kibbutz" Formica sono accostati ad altri tavoli contemporanei laccati di nero e sedie moderniste, per creare un movimentato dialogo tra vecchio e nuovo.

Un contrasto che può anche essere letto sulle pareti del ristorante Mansura, in cui vecchi mattoni a vista intonacati sono giustapposti con piastrelle e piani luminosi di terrazzo blu, valorizzati dalle illuminazioni a tubo di Naama Hofman. Sulle pareti troviamo inoltre una griglia metallica blu, che va dall'ingresso alla finestra della cucina: una cornice multipla ed essenziale per una serie di piante, per un tocco irrinunciabile di verde che continua anche all'esterno, tra cassette di legno e vasi, piccoli vegetali e alberelli più grandi.

www.thisisit.design


di Essia Sahli / 4 Febbraio 2018

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