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Vale tutto purché sia trasparente, 7 oggetti "senza veli" scoperti a Parigi

Il trasparente sta tornando di moda, e le ultime novità viste in fiera a Maison&Objet lo dimostrano!

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Abbiamo già parlato della tendenza al volume del design di quest’anno, che forse racconta di un bisogno di abbandonarsi agli istinti, ma da Maison & Objet di Parigi risuona forte una seconda parola d’ordine: il design 2017 tende alla trasparenza.

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Superfici che rinunciano all’opacità, oggetti che invitano lo sguardo a penetrarne le forme, materiali come il poliuretano, il PVC, e naturalmente il vetro, che si fanno leggeri ed evanescenti. Ma la trasparenza è concetto meravigliosamente ambiguo: avete visto la serie Transparent? Trasparente è un’anima, ma anche il fantasma dei nostri incubi. Trasparente è la giustizia di un mondo ideale, ma è davvero ideale quel mondo in cui la privacy svanisce e la nostra vita non ha più rifugi? Chissà, forse il ritorno di un design trasparente ci parla di un generico bisogno di leggerezza, di giustizia, ma anche dell’inquietudine per le nostre intimità smarrite.

 

 

Da Nomess, brand di Copenhagen, arrivano due nuovi modelli di bags: il primo è la borsa Nomess Tote bag (in alto a sinistra), la perfetta compagna per chi è sempre di corsa. Disponibile anche in bianco e grigio, è realizzata in PVC ed è ottima per tenere d’occhio i propri accessori con una borsa alla moda: ma attenzione, anche gli altri potranno allungare lo sguardo sul vostro “beautiful mess” (“bel casino”). Ne avrete il coraggio? Quanto alla Nomess laundry bag: dipende da dove tenete il cesto della biancheria. Se avete una lavanderia, uno sgabuzzino, certo questa borsa vi aiuta a non perdere di vista il bucato da fare. Ma se non sapete dove nasconderla, be’… potete raccontare ai vostri ospiti che quella di ostentare i panni sporchi è una nuova moda che viene da Parigi. Non si diceva così, nei romanzi di una volta?    

“Niente da nascondere, libero di essere” è lo slogan per questi Trolley Crashbag, che troverete in vendita da Design Republic di Milano. Qui il concetto è un po’ quello dei jeans già strappati alla fabbrica: questi bagagli a mano, a prova di Ryanair, sono al 100% in policarbonato resistente e nascono già ammaccati. Grande sarà lo smacco degli addetti aeroportuali abituati a lanciarle. Per i più schivi: le “garment case” interne a questi trolley permettono di nascondere alcuni oggetti, quindi ahimè, anche questa volta dovrete fare la fila al metal detector.

 

Courtesy of Miu Miu

Sotto il trench niente. Passiamo al luxury fashion: l’impermeabile trasparente con pelliccia sintetica Miu Miu che ha sfilato a Parigi è un po’ retrò ed eccentrico. All’effetto see-through del poliuretano con bordi neri e sottili si aggiunge il lilla della pelliccia sintetica, colore di stagione della linea glamour di Prada.

 

Foto di Alberto Strada

Bicchieri, oliere, set per te e caffè e brocca, in vetro trasparente e colorato, ma non solo: è decorato con elementi boschivi come bacche, funghi, rami, foglie e fiori. Ogni oggetto, un dettaglio diverso per portare la natura sulla tavola. Greenwood è la collezione interamente soffiata a mano e disegnata da Alessandra Baldereschi per Ichendorf.

A Parigi è avvenuto anche il lancio ufficiale di un nuovo brand di utensili da cucina e collezione per il tablware. Alain Gilles ha disegnato per Evolution (di Vincent Le Guern) Madame is Served! Una “tarte server” la cui base e il piatto sono utilizzabili come elementi separati: la base diventa una ciotola, il piatto aiuta a tagliare le torte in fette uguali, grazie a dei segni indicatori. Semplice e geniale!

Foto: Jonas Lindström

Greenhouse è una serra da interni, a metà tra l’oggetto di design e l’installazione artistica. La firmano i due designer thailandesi di Atelier2+, dai nomi difficili di Worapong Manupipatpong e Ada Chirakranont. Hanno collaborato con Anders Färdig di Design House Stockholm, conosciuto a Bangkok. Poi i tre hanno scoperto di avere studiato nella stessa accademia a Stoccolma: perché il mondo è veramente piccolo, come quello green ricreato in questa piccola casetta scandinava per piante. 

Foto di Claudia Lederer

L’ultimo atto di questa lista trasparente è il tavolo Maddi, di Sébastien Turon per la collezione Artzain della casa editrice e galleria d’arte éditions du coté. Artzain in lingua basca significa “pastore”: Turon ha contribuito con questo tavolino da caffè che del pastore evoca la vita ascetica e trascendente: un contatto con il cielo e il vento, qui raccontati grazie alle incisioni del laser sul vetro.

 


di Roberto Fiandaca / 22 Settembre 2017

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