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Nuova vita al sevizio di piatti della nonna

Nuovo e antico si fondono e si compenetrano nei servizi di porcellana di La Cartuja de Sevilla

Nuove collezioni di porcellane La Cartuja

Le nuove collezioni di porcellane La Cartuja sono un tuffo nel passato con un occhio sempre rivolto al gusto e alle esigenze della vita moderna

La storia di un servizio di piatti in ceramica spesso ha origini più lontane di quanto possiamo immaginare. Questa volta siamo in Andalusia nel 1841, dove dal genio creativo e lo spirito imprenditoriale dell’inglese Charles Pickman nasce all’interno del monastero di La Cartuja una fabbrica di oggetti in terracotta nota soprattutto per la produzione di servizi per la tavola. È il primo passo della rivoluzione industriale a Siviglia, un progetto che coniuga la tradizione decorativa più radicata e vicina al cuore degli spagnoli e le innovazioni tecniche che le esperte mani degli artigiani andalusi hanno rapidamente inserito nel loro lavoro.

Sulla scia dello spirito di progresso  e innovazione che l’ha sempre contraddistinta negli ultimi anni La Cartuja de Sevilla ha introdotto nuove linee capaci di unire l’estetica attuale ad un disegno tratto da un profilo classico, presentate a Parigi durante l'ultima edizione di Maison&Objet. Non si tratta di disegni classici rieditati, ma di nuove proposte di piatti in ceramica firmate da illustratori come Carmen Garcia Huerta e designer contemporanei come Isaac Piñeiro, capaci di farsi ispirare dall’eredità storica dell’azienda ma introducendo oggetti totalmente adattati alle esigenze e al gusto contemporanei.

Il processo di ristrutturazione inizia 175 anni dopo l’avvio dell’attività da parte della famiglia Pickman e prende il via con la collezione Vega 175, ideata dal designer Isaac Piñeiro. Questa serie composta da vasi, vassoi, candelabri, ganci appendiabiti, ovviamente in ceramica, presenta una silouette arrotondata, un chiaro riferimento alle forme organiche importate dall’Inghilterra da Pickman. La più grande innovazione sta nell’applicazione della stampa 3D durante il processo di sviluppo dei prototipi, affiancata alla tradizionale tornitura a mano.

Senza allontanarsi dal passato questa collezione abbraccia una nuova prospettiva contemporanea, dove forma e funzione si fondono e si compenetrano, dove il dettaglio diventa protagonista. Ogni pezzo è unico e caratterizzato da un manico di forma circolare che ne rende confortevole l’impugnatura. Fondamentale l’equilibrio tra rustico e tradizionale, tra l’originalità e la finezza espressiva.

L’illustratrice madrilena Carmen Garcia Huerta ha invece deciso di farsi ispirare da un vecchio film per reinterpretare i motivi classici di animali e intrecci naturali nella collezione di piatti in ceramica Georgica. Un documentario sulle vite di Edith e Edith Ewing Bouvier Beale, cugina e zia di Jacqueline Kennedy, descriveva lo stile decadente ed esotista della magione di Grey Gardens dove le due sofisticate ed eccentriche signore avevano deciso di ritirarsi, lontano dagli sfarzi newyorkesi ai quali erano abituate.

Tra  i classici motivi orientali si distinguono la pagoda, il ponte, vari tipi di uccelli e un ambiente naturale incentrato attorno ad un grande salice, il tutto impregnato da uno spirito esotista decadente e nostalgico. Tuttavia i colori vivaci, l’esuberanza di alcuni fiori e uccelli e alcuni chiari riferimenti felini esprimono un sentimento nuovo di rigenerazione e libertà.

www.lacartujadesevilla.com

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di Chiara Pasini / 12 Settembre 2017

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