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Cosa troveremo a Maison&Objet di gennaio 2017? Le anticipazioni di Elizabeth Leriche

Intervista alla curatrice dell'osservatorio di M&O, che ci regala qualche anticipazione e un suggerimento per trovare il silenzio in città

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JM Palisse

Dal 20 al 24 gennaio 2017 Maison&Objet apre l'anno fieristico parigino proponendo tante novità sia nel format che nei contenuti. Tra le novità di spicco sicuramente l'Osservatorio affidato ad Elizabeth Leriche che esplorerà il tema del silenzio (leggi anche → Da M&O il nuovo trend 2017: Silence!). Per capire meglio cosa aspettarci da questo spazio, che si allontana dalla mera presentazione di novità del mondo del design per proporsi come un vero e proprio punto di vista sulla società e i suoi cambiamenti abbiamo fatto qualche domanda alla curatrice, che ci regala qualche anticipazione e anche un suggerimento per trovare il silenzio in città.

Quest'anno il Maison&Objet Observatory sarà dedicato al silenzio, un tema più legato all'attualità che al progetto in senso stretto, spesso considerato – insieme al tempo – il vero lusso. È un modo per parlare di come il design possa concretamente migliorare la nostra vita?
L’osservatorio di Maison&Objet ha scelto il tema del Silenzio per rispondere a un'epoca satura di immagini, iper connessa, nella quale si ha il bisogno di fare una pausa e di tornare all’essenziale. L’epoca è paradossale, velocità/lentezza, abbondanza/sobrietà, massimalismo/minimalismo, di fronte a tutto questo rumore il silenzio appare come qualcosa di raro!Abbiamo dunque deciso di esprimere questo bisogno di tornare a una semplicità con degli oggetti dalle forme pure, archetipali, dalle forme geometriche dove dialogano vuoti e pieni. Dei designer lavorano a scenari che ci permettono di isolarci in luoghi pubblici (PE Van Deputte o Buzzi Space). Abbiamo selezionato un fabbricante di feltro, Holland Felt, per realizzare una stanza del percorso interamente in questo materiale fonoassorbente, ed avere un contatto con questa materia calorosa che evoca il bisogno di protezione. Abbiamo anche interpellato Baux, produttore di materiali fonoassorbenti naturali, molto richiesti oggi da parte degli architetti.

Silenzio vuol dire assenza di rumore, ma anche sobrietà, pace e intimità: come sarà raccontato?
Insieme alle proposte tecniche e estetiche, ci sarà una dimensione più filosofica, come un’iniziazione, una ricerca del Silenzio interno che ci porterà all’introspezione, alla contemplazione e alla meditazione. Un bisogno di serenità nella nostre vite iperattive.
Dopo aver attraversato una stanza riempita di schermi e di rumori, il visitatore attraverserà un corridoio “detox” che gradualmente passa dal nero al bianco fino a una finestra che si affaccia su un paesaggio calmo e sereno. Dopo la stanza foderata di feltro, si arriva in uno spazio che presenta un video dell’artista Cecile Le Talec: le mani di un pianista che suonano senza pianoforte con della pittura bianca, in assoluto Silenzio. In un’altra stanza ci saranno delle cuffie per ascoltare i suoni degli spazi senza rumori umani raccolti in giro per il mondo dall'ecologo americano Gordon Hempton.
Il visitatore entrerà poi in un grande ambiente bianco con delle proiezioni d’acqua su veli bianchi di Grethe Sorensen e Bo Hovgaard molto rilassanti. Di fronte alla panca di Muller Van Severen in metallo banco perforato si potranno scoprire le mensole di nendo per Glas Italia. Tutto intorno ci saranno 8 cellule in velo bianco in cui saranno presentati degli oggetti “silenziosi” combinati a fotografie di paesaggi.
L’ultima stanza della mostra sarà interamente ricoperta da un velo nero che evoca la camera da letto, una stanza silenziosa che ricorda la notte (panca nera Pulpo, lampada Lune di Oscar Lhermitte) e di fonte la biblioteca interamente bianca dove sarà presentato il lavoro in carta di Nadia Gallardo e le ceramiche di Patricia Vieljeux , Karen Swami , Rina Menardi… tutto tra libri di carta bianca.

Ci sono materiali, forme e colori più silenziosi di altri?
Il nero, il bianco, il grigio, il blu, il legno chiaro, la ceramica bianca, la carta, il telo, il feltro, il marmo (come lo sgabello da meditazione di Anastasiades). Il confronto tra pesantezza e leggerezza. Ma c’è anche un aspetto molto personale nella scelta degli oggetti, e per quanto mi riguarda è l’associazione di oggetti da ammirare senza ornamenti, in maniera molto semplice di fronte a questi paesaggi che mi emoziona.
Per me il silenzio è un lusso come lo spazio e la luce e questo bisogno continuamente rinnovato di ritrovarsi con gli elementi della natura (la terra per sentirsi radicati e il cielo per elevare lo spirito) per stimolare l’immaginazione e la creatività!

Se dopo aver visitato Maison&Objet volessimo cercare il silenzio nella città di Parigi dove ci consigli di andare?
Ci sono sempre più bar che chiedono di lasciare il telefono all’entrata per permettere alla gente di riscoprire il piacere della conversazione. Uno dei palace parigini propone uno spazio “sconnesso”, e esistono sempre più corsi di yoga e di meditazione.


di Carlotta Marelli / 11 Gennaio 2017

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