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di Redazione Elledecor.it

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04 Aprile 2018

Da Casa del Fascio a museo più grande del Nord Italia

L’edificio disegnato da Giuseppe Terragni a Como potrebbe diventare il più grande museo di arte moderna, architettura e design del Nord Italia

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Getty Images

Il partito della “Lega Nord, che ha ottenuto quasi il 18% dei voti nelle elezioni generali del 4 marzo e potrebbe far parte del prossimo governo di coalizione, vuole trasformare il quartier generale del partito fascista a Como, nel più grande museo italiano di arte moderna, architettura e design.” scrive Hannah McGivern  su The Arts Newspaper.

La sua fonte è il manifesto elettorale della Lega, intitolato Salvini Premier (liberamente scaricabile dal web), che dedica tre pagine a una sezione intitolata “Patrimonio culturale e identità italiana”.

Al suo interno, tra gli interventi a medio termine, si parla appunto della “Creazione a Como nel palazzo Terragni e negli edifici adiacenti del più grande museo di arte moderna, architettura e design del Nord Italia”.

Leggi anche: Milano avrà un museo del design. O già ce l'ha?

La struttura cubica progettata dall’architetto razionalista Giuseppe Terragni e concepita come un simbolo del regime, fu commissionata dal Partito Nazionale Fascista di Benito Mussolini nel 1932 e completata nel 1936 come Casa del Fascio, una delle circa 5.000 sedi fasciste locali costruite in tutta Italia.

La Casa del Fascio di Como può essere considerata l'opera magistrale di Terragni, che progettò tutti gli interni: superfici delle pareti, porte, maniglie, zoccolini, pavimenti, e finiture. Fino agli arredi: sono disegnati dallo stesso Giuseppe Terragni lampade, tavoli, scrivanie, scaffalature e sedute, tra le quali la sedia Lariana e la poltrona Benita.

Ristrutturato dopo la seconda guerra mondiale, l’edificio ospita la Guardia di Finanza dagli anni ’50 e da anni si discute l’idea di trasformarlo in un museo.

A febbraio la città di Como ha firmato un accordo con Attilio Terragni, nipote dell'architetto e presidente dell'archivio Terragni, per aprire il monumento ai turisti e per poter richiedere lo status di Patrimonio dell'Umanità Unesco.


di Carla Amarillis / 4 Aprile 2018

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