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Elle Decor Italia

Aspettando Gualtiero Marchesi

Work in progress: un resort in una vecchia dimora medioevale

Un anno intenso il 2014 per il Maestro della cucina italiana, Gualtiero Marchesi, che abbiamo incontrato durante un sopralluogo al Castello di Agrate Conturbia (NO) dove è work in progress il progetto di ristrutturazione della dimora medioevale nel nuovo Gualtiero Marchesi Resort (il nome è ancora in standby, ndr).  

Come nasce l'idea di trasformare un Castello del 1200 in un resort che porta la sua firma?
Nasce dalla volontà di realizzazione il sogno di un luogo dell'ospitalità a 360 gradi che rispecchi esclusivamente il mio pensiero, il mio gusto, il mio stile, con la maturità piena della mia esperienza. Un ritorno alle origini (i miei avevano l’albergo Il Mercato) con gli strumenti e l’esperienza di oggi.

Come sarà strutturato?
Potremo contare su trentacinque camere, alcune di queste suite, una SPA naturale, due piscine, il mio ristorante, un parco di undici ettari attorniato da altri duecento di boschi e prati e un golf internazionale con 18 buche.

A chi è stato affidato il progetto di ristrutturazione e interior design?
Chi si occupa della ristrutturazione è un giovane architetto, Marco Savorelli. Per quanto riguarda la scelta degli arredi il mio gusto è fondamentale e mi sta aiutando a realizzare quello che ho in mente l'amico Ettore Mocchetti, che ha già realizzato il Marchesino al Teatro alla Scala. E poi alcuni amici artisti.

Che cosa offrirà?
La vera ospitalità, una cucina sana, la creatività al servizio di un'alimentazione buona, un luogo dove tutto ruoti attorno al cliente e al suo benessere.

Secondo i programmi aprirà in autunno ma a Milano ci saranno assaggi della proposte del castello a partire da gennaio. Come articolerete gli incontri? Quali chef saranno protagonisti?
Le persone che hanno lavorato con me in Franciacorta mi seguono al Castello. In questi mesi al Marchesino di Milano metteremo a punto le nuove proposte e le presenteremo alla clientela milanese. Stiamo lavorando al programma in questi giorni e non saremo pronti prima di marzo. Tenga conto che in Franciacorta le cucine sono state operative fino alla cena del 31 dicembre 2013.

Il 2014 segnerà anche il passaggio a un altro approdo importante: la Fondazione Marchesi a Villa Mylius a Varese nel 2015 dove si terranno i corsi di alta formazione. Uno step successivo ad Alma?
La Fondazione si occupa di tutte le arti, dalla musica alla cucina, e in Villa Mylius nascerà l'Accademia Gualtiero Marchesi che si occupa del percorso formativo necessario per arrivare a concepire la cucina come forma d'arte. ALMA svolge l'importante ruolo di insegnare ai giovani a cucinare in modo corretto, insegna le basi; la mia Accademia dovrà seguire e guidare i cuochi durante il percorso professionale per portarli all'essenza della cucina, alla cucina come espressione di un pensiero artistico.

Chi formerà? Ci può parlare di questo nuovo progetto che corona un percorso iniziato nel 2004?
La Fondazione occuperà la maggior parte del mio tempo e mi voglio dedicare in prima persona a trasferire tutto il mio sapere. Ci saranno i miei discepoli a coadiuvarmi e uno staff composto da grandi professionisti. Grande attenzione sarà rivolta anche alla formazione degli insegnanti, perché è da lì che bisogna iniziare. La didattica è una cosa seria e in particolare in questo campo non è sufficientemente considerata.

Data la sua lunga esperienza sul campo, come spiega il crescente interesse dei giovani per la formazione in campo gastronomico? Il food ha la stessa forza attrattiva che hanno avuto gli studi di economia e ingegneria in passato? La Fondazione Marchesi sarà il nuovo Politecnico? La nuova Bocconi?
Il potere dei media e della TV in particolare hanno creato un fenomeno non prevedibile. Quando iniziai negli anni ‘50 i cuochi erano considerati al penultimo gradino della scala sociale, adesso sono paragonati alle star del cinema. Ci possono essere grandi soddisfazioni, ma è un lavoro che richiede una costanza in termini di tempo e di dedizione. Concordo con l'amico Ermanno Olmi che considera la cucina la più importante tra le arti perché comprende anche la scienza, la chimica, la fisica, e da essa dipende la nostra salute. La Fondazione ha il compito di riempire un vuoto culturale per questo la responsabilità che si assume è enorme.

Avete qualche progetto speciale legato all'Expo 2015, al claim Nutrire il pianeta?
Più di uno; nel 2010 ho creato una divisione che si occupa di ricerca in ambito di alimentazione e di benessere e stiamo sviluppando vari progetti, alcuni dei quali saranno pronti per essere presentati durante Expo 2015... ma non posso ancora raccontarle di più.

Info: www.gualtieromarchesi.it


di Laura Maggi / 22 Gennaio 2014

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