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Elle Decor Italia

Fondazione Prada: dal backstage di una mostra alla performance Atlante del gesto di Virgilio Sieni

Le immagini in esclusiva del disallestimento di Serial Classic e delle prove di danza della performance ideata dal coreografo toscano

Uno spazio in continua trasformazione: aperto alla città, luogo di mostre e performance, libero dalle convenzioni. È l’obiettivo stabilito fin dall’inizio dagli artefici della Fondazione Prada, Patrizio Bertelli e Miuccia Prada che, con Rem Koolhaas per l’architettura, hanno omaggiato la città di Milano con una struttura flessibile e ambiziosa. Uno spazio polifunzionale che, a pochi mesi dall’inaugurazione, si evolve giorno per giorno ospitando eventi culturali, proiezioni e danza.

 

 

Come il ciclo di azioni Atlante del gesto concepito dal coreografo Virgilio Sieni e messo in scena, fino ai primi di ottobre, nel Podium. Il parallelepipedo vetrato dove era allestita Serial Classic, la grande mostra di scultura curata da Salvatore Settis e Anna Anguissola, si è trasformato così in un palcoscenico d’eccezione. E i piedistalli in travertino che ospitavano le sculture grecoromane sono diventati il piano d’azione di 74 danzatori. “Sono stato invitato a elaborare un progetto che indicasse, attraverso la danza, un nuovo modo di abitare lo spazio”, ci spiega Sieni. “Alcune sculture sono state particolarmente indicative: la Venere accovacciata, i corridori in bronzo, il torso di Penelope. Tutto questo ha suggerito una coreografia che si ispira alla fragilità e all’archeologia del corpo”.

Noi abbiamo potuto assistere, in esclusiva, a tutte le fasi di preparazione: dal disallestimento delle opere alle prove. “Una sorta di reverse engineering, smontare un ingranaggio per vedere come è fatto”, ci racconta Settis. Un’esperienza unica, dietro le quinte di una macchina complessa e affascinante.

Osservare gli spazi disegnati da Rem Koolhaas durante le fasi di “trasloco” è come assistere a una performance. “La capacità di trasformazione dell’edificio è totale. Lo spazio può essere allestito in modo sempre diverso a seconda delle esigenze espositive senza nessuna limitazione”, conferma Federico Pompignoli, senior architect e responsabile di progetto dello studio OMA.

Ognuna delle sculture viene inscatolata in una speciale struttura di legno, che assicuri stabilità a ogni singola porzione di marmo, per poi essere inserita nelle grandi casse di compensato che campeggiano come installazioni d’arte contemporanea. “Le mostre di scultura sono particolarmente delicate, perché le opere, anche se hanno resistito per duemila anni o più, sono molto reattive a qualsiasi urto o trauma. Perciò la cassaforma, che costituisce una specie di ‘negativo’ nel quale ogni statua si adagia come in una culla, è il metodo più sicuro di trasporto”, ci spiega Settis.

Ed è l’inizio di un viaggio che riporta capolavori millenari in patria. “La destinazione più remota è il Getty Museum di Los Angeles. Ma il prestito più difficile è stato quello della Penelope dal Museo Nazionale di Teheran, che ci ha consentito di esporre per la prima volta un originale del 450 a.C. con tutte le sue copie di età romana”, confessa. Le opere di Serial Classic lasciano gli spazi della fondazione e le piattaforme si animano dei gesti e dei movimenti ideati da Virgilio Sieni. “In un concetto di serialità che, in questi cicli coreografici, viene trasmesso da un individuo all’altro secondo un’infinità di tenui variazioni”, spiega il coreografo fiorentino. Movimenti calcolati in ogni dettaglio e messi in scena non soltanto da ballerini professionisti ma anche da gente comune. A dimostrare che il gusto per la ricerca e l’attenzione all’arte contemporanea non deve essere distante da noi. Ma può essere patrimonio di tutti.

www.fondazioneprada.org


di Filippo Romeo / 9 Ottobre 2015

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