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Elle Decor Italia

Le 6 regole del fixing

Come e perché riparare e riciclare i pezzi di design

Riparare, riciclare, evitare di rincorrere sempre l’ultimo modello sul mercato o l’ultima moda. È un trend intelligente e altruista. Chi lo fa diventa subito un role-model, un esempio da imitare. Spesso si tratta di progettisti stanchi di contribuire a prodotti dal design obsolescente o dall’hardware a vita limitata, impossibili da smontare e riparare.

“Ero stufa di dovere comprare roba nuova in continuazione”, racconta Jane ni Dhulchaointigh, “frustrata con gadget progettati per non durare più di qualche anno. L’inventrice di sugru sognava un prodotto capace di riparare tanto il mestolo da cucina che l’iPhone ma, soprattutto, di ridare glamour all’idea in disuso di riparare ciò che già abbiamo. Mentre studiava product design al Royal College di Londra, inventò una pasta di silicone e polvere di legno riciclata da una falegnameria. Ci vollero poi altri dieci anni di esperimenti per trasformare la poco appetibile e puzzolente pasta marrone in una sorta di “space age rubber”, coloratissima e piacevole da maneggiare. A quel punto, sugru diventò oggetto di culto (tanto che Time magazine la nominò una delle grandi invenzioni del 2010, persino prima dell’Ipad!) e il fixing un vero e proprio movimento".

“Il motto sul website della nostra compagnia (http://sugru.com), che oggi ha una sede in Inghilterra e una negli Stati Uniti, è semplice e inconfutabile: the future needs fixing. Gli esempi e i consigli vengono direttamente dagli utilizzatori, una comunità che già conta centinaia di migliaia di persone nel mondo”.

È una filosofia condivisa non solo dai fedelissimi di sugru ma da sempre più persone che cercano o mettono istruzioni per riparazioni DIY tra i video di Youtube, zeppe di dettagli visivi che illustrano ogni passaggio, oppure sul sito di iFixit, che vende parti di ricambio per il fai da te tecnologico e offre consigli gratuiti.

“È l’idea rivoluzionaria per il terzo millennio”, commenta ancora Jane ni Dhluchaointigh, “semplice da mettere in pratica ma con un potenziale di trasformazione enorme”.  E come ogni rivoluzione, ha il suo manifesto.

Con principi efficaci come:
1. Se è rotto, riparalo. Perché risolvere praticamente i problemi dell’esistenza quotidiana è la più bella forma di creatività esistente.
2. Se non è rotto, miglioralo. Una piccola, intelligente aggiunta può migliorarne l’uso per gli anni a venire.
3. Dai ai tuoi prodotti una lunga vita. Se duplichiamo la lunghezza della vita dei nostri prodotti, dimezziamo la quantità che va alla discarica.
4. Fai resistenza alle mode e agli upgrade inutili. Servono a incrementare la cultura dell’usa e getta.
5. Non lasciare che le ditte industriali ti trattino da consumatore passivo. Ogni volta che spendi denaro, voti per il tipo di prodotti che vuoi abbiano successo. Compra prodotti che possano essere riparati.
6. Una cosa riparata è una cosa bella. Ogni riparazione, professionale o improvvisata, ha una storia da raccontare… E via riciclando.


di Gloria Mattioni / 22 Gennaio 2014

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