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I 10 designer emergenti della Giordania che cambieranno il futuro del Medio Oriente

La top ten dei talenti scoperti durante la seconda edizione dell'Amman Design Week, curata da Ahmad Humeid all'Hangar di Ras El Ain

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Tania George è una delle designer emergenti in mostra all'Hangar 2017 in occasione dell'Ammam Design Week

Oltre alle più conosciute Design Week di Londra, Milano, Parigi e New York, in tutto il mondo stanno nascendo delle nuove realtà in cui molti giovani designer, grazie al loro talento, presto potrebbero dare una forte spinta propulsiva all'innovazione del proprio Paese. Questo è il caso della Giordania dove, dal 6 al 14 ottobre, si svolge la seconda edizione dell'Amman Design Week nella cornice dell'Hangar di Ras El Ain.
Curata da Ahmad Humeid, la kermesse è una vetrina dei talenti locali e regionali, le cui opere quest'anno sono ruotate attorno al tema del movimento in tutte le sue sfaccettature: fisico, intellettuale, sociale, culturale. Lo spazio industriale dell'Hangar, una costruzione risalente agli anni '30, è stato animato dalle installazioni dei giovani designer, perlopiù alla loro prima esperienza post scolastica. Molti di questi si sono formati all'estero, e sono tornati in Giordania per partecipare all'Amman Design Week.

"Dal momento che la nostra è un'economia in via di sviluppo, che deve fare affidamento sulla ingegnosità delle sue persone, l'Amman Design Week sin dalla sua nascita si è considerata come una piattaforma educativa", ha dichiarato il curatore Ahmad Humeid "la maggior parte dei progettisti locali rappresentati all'interno dell'esposizione non sono in alcun modo dei designer affermati". Tuttavia, molti di loro si stanno facendo strada grazie a dei progetti lungimiranti e di ampio respiro, progetti che potrebbero cambiare il futuro stesso del Medio Oriente. Ecco i dieci designer emergenti da tenere d'occhio:

Yasmeen Sabri, 25 anni, ha iniziato la sua carriera come pittrice prima di intraprendere un master in Information Experience Design presso il Royal College of Art di Londra. Ora, i suoi lavori si concentrano sulla creazione di esperienze interattive, in particolare quelle che come obiettivo hanno l'attivismo e il bene delle comunità. In questo momento il suo progetto è Network of Swings, un'installazione che dà vita a una sorta di parco giochi, che in Giordania si vede di norma solamente durante il periodo festivo di Eid. Un modo per unire le persone attraverso il linguaggio comune del gioco. 

Tania George è una stilista laureata alla scuola italiana Polimoda nel 2011, che ha continuato a lavorare alla Stamperia Fiorentina prima di tornare in Giordania. Le stampe continuano a rappresentare una grande parte del suo lavoro, riconoscibile per il suo uso creativo dell'iconografia della cultura popolare giordana. All'Hangar 2017, la fashion designer ha esposto la sua terza collezione, intitolata Shibs, Bibs, Canary: gli oggetti sono presentati circondati da tutto ciò che ne ha ispirato la creazione.

Saeed Abu-Jaber e Mothanna Hussein sono i designer di Turbo, uno studio multidisciplinare che lavora principalmente nell'ambito del graphic design, uno dei punti di forza dell'industria giordana. Il loro lavoro di progettazione spesso incorpora elementi illustrativi e infografici. All'Hangar, il duo Turbo ha incluso uno dei suoi lavori nella sezione dedicata al branding, dove hanno creato un'installazione di cinque metri composta interamente di matchbox di Three Stars per il proprio studio.

I fratelli Riyad e Hashem Joucka, lavorando tra architettura, design e nuove tecnologie, hanno dato vita al network d'architettura del Medio Oriente (MEAN) per perseguire progetti che coinvolgono design computazionale, robotica e nuovi materiali. Il loro primo progetto è Arid, un'installazione simile a un puzzle ideata per richiamare l'attenzione sul problema della scarsità d'acqua in Giordania: la scultura è fatta di pietra locale macinata in forme generate da un algoritmo che rappresenta come la terra si spacca durante la siccità.

Rula Yaghmour è il progettista principale della sua società di famiglia, la Yaghmour Architects: 32 anni, ha studiato ingegneria architettonica presso l'Università Giordana di Scienza e Tecnologia ed è appassionato di design scultoreo. La combinazione dei suoi interessi l'ha portato sino al suo progetto attuale, Kutleh (che in arabo significa "blocco"), un nuovo materiale in pietra stratificato che intende realizzare in vari formati e combinazioni di colore. Durante l'Ammam Design Week, ha presentato una sedia in Kutleh con una forma iperbolica.

Sahar Madanat è una product designer che ha già portato a casa un Red Dot Award, un International Design Excellence Award e uno Spark Award. Ha fondato il suo studio con base ad Amman nel 2013, e i suoi lavori si concentrano sul "miglioramento della qualità della vita". Ne è un esempio il suo Pushpin Dynamic Surface, l'installazione presentata all'Hangar la cui superficie è composta da piccole piastrelle esagonali che spingono verso il basso in risposta alla pressione. Ciò consente ad un oggetto o una persona di essere supportato anche in posizione inclinata, fornendo un possibile aiuto agli anziani ma anche un materiale da riutilizzare per imballaggi e spedizioni.

Yousef Abedrabbo e Omar Al-Zo'bi sono le figure centrali dietro Eyen, un collettivo multidisciplinare che opera principalmente nel graphic design, pratica che richiede molto spesso l'utilizzo della calligrafia araba. Per consentire ai progettisti di trovare e collaborare con gli specialisti di questo antico mestiere, Eyen ha creato Fahres Al-Khattat, una pubblicazione in stile di directory che documenta i lavori e i contatti dei calligrafici giordani. In occasione dell'Ammam Design Week, ADW, Eyem ha dato la possibilità di acquistare delle pubblicazioni attraverso un'installazione interattiva basata su un distributore automatico. Una forma alternativa di crowdfunding, i cui proventi amplieranno il loro progetto per un database online.

www.ammandesignweek.com

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di Essia Sahli / 13 Ottobre 2017

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