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Elle Decor Italia

Artemest.com: il nuovo indirizzo dell’artigianalità italiana

Intervista a Ippolita Rostagno, fondatrice della piattaforma e-commerce

La fatica di cercare le 'botteghe' piccole e grandi, affermate e sconosciute che custodiscono l’antica sapienza italiana del fare artigianale l’ha fatta lei, Ippolita Rostagno, nell’anno sabbatico speso ad andare su e giù per la penisola e bussando di porta in porta. Ora tutto questo tesoro è entrato in un’unica grande vetrina sul web: Artemest. The online destination for timeless craft, il modo più facile e veloce per sapere e vedere chi fa cosa e comprarlo da qualsiasi luogo ci si trovi. Organizzato per categorie merceologiche, il portale è un ampio catalogo delle produzioni legate al vasto mondo della casa: dai mobili alle lampade all’oggettistica. Dai prodotti classici, custoditi negli archivi delle diverse imprese, a nuove linee sviluppate per il portale.

Iniziamo dalla domanda di rito: come è nata l’idea?
Sono nata e cresciuta a Firenze e la Toscana ha influenzato molto la mia grande passione per i materiali e la lavorazione artigianale, che ho coltivato e imparato intraprendendo studi artistici, prima in Italia e poi negli Stati Uniti, dove mi sono trasferita venticinque anni fa. Qui ho intrapreso la mia professione di designer di gioielli, mi sembrava un modo diretto per entrare nella manualità, e ho fondato il marchio Ippolita. Non ho mai reciso il cordone con l’Italia e con i suoi artigiani, proprio per motivi di lavoro, ma negli ultimi anni mi sono imbattuta nella chiusura progressiva di molte imprese e dello sgretolamento delle filiere basate su lavorazioni dei più piccoli elementi che compongono i prodotti finiti. Non mi capacitavo del modo in cui si stava disperdendo la ricchezza delle tradizioni e del fare italiano e delle economie.

Una passione che si è tramutata in una missione e quindi in un’impresa?
Mi sono accorta che la causa della scomparsa dei laboratori artigianali, non è la mancanza di lavoro ma di occasioni, c’è un’assenza di comunicazione. E soprattutto la mancata trasmissione alle giovani generazioni, che non ne hanno considerato le opportunità in termini di libertà creativa ed economica. Per questo, un paio di anni fa ho iniziato a operare nella formazione creando master per la Bocconi di Milano e la Luiss di Roma, per dare consapevolezza dell’importanza della creatività nell’imprenditoria, ma non era sufficiente ad arrestare il processo. Ho quindi avviato collaborazioni con le associazioni di categoria per operare direttamente sul territorio, ma mi sono scontrata con una miopia imprenditoriale e di marketing non calibrata sulle esigenze contemporanee. E allora ho dovuto ricalibrare le mie iniziative su come salvare il salvabile, rimpacchettarlo e raccontarlo al mondo esterno.

Salvare l’economia, ma anche le ragioni culturali?
Sì, quando si entra nel mondo della manualità si scoprono le ragioni culturali in cui nascono le diverse lavorazioni. Quello che si fa in un luogo non si fa nello stesso modo in un altro. Noi italiani riusciamo a inglobare secoli di storia e arte senza neanche pensarci e ogni territorio ha la sua specifica lavorazione di un determinato materiale. Non ce ne accorgiamo perché la bellezza ci attornia fin dalla nascita e abbiamo dimestichezza con la diffusa sapienza del fare. Ma tutti gli altri, nel resto del mondo, sì. È questo che mi interessa diffondere con Artemest.

Come si sviluppa il portale Artemest?
Abbiamo scelto una grafica semplice che mette tutti sullo stesso piano persone e imprese note e meno note e di diverse dimensioni. È un veicolo per entrare nei luoghi, nella storia di ogni prodotto attraverso i video che documentano anche i processi produttivi. È diviso per categorie merceologiche ed è uno strumento utile per approfondire, per comprare gli oggetti, per leggere articoli di attualità che si agganciano alle varie artigianalità in Italia e all’estero e per capire come è possibile svecchiare le tradizioni e cercare nuove strade.

artemest.com


di Porzia Bergamasco / 15 Giugno 2015

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