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Africa Architecture Awards, l'intervista al vincitore: Rod Choromaski

Il progetto che si è aggiudicato la prima edizione del premio è in grado di ispirare il futuro dell'architettura africana

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Courtesy of Studio Choromaski

Il progetto vincitore della prima edizione dell’Africa Architecture Awards è il Museo Umkhumbane di Durban in Sudafrica progettato dallo Studio Choromanski Architects

Africa Architecture Awards: Africa e architettura. Un peccato che il connubio non giunga così spontaneo alla mente, in realtà le due realtà culturali ed etiche hanno molto di più in comune di quello che si pensi. L’occasione per ripensare in maniera più appropriata e attuale a questa cooperazione di intenti è stata la cerimonia di premiazione per il migliore edificio costruito nel continente. Medaglia d'oro allo Studio Choromanski per il suo progetto del Museo Umkhumbane situato a pochi chilometri dalla città di Durban e dalla sede dell’importante Università KwaZulu-Natal, perchè giudicato in grado di ispirare il futuro dell'architettura africana. Gli Awards sono stati in realtà la punta di diamante di un ambizioso programma a scadenza biennale, che si prefigge lo scopo di stimolare il dialogo sull'architettura africana come cemento per un progetto che diventi globale e continuativo in grado di promuovere l'eccellenza africana. Chiediamo direttamente a Rodney Choromanski fondatore e direttore dello Studio omonimo la ragione di questo successo.

Perché pensi che questo progetto abbia vinto il premio?

Siamo stati onorati di portare il premio a casa di una comunità della classe operaia nella nostra città, che in precedenza era stata soggiogata in una storia difficile e che ancora lotta economicamente e culturalmente. Il museo si trova infatti a Cato Manor di Durban uno dei più grandi distretti di rimozione forzata del mondo. Le rivolte, le sommosse, la sottomissione e l'eventuale emancipazione della comunità costituiscono una parte importante della storia di questo sito. L'eredità del popolo che ha resistito all'oppressione permea il presente come uno spirito che è stato la fonte d'ispirazione per lo sviluppo di questo programma culturale che celebra la vita e la crescita di questa comunità. Il nostro progetto è in realtà un sistema che ha lo scopo di creare consapevolezza grazie ad una rete di infrastrutture culturali, alla rigenerazione ambientale e alla creazione di uno spazio pubblico che vuole attrarre visitatori locali e internazionali. Il programma dell’Africa Architecture Awards, prima piattaforma internazionale del suo genere, ha avuto il grande merito di mostrare a tutto il mondo i valori e i principi dei progetti nel continente. Noi abbiamo risposto con un progetto resiliente e duraturo frutto di un team che è composto dalle molte voci che hanno sostenuto nel tempo la nostra comunità locale e ora sono state in grado di arrivare su un palcoscenico culturale internazionale. Siamo partiti con l’identificare Cato Manor come il luogo ideale per lo sviluppo del "Sito culturale" con il fine di preservare il ricco patrimonio politico e ambientale delle aree, sostenendo al contempo l'evoluzione della cultura urbana locale. Per molti anni questo pezzo di terra è stato una discarica, confinante con il Khumbumbane un fiume altamente inquinato, in prossimità di aree residenziali culturali miste, che in precedenza erano state separate dall'Apartheid. Il nostro progetto è il primo edificio culturale pubblico per Cato Manor e il primo New City Museum in circa 100 anni, e avrà lo scopo di supportare un piano urbano più ampio, con il coinvolgimento della comunità, e di artisti e leader locali.

 

Cosa pensa il vincitore dell’Africa Architecture Awards dell'architettura africana?

Vediamo l'architettura africana ora fortemente associata a Future Cities in un continente in trasformazione ma con molti contrasti. Le sfide sono tante: urbanizzazione rapida, migrazione da zone rurali ad aree urbane, una mentalità lasciata dal colonialismo e generazioni distrutte da guerre ma anche enormi potenzialità: biomi multipli, popolazioni giovani d'avanguardia nella cultura contemporanea localizzata, in contrasto con il passato storico delle città africane viste sempre come identità collettive. L'architettura africana non può essere separata dal suo contesto politico, visto che le politiche in tutto il continente hanno una forte influenza nella configurazione dell'ambiente costruito come ad esempio, le politiche progressiste del Sud Africa a partire dal 1994, che hanno arricchito il processo di architettura e hanno creato i presupposti per gli interventi espressivi delle sue diverse culture, patrimonio, economia e paesaggio.

Come puoi descrivere in generale le caratteristiche dei tuoi progetti?

Provengo da un background culturale misto, la mia famiglia è stata soggetta alle leggi dell'apartheid della terra, che ha fratturato la nostra identità e soppresso la nostra fiducia in molti modi. Dopo anni di studio e pratica dell'architettura e interesse per la cultura, l'arte e la musica, ora mi sforzo di utilizzare queste influenze culturali per ricercare nuovi processi e principi per liberare lo spirito dell’ambiente artistico nel nostro paese in via di sviluppo. Alcune idee che influenzano il mio lavoro sono un'architettura caratterizzata dalla topografia del paesaggio, dal materiale, dal clima e dall'ecologia, principi rigenerativi sperimentali e di strategia urbana, la stratificazione concettuale come generatrice del progetto, conservazione e riabilitazione, dove il vecchio e il nuovo possono convivere con successo. Nel mio lavoro sono influenzato dall'arte e dal design contemporaneo, e posseggo una forte consapevolezza della cultura locale, amo far lavorare fianco a fianco diversi ceti sociali su progetti in grado di reinventare e innovare i nostri processi futuri.

Mi puoi descrivere il tuo Studio?

Studio Choromanski Architects è stato fondato nel 1993 nella casa in legno e ferro dei miei genitori, inizialmente concentrandosi su progetti di sviluppo della comunità locale. Dopo il 1994 ci siamo trasferiti in una vecchia chiesa che abbiamo ristrutturato per creare un centro artistico multiculturale in grado di servire un pubblico più vasto, con progetti influenzati dalla condivisione degli spazi di lavoro con altri creativi. La nostra successiva esperienza di joint venture locali e internazionali è stata preziosa nello sviluppo di un team innovativo e dinamico, attrezzato per assicurare una produzione efficiente e standard elevati di presentazione grafica, con la conseguenza assegnazioni di progetti a concorso e la vincita di premi architettonici. Ancora oggi ci impegniamo ad acquisire conoscenze contestuali e ad instillare una gestione progressista in ogni progetto con sviluppi tecnologici creativi.

Oltre ai progetti evidenziati dalla Giuria, il programma dell’Africa Architecture Awards ha previsto anche un premio del pubblico con oltre un milione di partecipanti che hanno votato una serie di progetti che vanno da piccoli chioschi ad elementi di rigenerazione urbanistica di quartieri disagiati.

 

www.choromanski.com

www.africaarchitectureawards.com

www.durban.gov.za

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di Paola Testoni / 30 Novembre 2017

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