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Elle Decor Italia

I cortometraggi di Elle Decor Italia: Marina e Swing

Dalla carta al grande schermo, gli interni del magazine diventano protagonisti di due film realizzati da giovani talenti. In collaborazione con OffiCine

Quando scegliamo una casa e decidiamo il taglio di un servizio, capita spesso di immaginarlo come un film. Definiamo le inquadrature iniziali, quelle che devono creare attesa, suspense, e selezioniamo lo scatto fondamentale, il colpo di scena da pubblicare a tutta pagina: la scena madre. Da qui l’idea di spingerci oltre e – per festeggiare i nostri primi 25 anni – provare una nuova avventura: trasferendo il nostro immaginario dalla carta stampata al grande schermo. Per la prima volta in assoluto. Affidando questo racconto allo sguardo inedito di giovani talenti: interesse, da sempre parte del DNA di Elle Decor Italia.

Dieci le borse di studio messe in palio per raccontare, con l’aiuto di OffiCine — laboratorio nato dalla collaborazione tra IED Istituto Europeo di Design e Anteo Spazio Cinema – due residenze in maniera totalmente nuova. Il risultato è stato coinvolgente, dalla partecipazione degli attori – tra i quali Giuseppe Battiston e Anna Ferzetti – fino alla selezione con Silvio Soldini, direttore artistico del workshop, delle case tra le tante pubblicate.

“Ho seguito e coordinato i ragazzi, ma sono stati loro a sviluppare le storie in un lavoro che, come sempre accade nel cinema, è stato corale”, ci spiega il regista di Pane e Tulipani e Giorni e Nuvole. La scelta delle residenze è stata impegnativa, perché sarebbero state le vere protagoniste dei cortometraggi e
lo stimolo per due sceneggiature tagliate ad hoc. Quante volte, guardando un film, abbiamo pensato che quella storia non avrebbe potuto essere girata in posti diversi. Quante volte pensando alla trama abbiamo notato che la forza del racconto fosse enfatizzata dal fascino di un luogo.

Spinti da questo entusiasmo abbiamo individuato due case completamente differenti. Una cittadina, caratterizzata da uno spazio rigoroso illuminato dall’alto, popolato con gusto scenografico da arredi da collezione: l’abitazione dello stilista Maurizio Pecoraro disegnata da Dordoni Architetti, protagonista del noir Marina. L’altra, la villa di campagna della designer Terri Pecora e dell’architetto Nic Bewick, immersa nel verde e aperta al paesaggio, location d’eccezione del corto intimista Swing.

“Un luogo può suggerire le storie più diverse e influenzarle. Ma anche una particolare sceneggiatura può determinare la scelta o la trasformazione di uno spazio reale”, continua Soldini. In questo caso le condizioni c’erano tutte: due residenze dall’identità fortissima in grado di offrire ai giovani registi lo stimolo per le loro storie. “Le case sono state selezionate dopo aver visionato diverse possibilità. Il fatto che fossero tutte di grandi dimensioni ha sicuramente agevolato la scelta, vista la necessità di spazio per effettuare i movimenti di macchina necessari”.

Così abbiamo imparato molti segreti del cinema: gli accorgimenti per poter girare, la scelta delle luci, come collocare le macchine da presa, il lavoro di gruppo fondamentale per la riuscita di un film. “Lavorare con i giovani è sempre una bella esperienza, perché si è investiti del ruolo di tutor. L’importante è farlo senza imposizioni: aiutarli a correggere alcuni errori di scrittura o di linguaggio, ma sempre con discrezione”, ci svela Giuseppe Battiston, tre David di Donatello e un Nastro d’Argento come attore non protagonista.

 

 

Poi c’è la relazione con il luogo, componente basilare per chi recita. “Il rapporto con lo spazio è fondamentale per un attore, sia che lavori nel cinema sia che reciti in teatro. Nel ruolo che interpreto in Swing si capisce che il personaggio è stato distante dalla vita che si è svolta in quella casa ma, durante lo svolgimento, si riappropria del luogo, ne recupera la frequentazione”, continua Battiston. Insomma, lavorare in un contesto reale come quello delle nostre case ha determinato il valore aggiunto ma anche qualche difficoltà da risolvere.

“All’inizio avevo delle perplessità”, confessa Soldini. “La casa milanese era ricca di oggetti e conoscendo i movimenti di una troupe fatta di tante persone temevo il peggio. Nella villa della campagna piacentina, invece, la presenza di ampie superfici vetrate era un rischio soprattutto per il direttore della fotografia. Difficile in questi spazi riuscire ad avere il controllo della luce. Ma alla fine è andato tutto benissimo”.

 

 

Gli attori ci hanno fatto capire quanto siano stati influenzati dalla particolare natura delle case. “Lo spazio è la prima cosa alla quale, anche senza saperlo, l’attore si rapporta. Le luci di una stanza, il modo di riflettere i suoni, l’arredamento diventano il territorio naturale in cui si muove”, ci spiega Anna Ferzetti, protagonista del corto ambientato nella residenza milanese. “Nella sceneggiatura di Marina gli oggetti di design sono stati scelti da mio marito, il loro valore quindi non è solo estetico ma anche narrativo, diventando così simboli della storia”. Quindi grande importanza alla relazione tra immagine e significato. “Proprio nel rispetto del rigore formale scelto dal regista, sgualcire l’abito rosso che indossavo sarebbe stato un problema. Così, durante le pause, non potevo sedermi, rimanendo sempre in piedi. Unico rimedio cercare di trovare conforto nel sostegno di due poltroncine di design che per lungo tempo mi sono state vicine”: gioie e dolori del cinema.

Dietro le quinte ci siamo divertiti a scoprire i segreti degli attori, momenti comici tra una scena e l’altra, e piccole sorprese durante le prove. “All’inizio volevamo girare anche sul tetto-giardino della villa, ma abbiamo capito che le piante erano troppo delicate per ospitare la troupe e abbiamo rinunciato”, ci svela Battiston. E per una scena in cui doveva tirare un colpo con una mazza da golf confessa ridendo: “Non avevo mai giocato. Ma, nonostante tutto, sono riuscito a girarla facendo pochissime prove. Ho scoperto di avere grandi potenzialità”.

officine.ied.it

 

MARINA

Soggetto e sceneggiatura: Alessandra Cardone

Regia: Marco Gradara

Montaggio: Gianluca Bassi

Fotografia: Diego Diaz

Produzione: Fabiana Maria Lavezzi

Cast: Anna Ferzetti, Fabio Sartor, Gian Marco Tavani, Federica Vai

Suono in presa diretta: Michele Brambilla

Mix suono: Massimo Mariani

Color: Start-Riccardo Annoni

 

SWING

Soggetto: Maxime Lindon e Maria Guidone

Sceneggiatura: Maxime Lindon

Regia: Maria Guidone

Montaggio: Alessandro Alliaudi

Fotografia: Francesco Marullo

Produzione: Giulia Palladini

Cast: Giuseppe Battiston, Cristina Cappelli, Matilde Facheris, Marta Mungo

Suono in presa diretta: Giulia Paggiarin

Mix suono: Massimo Mariani

Color: Start-Riccardo Annoni

 


di Filippo Romeo / 9 Ottobre 2015

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