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Waldorf Astoria, miti e leggende di un hotel che ha fatto la storia

L'hotel più sontuoso di Manhattan si prepara a una nuova svolta epocale, dopo una storia densa di eventi memorabili e ospiti illustri

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Waldorf Astoria New York Park Avenue Lobby © 2017 Waldorf Astoria

Icona dell’élite newyorkese, capolavoro Art Deco di opulenza e prestigio, il Waldorf Astoria di New York è l'hotel di lusso per eccellenza. Da qui sono passati Presidenti e star di Hollywood, tra queste mura si sono celebrati eventi memorabili e feste leggendarie. Dalla scorsa primavera però il Waldorf come lo conosciamo ha chiuso i battenti e non li riaprirà per tre anni almeno. Non temete, non si tratta di un addio definitivo. Un grandioso restauro è infatti appena cominciato, per volontà dei nuovi proprietari, i cinesi di Anbang, che nel 2014 hanno rilevato l'albergo dalla famiglia Hilton per l’equivalente di 1,84 miliardi di euro.

Waldorf Astoria New York Exterior © 2017 Waldorf Astoria

Che aspetto avrà il nuovo Waldorf Astoria? Preserverà innanzitutto l'eredità storica che lo ha reso famoso (la facciata e la lobby sono classificate come patrimonio artistico e non si possono alterare), riporterà agli antichi fasti molti degli originali dettagli Art Deco modificati o perduti nel corso del tempo, aggiornerà gli standard del servizio alle esigenze del ventunesimo secolo.

L'ambizioso progetto è affidato agli architetti di Skidmore, Owings & Merrill (SOM) e all’interior designer Pierre-Yves Rochon (PYR), per i quali lusso e grandeur sono pilastri inamovibili. Il restauro, il più ingente nella storia della Grande Mela, servirà semplicemente a traghettarli nel futuro. Cosa cambierà in concreto? Queste immagini sono solo un assaggio.

 

@ Skidmore, Owings & Merrill LLP/ rendering by Methanoia Inc

Per ora ciò che si sa con certezza è che oltre mille camere saranno convertite in appartamenti per multimilionari. A disposizione degli ospiti resteranno solo 3-400 stanze, che saranno ristrutturate e migliorate, mentre il pianterreno sarà il regno di negozi griffati e boutique. Per il Waldorf Astoria e per la città di New York sarà un cambiamento epocale. Ma l’albergo non è nuovo a metamorfosi rocambolesche.

La prima è strettamente legata alla sua stessa nascita: era il 1893 quando William Waldorf Astor, rampollo di una blasonata famiglia tedesca, inaugurò il suo Waldorf Hotel, ma il cugino John Jacob Astor IV non voleva essere da meno, e così, solo pochi anni dopo, nel 1897, fondò l’Astoria Hotel. I due edifici limitrofi, in mattoni, sorgevano sulla Fifth Avenue e portavano a Manhattan tutta la maestosità dello stile rinascimentale tedesco, con tanto di logge e torrette. Inizialmente separati, furono presto collegati da un corridoio, il Peacock Alley, diventando un unico hotel, il Waldorf Astoria, appunto. Non si trattava soltanto del più grande albergo del mondo in quel momento, ma anche dell'unico che metteva a disposizione dei clienti telefono, elettricità e bagno privato in tutte le stanze. Un nuovo concetto di lusso e comfort destinato alle élite si imponeva sulla scena internazionale.

Ma un altro radicale cambiamento doveva arrivare: nei primi anni 20, l’hotel era considerato  “datato” e la scintillante vita mondana di New York si era trasferita molto più a Nord, ai bordi di Central Park, tra sontuosi palazzi e musei. La famiglia Astor decise quindi di vendere l’hotel ai costruttori dell’Empire State Building, che lo demolirono nel 1929.  Se un capitolo glorioso si chiudeva per sempre, un altro stava per cominciare: il nuovo Waldorf Astoria fece il suo debutto su Park Avenue il primo ottobre 1931 e tornò subito ad essere l'epicentro del glamour e della mondanità.

Waldorf Towers Grand Suite © 2017 Waldorf Astoria

Disegnato dagli architetti Schultze e Weaver, l'edificio è un gioiello Art Deco in perfetto stile anni ’30. Il suo tratto distintivo è la snella torre centrale che svetta nel cielo di New York, nota come la Waldorf Tower. Quando fu inaugurato, l'albergo si riconfermò il più alto e il più grande del mondo, tanto importante da meritare persino una linea ferroviaria privata: il binario 61, collegato al complesso di Grand Central. Di qui transitavano gli ospiti più illustri e bisognosi di riservatezza,  come Franklin Roosevelt, per il quale fu anche costruito un ascensore apposito, delle dimensioni della sua auto. Roosevelt non è l'unico Presidente ad aver onorato il Waldorf Astoria con la sua presenza: da Hoover in poi qui ci sono passati tutti, tranne Barack Obama, che durante i suoi soggiorni a Manhattan preferiva un’altra sistemazione, in polemica, si disse, con la nuova proprietà cinese. 

Il rapporto tra il Waldorf Astoria e il potere del resto è sempre stato molto stretto: qui erano di casa Fidel Castro e i reali inglesi, gli alti delegati Onu e il Dalai Lama. Certo, non sempre le cose andavano secondo il protocollo, come quando un diplomatico iraniano ordinò il massacro di una pecora dal balcone della sua suite per una festività religiosa. In breve tempo e tra molto clamore fu espulso dal paese.

Waldorf Astoria New York Ballroom © 2017 Waldorf Astoria

Di aneddoti affascinanti e momenti storici, del resto, l'albergo ne ha a dozzine: fu qui che ad esempio vennero condotte le indagini sull'affondamento del Titanic, nel 1912. Tra le vittime del disastro c'era anche John Jacob Astor IV, il fondatore. Si ricordano però di più le pagine liete, come i galà sfarzosi e i balli che da sempre vanno in scena nella cornice del Waldorf Astoria. È qui che le fanciulle blasonate fanno il loro ingresso in società nel Ballo delle Debuttanti; al rito non si è sottratta neppure la più chiacchierata delle ereditiere, Paris Hilton, che tra queste mura ha passato l'infanzia. E sempre qui amavano alloggiare divi indimenticabili come Frank Sinatra, Grace Kelly ed Elizabeth Taylor. Marilyn Monroe rimase qualche settimana ma poi purtroppo finì i soldi e ripiegò su un posto più economico.

Waldorf Astoria New York Park Avenue Lobby © 2017 Waldorf Astoria

Il cinema non poteva certo farsi sfuggire una location del genere: ad aprire le danze fu Ginger Rogers, protagonista di un film del 1945 intitolato Week-End at the Waldorf. Seguirono Jack Lemmon e Sandy Dennis con Un provinciale a New York del 1970, e da allora il tributo di Hollywood all'hotel più glam del mondo non si è mai arrestato: da Al Pacino a Beyoncé ai Muppets, sono tutti pazzi per il Waldorf Astoria. 

Merito forse anche della cucina: qui è nata infatti la celeberrima Insalata Waldorf (fatta con mele rosse, sedano rapa, noci, insalata verde, uva bianca e nera, il tutto spruzzato con maionese e succo di limone). E poi le uova alla benedict e i cupcake red velvet, creati dai cuochi del Waldorf negli anni Quaranta. C'è da scommettere che nel menù ci saranno ancora, quando il nuovo albergo rivedrà la luce fra qualche anno. Come la sua storia insegna, i cambiamenti gli hanno sempre fatto bene, quindi non c'è ragione di dubitare che anche quest'ultima metamorfosi sarà un grande successo.

waldorfastoria3.hilton.com


di Elisa Zagaria / 15 Ottobre 2017

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