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Elle Decor Italia

In vacanza alle Maldive su atollo di design

Il resort Cocoon, sull'isola di Ookolhufinolhu, è un luogo ad alto tasso di italianità, che si muove tra food e design

In vacanza alle Maldive sull'atollo Lhaviyani, isola di Ookolhufinolhu. Qui nel mare dell’Oceano Indiano, Alessandro Azzola ha da poco inaugurato Cocoon, il suo resort. E l'aggettivo possessivo non è un accento linguistico, ma bensì un rafforzativo perché l’imprenditore italiano, poco più che quarantenne, ha ottenuto in concessione dal governo maldiviano per i prossimi cinquant’anni questo fazzoletto di paradiso terrestre.
Perché di questo stiamo parlando: di un luogo sospeso nel tempo. Non a caso ogni atollo, a discrezione del proprietario, gode di un proprio fuso orario.

Raggiungerlo richiede pazienza, sono 14 le ore di volo, ma l’ultima mezzora in idrovolante, mentre sorvoli il mare maculato dal verde delle barriere coralline, ti convinci che quella che stai per scoprire è una meta magica. Alessandro Azzola, che di turismo se ne intende (è infatti titolare del tour operator Azemar insieme alla madre Mariarosa e ai fratelli Attilio e Andrea), l’ha scelta anche per questo: l’acqua è unica, la natura rigogliosa, ma non aggressiva, la spiaggia tanto argentata da illuminare a giorno con i soli bagliori lunari. Ma anche perché è poco distante dallo Sri Lanka e mantenersi su questa rotta vuol dire intercettare i turisti stranieri. La sfida è ingaggiarli, coinvolgerli in un’esperienza che punta su due eccellenze dell’italianità: food e design.

La cucina è nelle mani di Giovanni De Ambrosis, ambasciatore della cultura gastronomica varesina e chef-globtrotter professionista, che mixa sapori maldiviani, basilico e pasta fatta in casa, mentre il progetto di interior è affidato a Daniele Lago, designer e amministratore delegato dell’omonima azienda al quale, con i suoi progetti, piace esplorare nuove e diverse forme dell’abitare. Così è accaduto anche con Cocoon. 35 i milioni investiti da Azzola per la costruzione di circa 150 unità abitative, tutte indipendenti, diverse per tipologia e con accesso diretto al mare, sia dalla spiaggia sia dalle palafitte, tre ristoranti, due bar, una piscina e una zona spa. In tutte le stanze troneggiano i letti Air, nella zona bagno, a cielo aperto, il Lavabo Depth. Lastika nella reception e nelle zone relax e altalene nei patii davati al mare. E ancora, wallpaper alle pareti e cucina freestanding Air per la suite imperiale.

“Parliamo di una fornitura muscolosa” racconta Daniele Lago. “Del valore di circa un milione di euro”. Ma questa non è una storia di numeri, che certamente pesano, ma di contenuto. Perché gli arredi scelti dallo staff Lago insieme ad Azemar, sono tutti morbidi, gentili: sembrano galleggiare, appoggiati su lastre in vetro extrachiaro, oppure dondolano ancorati a soffitto. Reagiscono con forza elastica o proiettano Luci e Ombre a parete. “L’obiettivo per noi era avvicinarci a un mondo distante dal nostro e diffondere qualità”.

Dal gemellaggio progettuale tra Lago e Azzola è nata una nuova idea di accoglienza che punta sul dialogo e la contaminazione tra culture diverse: ed è il design a giocare il ruolo di player protagonista. “Sono due i pezzi-simbolo della nostro modo di portare ‘casa’ altrove: il tavolo Air MadeTerraneo e il Community Table. Il primo, con il piano in ceramica dipinta a mano, crea un cortocircuito estetico con l’atmosfera indiana, dimostrando che lo stile mediterraneo è quanto meno un’alternativa possibile all’etnico. Il secondo, rappresenta la possibilità di aprirsi alla convivialità di gruppo. Di coltivare relazioni e incroci che hanno e generano senso”.

Intanto tra il milione di utenti che attraversano i social di Lago, qualcuno sta già prenotando la sua settimana al Cocoon. Forse che il design vale (e genera valore) più del gossip? Welcome to (the new) Maldives.

www.cocoonmaldives.com

www.lago.it

 

 

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di Paola Carimati / 23 Giugno 2017
tags:

hotel , Maldive

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