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Oneri e onori...Alzi la mano chi se la sente di ristrutturare una casa di Frank Gehry

Lo studio californiano Dan Brunn mette a nuovo un'abitazione anni 70 firmata dal grande Maestro

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Brandon Shigeta

Lo studio californiano Dan Brunn Architecture ha avuto l’onere e l’onore di ristrutturare una casa firmata Frank Gehry: Hide Out. L’edificio, sorto nel quartiere “Little Osaka” di Los Angeles, fu costruito negli anni 70 e, sebbene non terminato secondo il progetto originale, è considerato il primo progetto famigliare del celebre architetto.

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Appartenuto al collezionista d’arte Edwin Janss Jr, l’abitazione si distingueva per la doppia dimensione di spazio abitativo e atelier espositivo, caratteristica che Brunn mantiene per il proprio cliente, l’illustratore James Jean. Dan ha deciso dunque di prestare fede ad alcuni capisaldi fortemente identitari. Spazi aperti, materiali semplici e centralità di un ampio lucernario.

Pur sfruttando lo sviluppo su due piani, Dan ha però apportato modifiche sostanziali. Innanzitutto aumentando le finestre per permettere alla luce naturale di entrare. In secondo luogo, ha dotato l’edificio di una scala in noce molto dinamica, che permette suggestivi giochi di luci e ombra e conferisce un aspetto naturale a tutto l’interno.

Il noce è stato scelto anche per le pareti antistanti il lucernario (reminiscenza delle case da tè giapponesi) che diviene così lo schermo da cui ammirare il giardino Feng Shui, che ospita varietà botaniche giapponesi scelte da Hitoshi Kitajima. L’ampio utilizzo di cemento, vetro e rivestimenti in rame segna la continuità con il progetto originale nonché una palette accogliente e serena. La cucina total white è minimale, così come gli arredi del living e soprattutto della camera da letto.

Tutto il primo piano è un immenso spazio aperto che lascia liberi di vagare ed esplorare. In fondo al living, una parete girevole permette all’occorrenza di ricavare una stanza degli ospiti davanti al lucernario, grazie a un letto a scomparsa che si cala direttamente dalla libreria.

 

www.danbrunn.com


di Stefano Annovazzi Lodi / 6 Giugno 2017

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