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Elle Decor Italia

A Palazzo Berri Meregalli, nel cuore di Milano, il nuovo studio di architettura di Luca Bombassei

Uno spazio sofisticato ed eclettico, all’interno di un’iconico palazzo Liberty, che mixa in maniera ardita colore, arredi di design e sorprendenti opere d’arte

Siamo nel cuore di Milano, all’interno di uno dei capolavori dell’eclettismo primi ’900 firmato da Giulio Ulisse Arata. Al piano rialzato di Palazzo Berri Meregalli, spettacolare architettura in mattoni, pietra e mosaico di fronte al giardino con i fenicotteri di Villa Invernizzi, l’architetto Luca Bombassei ha aperto da poco il suo nuovo studio di architettura. «Ho ricordi d’infanzia legati a questo bizzarro edificio. Faceva paura ai bambini ma io ero attratto dal suo mistero», ci svela Bombassei. «Quando mi hanno segnalato la disponibilità di uno spazio nel palazzo non ci ho pensato due volte».

Colto e sensibile, autore di progetti d’interni e architetture, Luca Bombassei ha firmato con il suo primo studio, Blast Architetti, il Centro delle Professioni e l’Università di Bergamo nel Parco Scientifico Kilometro Rosso di Jean Nouvel, per citarne alcuni. Recente è l’inaugurazione dei nuovi uffici a Milano disegnati per il gruppo Deloitte. «È un nuovo modo di concepire gli spazi di lavoro, senza postazioni e orari fissi, con ampi tavoli in cucina e divani per socializzare. Il tema mi sta molto a cuore e anche per il mio studio volevo un luogo non convenzionale: una casa-atelier dove incontrare persone interessanti e scambiare idee con i miei collaboratori, magari cucinando o seduti al tavolo da pranzo».

Attratti dalla Vittoria Alata di Adolfo Wildt che cattura lo sguardo dei visitatori nell’atrio del palazzo e saliti i pochi gradini fino all’ingresso dello studio, le sorprese non finiscono.

L’intervento architettonico non ha modificato la distribuzione delle stanze ma ha inciso sull’atmosfera degli ambienti, caratterizzati da un basamento color petrolio che continua come un filo conduttore anche su porte e infissi.

«Ho voluto uno sfondo non invasivo ma presente per le opere». Attento collezionista d’arte contemporanea, Bombassei non poteva escludere dal progetto alcuni dei pezzi che ama di più. Un grande lavoro dell’artista cinese Li Wei campeggia sulla parete specchiante all’entrata, una foto con un’architettura di Niemeyer firmata da Reisewitz amplifica lo spazio della sala riunioni e dietro la sua scrivania spicca una foto multicolor di Thomas Ruff.

«L’alternanza di opere di grandi dimensioni con altre di grande forza evocativa mi stimola molto. Vivere tra i contrasti è una mia peculiarità», continua il progettista. Il gioco delle contaminazioni prosegue negli arredi e in alcune soluzioni decorative che oscillano tra stile e ironia. Come le lampade da terra che sembrano palme dorate, gli specchi con cornice in vetro simili a oblò, le piante in vaso a foglia larga e le scritte al neon che rimandano a certe atmosfere di Miami. «L’architetto Arata ha messo nel 1911 putti angelici a sorreggere le gronde insieme a gargoyle che sembrano divinità azteche. Un eclettismo sfrenato nel quale, 
in fondo, mi ritrovo». 

www.lucabombassei.com


di di Rosaria Zucconi e Francesca Benedetto / 8 Febbraio 2017

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