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Elle Decor Italia

Nendo in mostra al Design Museum di Holon

La curatrice Maria Cristina Didero presenta la prima esposizione museale mai dedicata al designer giapponese

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In the Shade è una installazione di elementi divisori realizzata da Nendo in collaborazione con Glas Italia e Caesarstone su commissione del Design Museum Holon

Nendo in mostra. Il Design Museum Holon, in Israele, presenta la prima grande personale mai dedicata al celebre studio fondato in Giappone nel 2002 da Oki Sato. Dal 7 giugno fino al 31 ottobre 2016, l’esposizione The Space in Between mette insieme decine di progetti - vecchi e nuovi - con l’obiettivo di fornire una lettura significativa del design del creativo, tra i più trasversali al mondo.

Ne abbiamo parlato con la curatrice della mostra, Maria Cristina Didero.

Maria Cristina Didero, curatrice della mostra Nendo - The Space in Between, visitabile fino al 30 ottobre 2016

Da dove viene l’idea di indagare lo spazio che intercorre tra i progetti di Nendo?
Il primo pensiero è stato quello di mettere ordine nel lavoro di Oki Sato, particolarmente prolifico. Operazione necessaria per raccontare quello che ha fatto fino a oggi. Indagare lo spazio in-between, quella porzione di luce e aria che pensiamo resti vuota tra gli oggetti e su cui invece Nendo riesce a intervenire, ha permesso di trovare una cornice per mettere insieme e catalogare il materiale selezionato.

Il tavolo Thin Black Lines, parte della sezioneBetween Boundaries. Image credit to Masayuki Hayashi

Bozzetto per Thin Black Lines, il progetto di Nendo del 2010

Per questo la mostra è suddivisa in 6 sezioni?
È un espediente narrativo. Per Between processes, ad esempio, abbiamo scelto un cestello di legno per lo champagne che Nendo non aveva mai pensato di poter esporre, ma in questo contesto è particolarmente significativo. Insieme alla lampada realizzata per Lasvit, Inhale, uno dei primi pezzi a essere stato molto pubblicato. E poi ci sono le altre sezioni: Between textures, Between boundaries, Between the object, Between relationships e Between senses. Questa è la prima esposizione museum like, come dice Oki Sato, e dopo il Design Museum di Holon girerà il mondo per raccontare la storia di Nendo.

Rain Bottle, progetto del 2014 presentato nella sezioneBetween Senses, illustra i diversi significati della parola “pioggia” in giapponese. Image credit to Hiroshi Iwasaki

Parliamo dei pezzi in esposizione.
Sono oltre 70. Abbiamo dovuto fare delle scelte. E abbiamo voluto i più rappresentativi, alcuni molto noti e altri meno. Oki Sato sa disegnare praticamente qualsiasi cosa, e lo fa al meglio: cioccolatini, occhiali, tazze, librerie. Abbiamo giocato con la scala e con le categorie degli oggetti, associando pezzi anche molto diversi tra loro. E poi c’è il progetto speciale In the Shade, realizzato da Nendo su commissione del Design Museum Holon e ora parte della collezione permanente dell’istituzione. Si tratta di una serie di elementi divisori in pietra israeliana (Caesarstone) e vetro italiano (Glas Italia), che restituisce la particolare luce del deserto d’Israele.

Pantofole Triangle realizzate nel 2015 per il brand by | n, nella sezioneBetween Relationships. Image credit to Akihiro Yoshida

Inhale, lampada in vetro soffiato realizzata per Lasvit nel 2012, esposta nella sezioneBetween Processes. Image credit to Yoneo Kawabe

La mostra è accompagnata da una pubblicazione. Di cosa si tratta?
È un volume sostanzioso, che riprende le 6 sezioni attraverso i testi di altrettanti autori (tra gli altri, la gallerista inglese Libby Sellers). Oltre al mio testo curatoriale, in cui parlo di questo segmento di spazio fittizio fatto di aria e luce su cui opera il design di Nendo, si trova anche un’intervista che mi sono divertita a fare a Oki Sato. Una trentina di domande dirette, con l’obiettivo di raccontare l’uomo, più che il suo lavoro.

Tavolini Soft realizzati nel 2015 per Glas Italia, sezione Between Textures. Image credit to Kenichi Sonehara

Che cosa hai scoperto di lui?
Alcune cose già si sapevano, altre no. Oki Sato passa molto tempo con il suo cane, e tra le sue ispirazioni ci sono i manga giapponesi. Il suo goal è far sorridere e pensare, vuole creare oggetti di design che facciano stare bene le persone. Ma gli ho chiesto anche di che colore è la sua biancheria intima. Indovina? È nera!

Il designer giapponses Oki Sato, cui il Design Museum Holon dedica la personale Nendo - The Space in Between. Foto by Shay Ben Efraim

Cabbage Chair, del 2008, è parte della sezioneBetween Processes. Image credit to Masayuki Hayashi

www.dmh.org.il

 

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di Annalisa Rosso / 6 Giugno 2016

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