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Elle Decor Italia

Takashi Murakami a Milano

Intervista con l'artista giapponese in mostra nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale

L’artista giapponese Takashi Murakami è in scena a Milano, fino al 7/9 2014, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale con la mostra curata da Francesco Bonami, Il ciclo di Arhat, dove la sua famosa iconografia di margherite sorridenti, funghi ipnotici e occhi ammiccanti cede il passo a personaggi affranti, monaci addolorati e spauriti.

Ad accogliere il visitatore l'Oval Buddha Silver, preziosa scultura bagnata nell'argento, che si rifà alla cultura dei Manga, e una serie di nuovi autoritratti dell'artista.

Il termine Arhat indica "qualcuno che ha raggiunto uno stato di illuminazione": puoi raccontarci come nasce la mostra?
In questa serie affronto il tema della società umana e dei suoi problemi, un tema che è da sempre al centro della mia ricerca artistica, ma lo sviluppo in maniera diversa dal passato. Il disastro provocato dal terremoto e dallo tsunami di Fukushima hanno cambiato il mio registro espressivo, mi hanno illuminato, hanno svegliato la mia coscienza. Prima dipingevo sempre figure gioiose, fiori aperti in larghi sorrisi, icone positive del Giappone di oggi: nel Ciclo di Arhat, grandi dipinti lunghi fino a 10 metri, quegli stessi personaggi hanno perso il loro sorriso smagliante, sono espressione di pena, soffrono come ha sofferto chi è stato colpito dagli esiti nefasti di Fukushima. Il visitatore dovrà prendere coscienza.

A Palazzo Reale si possono sentire gli echi della grandeur di Versailles dove nel 2010 hai presentato la tua grande retrospettiva. Inoltre la Sala della Cariatidi presenta ancora, volutamente rispettate dal restauro, le ferite dei bombardamenti della II Guerra Mondiale. Un set perfetto per Arhat. Come interagisce la tua arte con lo spazio?
È stato Bonami, il curatore, a scegliere con grande sensibilità la location. I miei dipinti si relazionano bene con il luogo. Qui presento un mondo complesso, con riferimenti all'arte antica, a quella tradizionale giapponese nihonga, alle anime. So che ci sono in Italia molti fan dei Manga: spero potranno vedere da vicino il mio lavoro.


di Laura Maggi / 21 Agosto 2014

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