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Lo stile industriale “tubi a vista” di un loft a Bologna

Da un vecchio magazzino di forniture idrauliche nasce Funtanìr, una nuova struttura per l'ospitalità

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Matteo Chiura

Nella struttura per l’accoglienza Il Funtanìr, progetto di studio Brenso, la zona comune. Gli arredi, progettati in collaborazione con il proprietario, sono in sintonia con l’atmosfera industrial del loft e utilizzano le forniture idrauliche in modo creativo. Come le poltroncine, con la struttura in tubo e la seduta ricavata dalle vasche da bagno verniciate con colori vivaci

Lo stile industriale di un magazzino di forniture idrauliche si trasforma in un loft con camere in affitto. Nel cuore di Bologna, dal progetto di ristrutturazione dello studio Brenso nasce una nuova struttura per l’ospitalità.

“Non è stato difficile definire il carattere della riconversione”, racconta l’architetto Francesco Pasquale. L’idea industriale del posto e la sua storia - nato nel 1946, il magazzino di termoidraulica con bottega sulla strada era l’attività familiare del committente - sono emersi da subito.

Funtanìr, questo in dialetto bolognese è il nome dell’alloggio che significa appunto idraulico, è più di un restyling. “Rappresenta l’opportunità per esplorare il potere di trasformazione di delicati brani di tessuto urbano”, spiega il progettista, riferendosi al contesto del quartiere, oggetto di una importante riqualificazione e rivitalizzato in questi ultimi anni.

La struttura per l’accoglienza, che si sviluppa su due livelli con una superficie di 260 metri quadrati, comprende al pianterreno una grande hall centrale di circa 100 metri quadrati, con funzioni di sala comune e cucina attrezzata, insieme a tre camere dotate di bagno privato; al piano superiore si snodano altre tre stanze per gli ospiti, sempre dotate di servizi.

La sfida progettuale è stata quella di soddisfare le esigenze normative e dimensionali dettate dalla tipologia turistica. Partendo da due blocchi attigui in unico corpo, che si estende a pianterreno longitudinalmente fino a occupare l’intera corte interna, si è intervenuti con il ridisegno funzionale degli ambienti rispettando, in particolare, alcune caratteristiche dell’involucro originale, spaziali e costruttive – come testimoniano le pareti in mattoni rossi lasciate a vista. La sottrazione di porzioni di volume è stata decisiva per la creazione di due patii che danno luce agli ambienti: uno vicino all’ingresso nella zona comune mentre l’altro,frutto di demolizione e ricostruzione, è dimensionato per servire le camere.

Interessante è il fatto che, nella sua risoluzione, il progetto – con studio EN7 per la parte strutturale – supera la concezione classica del modello residenziale. Ad esempio, non esistono finestre. Oltre ai cavedi, sono degli ampi lucernai, posti sulla copertura, che consentono l’aerazione e l’illuminazione degli interni. Il Funtanìr, al quale si accede dopo aver percorso il lungo vano scale condominiale, si presenta così come un’oasi inaspettata in stile industrial, mimetizzata nell’aerea urbana. L’ospite, commenta l’architetto, resta sorpreso dal luogo e apprezza la singolarità degli spazi perché in linea con il contesto industriale da cui derivano.

Piacciono le soluzioni ‘iron pipe’, progettate da studio Brenso in stretta collaborazione con il proprietario. L'arredamento industriale prosegue con gli scaffali, che profilano la grande parete in mattoni della zona comune: tubi, raccordi, rubinetti, valvole concorrono all’atmosfera suggestiva e a rinnovare la storia dell’ex magazzino, insieme alle foto, in bianco e nero dell’attività di famiglia, appese qua e là.

Il gusto industrial-chic prosegue nelle camere, dove le scrivanie e gli appendiabiti rivelano il loro dna e come il tubo idraulico si riesca a ‘piegare’ in modo incredibilmente creativo. Una pipeline scenografica risolve, a vista, l’impianto d’illuminazione. I corpi luce sono ‘imbullonati’ nelle tubature che attraversano la hall centrale, o sono la parte terminale, di porzioni di tubo e raccordi, nel caso delle abat-jour sui comodini. Ancora più originali le poltrone all’ingresso che accolgono gli ospiti: strano, ma vero, le sedute sono ricavate da vasche da bagno!


di Silvia Airoldi / 30 Novembre 2016

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