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Ristoranti italiani nel mondo: i 5 più belli secondo Elle Decor

Da Londra a Tokyo, una selezione di locali che conservano ricette e atmosfere del Bel Paese

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GettyImages

Ammettetelo, sicuramente almeno una volta durante i vostri viaggi vi siete rifugiati nei tanti ristoranti italiani nel mondo. Magari sentendovi anche un po' in colpa. D'altronde quante volte ci capita di sentire che i veri viaggiatori si immergono anima e corpo nel luogo che visitano, costi quel che costi? E quindi ci si veste come il popolo che ci ospita,  si viaggia insieme a loro e si mangia come loro. Però se il viaggio inizia ad essere un po’ lungo il viaggiatore volenteroso potrebbe essere colpito da una passeggera nostalgia del Bel Paese. E allora, per riposare le papille gustative e sentirsi a casa potrebbe cedere alla tentazione di mangiare italiano all’estero. Beh, se non riuscite a farne a meno, tanto vale mangiare ancora meglio di come fate in Italia, e provare qualche ristorante davvero al top che oltre al palato vi rifaccia gli occhi. E allora, sparsi per i quattro angoli del mondo, ecco i nostri ristoranti italiani all’estero preferiti.

(Foto:Courtesy Pierluigi Piu)

Se vi recate a Londra ma le uniche isole che vi solleticano l’appetito sono quelle mediterranee, il ristorante sardo Olivo è quel che fa per voi. Il design moderno, frutto della collaborazione con Pierluigi Piu, contrasta felicemente con la facciata vittoriana e vi accompagna nella tradizione isolana cominciando dai bassorilievi che adornano le pareti in pietra grigio Fusséna e che rimandano a una tecnica di tessitura artigianale detta a pibiones. Tra i motivi più riconoscibili, spicca quello della pavoncella, simbolo di fertilità. Elementi di legno di rovere tinto wengé come porte e pannelli e le pareti in cemento e resina a grana fine dai toni grigio tortora e caffè bruciato completano quest’inedita atmosfera da Sardegna metropolitana.

(Foto: Nick Rochowski)

Se il soggiorno nella capitale del Regno Unito perdura, potete fare un salto da Fucina, ristorante italiano a Londra pensato da Andy Martin Architects in perfetta sintonia con la cucina che offre. Mattoni a vista, tecniche artigianali in cui materiali grezzi e raffinati sono affiancati, proprio come gli ingredienti dei piatti. Il soffitto, modellato come un’onda, ricalca l’interno di un tipico forno a legna e dà l'idea di un approdo sicuro nel mare magnum della capitale britannica. I pavimenti presentano aree circolari rifinite con frammenti di marmo incastonate nel cemento secondo la tradizionale tecnica “a terrazzo”, omaggio alla sede storica dell’Olivetti, mentre il resto è in legno decapato. Gli arredi, come sedie e tavoli, sono ricavati da rami, che spuntano dal terreno conferendo un aspetto naturale all’interno.

(Foto: Kenta Hasegawa)

Il nostro piccolo viaggio dell’Italia all’estero continua a Tokyo dove potreste essere disorientati da luci e velocità. La pausa che ci vuole è a Passo Novita, ristorante in cui gli interni in ciliegio, il verde e i mobili su misura fanno di tutto per prendersi cura di voi. Oltre ai quasi 500mq, suddivisi in un’ampia dining hall e in un più informale bancone di fronte alla cucina che brilla d’acciaio, Passo Novita dispone di una terrazza accessibile attraverso una parete vetrata per godersi l’orto biologico e i suoi profumi.

A Pechino potete invece sedervi e sperimentare la cucina di Omar Maseroli e Yuan Yuan, proprietari di due ristoranti di Italian Home Cusine, Mercante e Fiume. L’idea è di portare la tipica atmosfera famigliare dei ristorantini italiani nel cuore stesso di Pechino, i vicoli hutong. Lo studio di architetti italiani Ramoprimo ha deciso di celebrare l’Italia attraverso la scelta dei materiali tipici degli interni in legno, marmo, e mattoni.

SCOPRI DI PIÙ: Mercante e Fiume: Italian Home Cusine a Pechino

Se il caso vi porta a Vancouver, sappiate che la gola vi porterà da Savio Volpe. L’omaggio alla terra natia comincia dal logo, una volpe furba, reminiscenza delle novelle nostrane e in particolare di quelle raccolte da Calvino. L’equilibrio tra semplicità e stile, per una trattoria che vuole accogliere i locali e i turisti, è raggiunto innanzitutto con l’ampio utilizzo di rivestimenti in legno come nelle tipiche osterie italiane. Ma lo studio Ste Marie si è lasciato ispirare anche dai maestri del design sperimentale italiano, come Munari, Mari e Mollino. Le boiserie in legno e le mattonelle in cotto si sposano con gli eleganti rivestimenti in tessuto; le applique murali da "casa della nonna" si scontrano con la sospensione centrale ispirata al modernismo italiano; i quadri vintage si accompagnano alle opere stranianti di Edoardo De Falchi.

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di Stefano Annovazzi Lodi / 29 Marzo 2017

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