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Sedie design: 5 pezzi di cui ci siamo innamorati a Londra

Le più belle sedute che abbiamo trovato durante London Design Festival 2017

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Le sedie progettate da Yinka Ilori e Restoration Station hanno coinvolto una comunità di tossicodipendenti a riabilitarsi, impiegandoli in attività costruttive attraverso dei laboratori. Il risultato? Pezzi coloratissimi che raccontano ognuno la storia di chi le ha realizzate. 

Sedie design: da quelle che festeggiano collaborazioni a quelle green prodotte seguendo le regole dell'upcycling. Dalle riedizioni di sedie antiche in chiave contemporanea, a quelle che coinvolgono un gruppo di tossicodipendenti in fase di riabilitazione. Sono tantissime le sedie di design che abbiamo trovato durante il London Design Festival quest'anno, e ne abbiamo selezionate cinque. Le più curiose, per chi è alla ricerca di una sedia che porta con sé qualcosa di davvero speciale.

Edward Barber e Jay Osgerby festeggiano l'anniversario con una sedia
Quale miglior modo per festeggiare il loro 21° anno di collaborazione l'uno a fianco dell'altro, se non lanciare una nuova sedia design disegnata a quattro mani? E così, Barber e Osgerby presentano la loro Ballot Chair, durante London Design Festival, in occasione di Designjunction. Per realizzarla, i due si sono affiancati all'azienda Isokon Plus. La sedia di design in legno è disponibile in versione di rovere nero, rovere chiaro e con finiture laccate chiare; inoltre è estremamente leggera e semplicissima da impilare. Questo la rende ideale per ambienti domestici e commerciali.
Il duo, che nel 1996 ha fondato l'omonimo studio, conosce dal principio Isokon Plus, con la quale ha iniziato a collaborare 20 anni fa realizzando il Loop Table. Il loro lavoro coinvolge e mette insieme diverse tecniche di lavorazione del legno, in uno studio costante per migliorarne le performance e l'adattabilità in differenti contesti.

barberosgerby.com

 

Another Country e David Irwin insieme per creare una collezione di sedie

Creare una collezione di sedie moderne, in grado di raccontare al tempo stesso una storia antica era l'obiettivo dello studio Another Country. Per raggiungerlo, ha chiesto al designer David Irwin di realizzare Hardy, una collezione nata a seguito del lancio di una prima sedia di design, vincitrice del premio Designer Guild Mark lo scorso anno.

"Con questa collezione, che mi piace chiamare Famiglia Hardy, ho tenuto un occhio sul passato mentre mi concentravo sul presente. Volevo creare delle sedie nostalgiche, che avesser un'estetica contemporanea per gli ambienti odierni", spiega Irwin.
La serie di sedie, è stata esposta durante Designjunction all'interno della Cubitt House.

Il designer, che vive e lavora a Newcastle, è specializzato nella progettazione di mobili, design del prodotto e illuminazione. Lavora come progettista per Habitat, Deadgood e Juniper e dedica molta attenzione all’esplorazione dei materiali e dei processi di produzione, sia tradizionali che contemporanei.

anothercountry.com

davidirwin.co

 

Yinka Ilori e Restoration Station insieme per il design upcycling

Usare tutta la fantasia possibile per trasformare vecchie sedie ormai in disuso in sedie colorate e di design è stata l'impresa del designer nigeriano Yinka Llori, che si è unito a Restoration Station, un piccolo negozio vintage di mobili nella zona di Shoreditch, per aiutare una comunità di tossicodipendenti a riabilitarsi, impiegandoli in attività costruttive attraverso dei laboratori.

“I volontari hanno selezionato ciascuno un pezzo e hanno usato il colore come catalizzatore per raccontare le loro storie”, spiega Llori. “Quando ho lavorato con loro ho voluto che il processo di creazione fosse il più naturale e organico possibile. Qualsiasi errore diventava la parte più potente della narrazione della loro storia”.
In ogni pezzo è visibile l’impronta creativa vivace ed eccentrica del designer.

Yinka Llori non è nuovo a questo tipo di progetti in ambito di charity. Recentemente, ha lavorato anche a “A Swimming Pool of Dreams” (una piscina di sogni), dove ha collaborato con altri volontari tossicodipendenti con cui ha condiviso pensieri, senso dell'estetica e approccio al design.

yinkailori.com

sct.org.uk

Foto by Dan Weill Photography

Philippe Malouin e le poltrone per SCP

E' ispirata alla forma del cerchio la poltrona Group Chair, commissionata a Malouin da SCP, negozio di mobili londinese.

Per realizzarla, il designer ha generato forme circolari creando due pezzi dalla base bassa e arrotondata. Alla sedia, ha poi applicato una struttura girevole in acciaio. Il tessuto con cui è ricoperta è chiamato Ri, ed è stato disegnato da Raf Simons per Kvadrat. Si tratta di un composto di lana, viscosa e nylon. La seduta, inizialmente, era stata pensata per ambienti pubblici come club e lounges, ma si adatta perfettamente anche all'ambiente domestico.

Il designer canadese che attualmente vive e lavora a Londra è stato per anni nel team di Tom Dixon, oggi è il direttore dello studio di design Post-Office e di recente ha collaborato con marchi del calibro di Founded & Sons, Caesarstone, Izé, Swarovski e Bloomberg.

scp.co.uk

philippemalouin.com

La sedia con i super poteri firmata Pentatonic

Si chiama Plyfix Steat Shell la sedia creata dallo studio Pentatonic e composta interamente da materiali di riciclo presentata durante la mostra Design Frontiers alla Somerset House. Sedie bianche e sedie colorate (ce n'è per tutti i gusti) infatti questa sedia di design è disponibile in una vasta gamma di tonalità e il sedile in lana comprende un rivestimento waterproof estremamente resistente all’usura.

La sedia, composta da elementi intercambiabili tra loro, è progettata grazie a uno speciale sistema brevettato chiamato AirTool, che permette di assemblare i pezzi senza dover ricorrere a strumenti e materiali tossici come colle e resine.

Lo schienale è regolabile e flessibile, e fin qui sembra davvero un sogno. Ma cos'altro ha di davvero speciale questo prodotto? La qualità di filtrazione dell’aria circostante, conferita dal carbonio che lo compone.

L’obiettivo dello studio Pentatonic, è quello di continuare a esplorare l'ambito della sostenibilità attraverso il suo lavoro. Per farlo, si avvalgono da anni di svariati matriali di riciclo e non fanno alcun uso di additivi tossici.

 

londondesignfestival.com

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di Valentina Mariani / 7 Ottobre 2017

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