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Sala Beckett, a Barcellona il teatro che rinasce dalle rovine

Il restauro - tutto catalano - diretto da Flores e Prats selezionato a Londra per il Beazley Designs of the Year Award.

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Adrià Goula

Proprio nelle ore in cui la tensione tra Catalogna e Madrid pone una nuova sfida alla Spagna e all’Europa, un progetto tutto catalano - la nuova sede del teatro Sala Beckett di Barcellona - viene selezionato a Londra nella sezione Architettura del Beazley Designs of the Year Award.

Che il mondo dell’architettura post-brexit stia lanciando un segnale all’indipendentismo catalano? Non esageriamo. Il successo del progetto di Flores & Prats tra premi e riviste specializzate risale a tempi non sospetti, e i lavori che competeranno per la premiazione al Design Museum saranno ben 70 e proverranno da ogni parte del mondo. Il dubbio, comunque, è lecito: solo nel 2005 la Sala Beckett riceveva dalla Governo Catalano (la Generalidad) il Premio Nazionale del Teatro di Catalunya, “per il suo appoggio alla scrittura Catalana”. Ma allora si trovava in un’altra sede. 

Tutte le foto: Adrià Goula

Nel novembre 2016, la ditta Beta Conkret, S.A. conclude il restauro diretto dagli architetti Ricardo Flores and Eva Prats, adattando quello spazio sociale e proletario agli scopi teatrali di rappresentazione, sperimentazione e formazione. Un restauro che rispetta la storia, mantenendo la memoria del suo radicamento nel distretto industriale, divenuto quartiere per creativi dopo i cambiamenti avvenuti con le Olimpiadi del 1992. 

“Lo stato disastroso in cui abbiamo trovato l’edificio era interessante - hanno spiegato gli architetti Ricardo Flores e Eva Prats -  non tanto perché volessimo restaurarlo, ma perché volevamo portare le rovine avanti, farle partecipare alla nuova realtà con il loro carattere incompleto di periodi sovrapposti, (…) La sfida del progetto è quella di adattare l’edificio al nuovo uso senza bandire i suoi fantasmi”. Tra cui c’è anche l’aver funzionato come sauna. 

Flores e Prats hanno scelto non solo di lasciare al loro posto molti degli elementi già presenti, ma anche di non toccare alcune tracce sostanziali dell’edificio originale.  Molte delle qualità ambientali e decorative, risalenti a una Barcellona operaia capace di creare i propri spazi di intrattenimento, sono state accuratamente identificate e sviluppate attraverso numerosi disegni e modelli dettagliati: ogni elemento è stato mantenuto, dagli infissi alle porte, dalle piastrelle policrome alle finestre a rosone, dalle stratificazioni del tessuto murario all’intonaco. Segni del tempo che il progetto ha proiettato nel futuro, trasformando l’edificio in uno strumento per ampliare la ricerca teatrale della Sala.

All'incrocio di Carrer de Pere IV e Carrer de Batista, oggi la Sala Beckett può ospitare più spettacoli contemporaneamente (la sala inferiore ha 200 posti, quella superiore 120). La sala principale è uno spazio rettangolare neutro, dipinto di nero, con un sistema di luci motorizzate, modificabili per ciascuna opera. Il pavimento piano è di un materiale speciale fonoassorbente. Flores e Prats hanno consultato spesso Toni  Casares, attuale gestore, per comprendere le esigenze dei teatranti.

I visitatori d'ingresso vengono accolti in un ambiente quasi domestico, con un bar caffetteria che si pone in continuità con il tessuto urbano, caratteristica accentuata dall’apertura ad angolo della facciata, che rende le attività visibili e accessibili. Ma al piano terra vi sono anche gli uffici e i camerini per gli artisti, collegati alle scene da un corridoio periferico con vari accessi. Al primo piano, sala prove e un altro spazio, più grande, per la formazione e le performance. All’ultimo piano, infine, un'altra sala prove e aree di servizio. La complessa articolazione dell’edificio è amalgamata grazie alla luce proveniente dal lucernario d’ingresso che armonizza gli ambienti conferendogli un’atmosfera familiare. 

Come ha spiegato Casares, drammaturgo e regista, “La nuova Sala Beckett è uno spazio dove chi è tra il pubblico entra e respira, capisce e sente di non essere il consumatore di un prodotto industriale, ma la parte di un dialogo, una persona che dà senso a quello che accade sul palco”.

Oltre alla selezione per il Beazley Designs Award, il progetto della Sala Beckett - Obrador Internacional de Dramaturgia ha vinto numerosi premi, tra cui quello Europeo per l’architettura contemporanea, Mies van der Rohe Award 2017.

 

Taking Care of the Ghosts from The Architecture Player on Vimeo.

salabeckett.cat

floresprats.com

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di Roberto Fiandaca / 11 Ottobre 2017

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