ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

Elle Decor Italia

I nastri dei fratelli Campana

Fitas: da serie di mobili a ballerine in plastica + VIDEO

Incontriamo Humberto Campana nello showroom milanese di Melissa, per cui ha disegnato insieme al fratello Fernando la ballerina Fitas (nastri).

Di questo progetto esistono diverse facce. Ce le racconti?
La serie Fitas nasce tre anni fa, all’inizio era un vassoio. Poi è diventata la base dei tavolini che abbiamo utilizzato nel caffè del Theatro Municipal a São Paulo, e l’anno scorso sono nati un tavolo e un buffet (prodotti in edizione limitata, ndr). Melissa ha manifestato interesse e hanno iniziato a lavorarci. Sono riusciti a rendere al meglio il volume, qui la texture è molto presente. Una delle cose interessanti di questo prodotto è che è realizzato per il 40% in plastica riciclata, aspetto che a Melissa sta sempre a cuore.

E’ stato più divertente studiare la versione L (i mobili) o quella S (le scarpe)?
Per me non c'è stata differenza. Mi piace sempre visitare altri universi: moda, arte, arricchire il mio vocabolario con nuove conoscenze.

I mobili sono fatti artigianalmente, questo delle ballerine è un progetto industriale. Quali sono le differenze principali?
Tutto quello che è tecnologia lo lasciamo a Melissa. Noi facciamo i prototipi, a mano: in carta (questo era in carta, se non ricordo male), filo d’alluminio, plastica. Per i più complessi ci vogliono anche venti giorni… Nel nostro studio hanno la pazienza giusta. E poi farli porta armonia, allenta la tensione.

Cosa portate al Salone?
Bastardo, un nuovo divano per Edra. Il nome l’ha trovato Massimo Morozzi (art director dell’azienda, ndr) quando ha visto i primi piccoli prototipi che gli abbiamo mandato: “Sembra un bastardino!”. Abbiamo deciso di adottare il nome.


di Ruben Modigliani / 3 Aprile 2014

CORNER

People collection

[People]

15 anni a Milano

Fatti e misfatti di Ramak Fazel nel suo archvio milanese

interviste

[People]

L'auto che entra in casa

Al Salone di Francoforte Renault esplora l'ambiente domestico

Casa moderna

[People]

11 anni di design a Vienna

Intervista a Lilli Hollein - co-fondatrice della Vienna Design Week

interviste

[People]

Chi ha paura del colore?

Intervista a chi dell'accostamento cromatico ha fatto una filosofia

[People]

Segreti d'interni

L'architetto italiano che firma le case dell'upperclass londinese

interviste

[People]

Intelligenza collettiva

La Biennale di di Tallin supera l'idea che abbiamo di architettura

interviste

[People]

Guru di stile

Intervista all'interior designer che ha ridefinito il concetto di lusso

interviste

[People]

Radio Cino

12 brani "d'architettura" direttamente dall’iPod di Cino Zucchi

Costume

[People]

Curve celebri

Zaha Hadid, la linea fluida tra design e architettura

Zaha Hadid

Hearst Magazines Italia

©2017 HEARST MAGAZINES ITALIA SPA - RIPRODUZIONE RISERVATA - P. IVA 12212110154 | VIA ROBERTO BRACCO, 6, 20159, MILANO – ITALY

Pubblicità | Link utili | Cookies policy | privacy policy siti web