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Elle Decor Italia

Gerhard Richter e la sua arte sperimentale

A Basilea una mostra ripercorre la creatività poliedrica dell’artista tedesco

La Fondation Beyeler di Riehen, a Basilea, dedica a Gerhard Richter una mostra con l’intento di omaggiare uno degli artisti più poliedrici del nostro tempo. Eclettico nella sua costante ricerca di nuovi linguaggi figurativi, l’artista tedesco negli anni è diventato celebre per le sue trasposizioni su tela di immagini tratte dal mondo della fotografia. I suoi “foto-dipinti” hanno ispirato innumerevoli interpretazioni del concetto di realtà e di quello più astratto della illusione.

Negli spazi della fondazione, disegnata da Renzo Piano, si possono ammirare fino al 7 settembre alcune delle sue opere più famose, radunate in serie e cicli. Tra queste, quella che fece più discutere quando fu realizzata si intitola “Acht Lernschwestern” del 1966. L’artista riprese i ritratti di alcune giovani infermiere assassinate, apparsi sui giornali all’epoca, con l’intento di instaurare un nuovo dialogo semantico staccandole dal loro contesto descrittivo legato al fatto di cronaca. Nel ciclo “S. mit Kind” Gerhard Richter invece ha voluto rielaborare la classica iconografia legata alla figura della Madonna, creando un nuovo insieme pittorico partendo da fotografie di famiglia.

Molto interessante è anche la serie “Strips”, creata fotografando un dipinto astratto, i cui particolari sono poi stati rielaborati in maniera digitale. Altrettanto sperimentali sono Spiegel e le lastre di vetro “12 stehenden Scheiben” e “9 Scheiben (Kartenhaus) “con le quali il visitatore della mostra diventa un soggetto attivo. Non mancano infine le sue opere singole più famose, quali “Betty”, “Lesende” ed “Ella”, oltre alle serie “Bach”, “Kerzen” e “Schädel”.


di Maria Chiara Antonini / 11 Luglio 2014

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