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Elle Decor Italia

Arredare casa? Con le carte da parati di Elena Salmistraro è un gioco da bambini

Texturae: wallpaper contemporanee per decorare le pareti di casa tra colore e disegni grafici

Sempre a metà strada tra arte e design di prodotto, la milanese Elena Salmistraro, classe 1983, ha presentato durante la scorsa Milano Design Week un progetto di carte da parati per bambini realizzato per il brand Texturae all'interno della nuova Yarn Collection.
Giocosa, ironica, coloratissima, questa serie di rivestimenti murali nasce insieme alla giovane azienda Texturae con l'obiettivo condiviso di liberare l'arte da musei e gallerie, consentendole di invadere il quotidiano, sublimando il tradizionale wallpaper (direzione artistica: Serena Confalonieri). Le abbiamo chiesto:

Una collezione di carte da parati dedicata ai bambini. Come nasce l’idea?
Qualche mese fa ho ricevuto l'invito da parte di Texturae, una nuova azienda che produce carte da parati, per partecipare alla loro nuova collezione. La cosa mi ha subito entusiasmata, anche perché avevo la possibilità di utilizzare le mie illustrazioni e il mio stile grafico per renderle uniche. I soggetti sono emersi spontaneamente, senza alcuna forzatura: sinceramente non avevo mai pensato di fare dei disegni solo per bambini, è semplicemente successo.

Sappiamo che al design di prodottp accosti anche quadri, disegni e murales. C’è un filo rosso che lega i tuoi lavori?
Ovviamente, il disegno è per me la prima forma di comunicazione, quella che mi viene più naturale. Molto probabilmente con i quadri o le illustrazioni cerco di raccontare una parte più intima di me stessa, mi libero delle mie paure o dò vita a sogni e fantasie. Disegnare oggetti, invece, è per me un modo per liberare il mio lato più razionale, più attento, se vogliamo più maturo. Se dovessi fare un parallelo direi che i quadri sono paragonabili a una conversazione tra amiche, mentre il design è un discorso serio rivolto ad una grande platea: sono semplicemente le due facce della stessa persona.

Come prosegue la tua collaborazione con Bosa Ceramiche?
Con Bosa si è instaurato ormai un ottimo rapporto, oltre che professionale anche umano: c'è una bella sintonia, oltre che una stima reciproca e questo aiuta moltissimo il processo creativo. Posso solo dire che presto arriveranno nuovi progetti, ma per adesso è tutto rigorosamente top secret. Lo scorso aprile abbiamo lanciato i nuovi carillon "I Molossi", della collezione "Non ti scordar di me" e riproposto i contenitori Khepri e Loricato, già presentati l'anno scorso per la mostra Animalità .

Da milanese doc, come vivi in genere il momento della Design Week?
È il momento più intenso dell'anno. La città è in fermento, una strana energia coinvolge tutti, addetti al settore e non, c'è qualcosa nell'aria di coinvolgente, e lo sbocciare della primavera fa la sua parte.
Gli eventi, come sempre, sono tanti e molto interessanti: basta trovare il modo di organizzarsi per non perdere i migliori.

Quali sono i quartieri o le vie che preferisci durante la settimana del design e perché?
Non ho delle zone o vie preferite, anzi, se c'è proprio una cosa che mi affascina in questi ultimi anni è la diversità che si sta evidenziando tra le varie zone della città. Brera con i suoi spazi e gallerie ospita progetti che fanno comunicare l'arte con il design. Ventura Lambrate ha un carattere internazionale, fresco e sperimentale. Zona Tortona è quella più istituzionale. Mi piacerebbe che ogni distretto iniziasse a parlare la propria lingua, mettendo in mostra ciò che possiede, nasconde e custodisce: sarebbe anche un modo fantastico per scoprire una Milano che ha moltissimo da offrire.

Sei stata selezionata per la mostra "W-Women in italian design” alla Triennale di Milano. Che ruolo hai all'interno della mostra in calendario fino al prossimo 19 febbraio? E che effetto ti ha fattto essere stata parte di una Esposizione Universale?
Sono davvero onorata di aver fatto parte dell'esposizione universale. Io, nel mio piccolo, ho contribuito esponendo le lampade MRND disegnate per Seletti, una bottiglia della collezione Poets realizzata dal maestro Massimo Lunardon, una statuetta in ceramica dipinta a mano dedicata ad Alessandro Guerriero e un coprivaso realizzato con degli origami che rappresenta i miei esordi del 2009.

www.elenasalmistraro.com

 

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di Marzia Nicolini / 6 Giugno 2016

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