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Elle Decor Italia

Lina Bo Bardi alla Triennale

A Milano la mostra itinerante che reinterpreta l'opera della grande progettista italiana

È successo anche a lei. Come è stato per Eileen Gray, Charlotte Perriand e altre grandi progettiste del secolo scorso, Lina Bo Bardi ha ottenuto la meritata attenzione in ritardo. Solo recentemente, a più di 20 anni dalla sua scomparsa, si sta riscoprendo la figura di questa donna straordinaria che, prima di trasferirsi in Brasile nel 1946 insieme al marito Pietro Maria Bardi, ha diretto la rivista Domus e collaborato con Gio Ponti.

Nei suoi confronti, i motivi di fascino e gli interrogativi (alcuni destinati a rimanere insoluti) non si contano. Naturalizzata brasiliana, dove viene chiamata familiarmente Lina, ha lasciato un segno indelebile nell’architettura, ma ha lavorato anche a scenografie, allestimenti museali e giocattoli: tutti progetti di grande interesse.

Dal 4 settembre fino al 5 ottobre, la Triennale di Milano ospita la mostra itinerante Lina Bo Bardi: Together, dopo le tappe a Londra, Vienna, Basilea, Parigi, Stoccolma, Amsterdam e prima di sbarcare a Chicago.

Si tratta di un’esposizione sui generis: sotto la guida di Noemí Blager, architetta e curatrice, le caratteristiche più rilevanti della grande progettista vengono indagate e reinterpretate con strumenti di analisi diversi. L’artista Madelon Vriesendorp, tra i fondatori di OMA, presenta un’installazione che racconta l’attenzione di Lina per le radici e l’identità del paese. Tra i film di Tapio Snellman uno in particolare esplora la vita nel SESC Pompéia, centro culturale e ricreativo di San Paolo da lei progettato. Le foto di Ioana Marinescu ricreano l’atmosfera della sua casa, con giocattoli, opere d’arte, materiali di riciclo. E sarà esposta anche la Bardi’s Bowl Chair, disegnata nel 1951 e prodotta per la prima volta da Arper in edizione limitata.

Una curiosità: Lina Bo Bardi era solita disegnare una mano con il dito indice puntato per sottolineare dettagli particolarmente rilevanti nei suoi schizzi. In mostra, lo stesso segno reinterpretato da Madelon Vriesendorp indicherà alcune citazioni tratte dagli scritti dell’architetta, sempre puntuali e illuminanti. Una vera chicca da non perdere.

Sito:
www.linabobarditogether.com
www.triennale.it


di Annalisa Rosso / 21 Agosto 2014

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