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Elle Decor Italia

Noé Duchaufour-Lawrance

Natura e intimità guidano il lavoro del designer francese

Sfogliare il book dei progetti firmati da Noé Duchaufour-Lawrance in quasi dieci anni di attività vuole dire immergersi in un mondo popolato da creature magiche, fluide e dinamiche. Dalla scenografica installazione Naturoscopie, che vestiva gli spazi della Galerie Bsl di Parigi di lampade Led pensate come rami rampicanti, alla delicata morbidezza di Fog e Flux, i bulbi luminosi in vetro di Gaia & Gino, e dal gioco di accostamenti del piano del tavolo Borghese di La Chance, alla collezione di vasi Roseau per Ligne Roset, che ricordano un mazzo di fiori che sboccia: il filo conduttore è sempre la natura. “Dalla quale sgorga spontanea la forma” sottolinea Noé, che abbiamo incontrato in occasione della passata edizione della Milano Design Week.

E così lo spazio. Design e architettura nel mio mondo progettuale sono parti di un unico sistema, due modi complementari che devono dialogare con coerenza. Per esempio, per gli uffici che sto progettando per il gruppo francese Sfl ho analizzato come si muovono le persone, come vivono i luoghi di lavoro, con quali ritmi e tempi. Il movimento mi ha condotto intuitivamente all’acqua, l’acqua alla forma e la forma al vento. Una sequenza naturale che, trasposta nel layout, mi aiuta a definire le caratteristiche di ogni ambiente (fresco, per esempio, o rilassante). Sono convinto che il mondo abbia bisogno di luoghi nei quali riappropriarsi del valore della relazione”. Una riflessione che riassume la sua idea di sostenibilità. Il perché è facile da scoprire. Pare infatti che Noé abbia trascorso parte della sua infanzia in Bretagna. Qui passava molti pomeriggi girando tra i boschi in bicicletta, anche perché i genitori gli proibivano di guardare la tv. “Non so se è per colpa dell’educazione dei miei, ma il ricordo di quelle giornate è sempre vivo e ritorna nei miei progetti. Per me è importante trattenere il passato nella memoria e restituirlo al presente sotto forma di senso. E il senso non è solo forma o funzione, ma capacità (dell’oggetto) di stabilire con noi una relazione intima e affettiva. Ecco perché mi piace pensare ai pezzi che disegno come ad attivatori di fantasia”.

E la lampada a sospensione Peacock di Kundalini, letta in questi termini, altro non è che la ruota della coda di un pavone, aperta in tutta la sua bellezza. Vetro incamiciato e sorgente Led definiscono poi un’atmosfera calda e sofisticata. “Non ho mai fatto un uso speculativo della tecnologia, la scelgo solo se mi aiuta a migliorare la resa del progetto. Non dobbiamo mai perdere di vista la realtà, la qualità della vita e delle nostre relazioni”. Forse è per questo che Noé ogni mattina, prima di recarsi in studio dai suoi collaboratori, trascorre almeno due ore seduto al suo caffè preferito, Le Square Trousseau, all’1 di rue Antoine Vollon. Per fermare i pensieri sul suo quaderno. www.noeduchaufourlawrance.com


di Paola Carimati / 9 Gennaio 2014

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