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Elle Decor Italia

Cristian Zuzunaga, designer del colore

Policromia e pattern d'autore per home collection esclusive dedicate ai tessuti e agli arredi

Tutto è cominciato da un microscopio. Cristian Zuzunaga infatti aveva deciso di studiare biologia. Attraverso le lenti di ingrandimento scopre che un qualsiasi oggetto si può scomporre in infinite particelle, ottenendo diverse combinazioni, e che il colore, materico e a volte così netto, può sfumare e variare in cromie sorprendenti.

Affascinato dalle infinite potenzialità che la forma e il colore possono avere, lascia gli studi scientifici e inizia a studiare arte, grafica e tipografia a Londra. Nel tempo libero viaggia, stimolato dal mix culturale che respira in famiglia: la madre è catalana, il padre peruviano. Vive a New York, Los Angeles, Milano, Londra, Parigi e comincia a lavorare nel mondo della grafica e della fotografia. Successivamente si dedica anche alla scultura, al textile design e all’arredamento.

Oggi Cristian Zuzunaga si divide tra Barcellona e Londra, ha un suo sito di e-commerce dove vende le proprie creazioni, e vanta già importanti collaborazioni con aziende come Kvadrat, Ligne Roset, NaniMarquina, oltre a Brintons, Danskina e Hästens. Ecco cosa ci ha raccontato di sé e del suo stile.

Dagli studi scientifici ad artista e designer: c’è un collegamento?
Il mio approccio all’arte e al design ha comunque qualcosa di scientifico. Cerco sempre ciò che è nuovo, ancora invisibile, per trasformarlo in un progetto reale. Per lo più lavoro con i colori, i tessuti e le forme, combinandoli insieme nelle fogge più diverse.

Tu hai già collaborato con importanti aziende d’arredamento. Quanto conta, in un incarico, la tua libertà espressiva?
Tutto quello che disegno e creo dal 2004 lo faccio principalmente per me stesso. Non seguo le mode né le tendenze. Ogni artista deve mantenere una propria integrità e coerenza se vuole essere libero di esprimersi. Con il mio lavoro cerco di capire il momento in cui viviamo e di interpretarlo con uno stile narrativo personale. Se poi, come è successo, ci sono aziende che capiscono la mia filosofia e mi cercano per collaborare, la cosa mi fa solo piacere. L’artista è come un canale: se è connesso sulla frequenza giusta può attrarre e generare energia.

I tuoi lavori spaziano dai tappeti ai tessuti, dalle sculture alle installazioni. C’è qualcosa in cui non ti sei ancora cimentato?
In un certo senso ho la sensazione di non aver ancora cominciato a fare niente. Ci sono così tante cose da esplorare e scoprire! I miei studi sui colori, da applicare a forme e materiali diversi, richiedono tanto tempo, ma per fortuna non sono un tipo ansioso.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Dopo 10 anni dalla laurea ho deciso di ritornare alla mia passione per la tipografia e la stampa manuale. Mi voglio dedicare nuovamente a questa arte, così antica e stimolante. Per quanto riguarda le collaborazioni, mi piace sceglierne una all’anno. Di recente ho concluso delle collaborazioni con Brintons e Metalarte e, da novembre, ho creato la mia prima collezione di maglieria da uomo. Ora ho in programma un nuovo progetto con La Rinascente di Milano, che sarà presentato al Salone del Mobile 2015.

Info:
www.kvadrat.dk
www.ligne-roset.it
www.danskina.com
www.nanimarquina.com
www.metalarte.com
www.brintons.co.uk
www.hastens.com


di Maria Chiara Antonini / 14 Novembre 2014

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