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Il supermercato del futuro esiste, 7 posti dove trovarlo

Da Milano a New York, gli indirizzi per scoprire come sta cambiando la grande distribuzione in ogni parte del mondo

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Che il grocery store così come lo conosciamo sia in una fase di forti cambiamenti e che si stia delineando il supermercato del futuro è sotto gli occhi di tutti. Anche senza arrivare alle estremizzazioni più provocanti, come quella di Karl Lagerfeld per Chanel che per la collezione autunno 2014/2015 trasformò il Grand Palais in un inedito Supermarket Chic, di certo alcune tendenze stanno facendo scuola e segneranno la nostra esperienza di consumatori nei prossimi anni.

È il caso di Eataly che ha fatto dell’attitudine glocal la sua cifra distintiva e di successo.Prodotti regionali, distribuzione e ristorazione d’eccellenza affiancati, che non disdegnano la contaminazione. Una filosofia recentemente sviluppata del nuovo store a Mosca, che prevede produzione in loco. Largo spazio alle eccellenze locali, come caviale, o alle tradizioni più inveterate come quella del thé o ancora a esigenze di segmenti della popolazione, come l’utilizzo di olio nelle piadine al posto dello strutto per i due milioni di musulmani residenti a Mosca.

Un vero e proprio trend ormai che è stato emulato nel resto del mondo e che sembra una delle strade più battute per i retail di domani. Ma se non è l’assortimento quel che ci convince ad andare in uno store o in un altro, forse è il tempo che ci dedichiamo. Supermercati tecnologici ci permettono di sapere tutto suoi prodotti che mettiamo nel carrello, nonché di farci risparmiare tempo. Da luogo alienante per eccellenza, il tentativo è quello di semplificare al cliente quella che è spesso vissuta come un’incombenza di cui si farebbe volentieri a meno. Lo ha capito Amazon che dopo i proclami sta per aprire a Seattle Amazon Go, il primo store dove non si fa la fila per pagare. E l’ha capito anche E-bay, che ha lanciato il primo store completamente virtuale che sfrutta la VR. Esperimenti ancora in divenire che vedranno i colossi dell’ hi-tech sempre più inseriti nella grande distribuzione.

Un post condiviso da Eataly Moscow (@eatalymoscow) in data:

 

Una tendenza, quella dell’esportazione glocal, che ha fatto la fortuna di Le District. La formula è molto simile a quella di Eataly, ma lo store si trova solo a New York e la cucina è francese. Progettato da iCrave, il complesso racchiude un market, un ristorante stellato, un cafè e un giardino. Prodotti freschi e di altissima qualità per soddisfare i newyorkers più intransigenti. Mentre al bar e al ristorante si possono guastare dolci e piatti finiti, il supermarket ospita un banco pane e formaggi con tutte le specialità francesi.

Un post condiviso da Le District (@ledistrict) in data:

 

Non si discosta da questo trend l’operazione dello studio Masquepacio per la catena Solera a Colonia. Desiderosi di esportare i prodotti spagnoli in Germania, Solera e Masquepacio hanno deciso di connotare prima di tutto visivamente lo spazio con i colori del Mediterraneo. Il rosso, il giallo e il blu contrastano con più serio nero per un effetto quasi elegante. Piccoli accorgimenti, come le piastrelle alle pareti, contribuiscono all’effetto caliente. Anche qui, oltre al supermercato vero e proprio uno spazio è riservato a dimostrazioni e corsi di cucina che punta a costituire una community intorno a Solera.

 

Dopo la prova generale a Expo 2015, la Coop ha aperto a Milano “Il supermercato del futuro”. Realizzato da Carlo Ratti, punta tutto sulla realtà aumentata. Degli schermi, soprannominati “vele”, sopra i banchi, permettono di scoprire dettagli dei prodotti, dal luogo di produzione ai valori nutritivi. Un’etichetta aumentata che riporta allergeni, nonché immissioni di CO2 per la produzione, per promuovere un consumo consapevole. La disposizione dei prodotti, inoltre, segue la stessa linea della filiera produttiva che dalle materie prime (come il grano), porta ai derivati (farina e pasta) spezzando la frammentazione a cui siamo abituati. Un approccio al prodotto che favorisce la sua comunicazione attraverso lo storytelling sempre più accattivante.

La tecnologia al servizio dei clienti, è forse questa la tendenza più allettante. Perché se saltare la fila è di per sé interessante, non andare proprio al supermercato può essere il vero desiderio di molto. E l’occasione arriva dalla Virtual Reality, che ha già solleticato l’immaginazione di qualche attore.

Un post condiviso da Carlo Ratti Associati (@crassociati) in data:

 

Come per esempio l’italianissima start up InVrsion, che ha sviluppato Shelf Zone. Uno store virtuale dall’aspetto rassicurante e client oriented. L’idea è di simulare un intero supermarket permettendo di navigarlo… comodamente da casa. Prodigio reso possibile dalla VR, una tecnologia che a molti saprà ancora di futurismo ma che invece sta già compiendo passi da gigante. Le potenzialità sono evidenti: oltre alla comodità data dal non doversi recare in loco, ci sono quelle per persone a mobilità ridotta, o, per chi ha poco tempo, quelle date dall’intelligenza artificiale, capace di aiutarci a scegliere rapidamente, ricordando i nostri pattern d’acquisto.

 

www.carloratti.com

www.eataly.net

www.ledistrict.com 

invrsion.com

www.masquespacio.com

 

 

 

 

 

 

 

 


di Stefano Annovazzi Lodi / 13 Giugno 2017

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